1670 – Stagione 2: la recensione

Quando la spontaneità lascia spazio all’eccesso, anche una satira brillante può perdere un po’ del suo smalto: così accade nella seconda stagione di 1670.

 

 

La prima stagione della serie polacca 1670 è stata una piacevole sorpresa, quasi una boccata d’aria fresca nel panorama di proposte che ultimamente sembrano assomigliarsi tutte. L’irriverente umorismo si è rivelato l’arma vincente di questa produzione, capace di combinare satira storica, anacronismi e trovate moderne in modo originale. I personaggi, quasi tutti ben delineati, contribuiscono a costruire una sinergia efficace: dall’eccessivo e ambizioso Jan Paweł fino alla figlia Aniela, sempre pronta a inseguire ideali di modernità in un mondo che moderno non è. La prima stagione di 1670 vive insomma di un equilibrio fragile ma funzionale, che rende la prima stagione una delle commedie più interessanti e riuscite tra quelle provenienti dall’Europa orientale.

La seconda stagione riparte abbandonando momentaneamente le fangose strade di Adamczycha, il villaggio che fa da scenario principale alla storia, per trasferire i protagonisti nel lusso artificiale di un albergo turco “all inclusive”; una scelta narrativa curiosa e ironica, che già dalle prime puntate promette di alzare il livello dell’assurdo. Da questa vacanza, ovviamente tutt’altro che rilassante, prende avvio una catena di eventi che spingerà Jan Paweł sempre più vicino al suo grande obiettivo: diventare il Jan Paweł più famoso della Polonia. In parallelo, però, emergono anche una serie di situazioni volutamente eccessive; a tratti troppo, e persino caotiche.

 

 

 

Se la prima stagione di 1670 si distingueva per battute vivaci, sarcasmo pungente e un ritmo narrativo ben bilanciato, questa nuova tornata di episodi appare talvolta più sbilanciata. L’ironia resta il cuore pulsante della serie, ma si affaccia anche una certa forzatura, con gag che insistono su un’esagerazione che perde di spontaneità. Perfino il linguaggio mostra qui e lì qualche scivolone lessicale, probabilmente voluto per accentuare il tono colloquiale ma non sempre efficace che abbraccia la seconda stagione. Il risultato è un intrattenimento che diverte, ma che non riesce a replicare del tutto quella freschezza e quella leggerezza che avevano reso veramente godibile la prima stagione.

Un cambiamento significativo riguarda il personaggio di Stanisław, il primogenito di Jan Paweł. Nella prima stagione era interpretato da Michał Balicki, che non aveva lasciato un’impronta particolarmente forte; c’è quasi da chiedersi se il momentaneo allontanamento del personaggio da Adamczycha, durante la prima stagione, sia stato dettato solo da una scelta di trama. In questa seconda, il ruolo di Stanisław è affidato a Filip Zaręba, che mostra fin da subito un’energia diversa. Con lui, il primogenito di Jan Paweł acquista spessore e presenza, diventando un comprimario importante della narrazione e offrendo una performance più incisiva e convincente rispetto al passato.

 

 

Gli altri interpreti restano fedeli alle loro dinamiche, e ciascuno continua a incarnare con efficacia i vizi e le contraddizioni della nobiltà polacca del XVII secolo. Tuttavia, qualcosa cambia anche all’interno della famiglia Adamczewski: i tre figli di Jan Paweł sembrano attraversare un periodo di trasformazione, più consapevoli del mondo che li circonda e delle proprie ambizioni. Questa aria di cambiamento attraversa l’intera stagione e culmina in un finale che, pur restando fedele al tono ironico della serie, apre la strada a sviluppi potenzialmente molto interessanti.

Nel complesso, la seconda stagione di 1670 perde qualcosa rispetto alla brillantezza della prima, ma riesce comunque a mantenere intatta la sua identità; è una serie che continua a distinguersi per la capacità di mescolare la storia con l’assurdo e la satira con la comicità di situazione. Forse questa stagione ha commesso un mezzo passo falso in termini di equilibrio, ma non un errore fatale. Resta la speranza che questo calo momentaneo non comprometta le possibilità di una terza stagione: dopotutto, Netflix non è nuova a decisioni drastiche quando un titolo non soddisfa pienamente le aspettative. Sarebbe un peccato, perché 1670 rimane una delle commedie più originali e riconoscibili del panorama europeo recente.

 

1670 – Stagione 2, 2025
Voto: 6,5
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