Un veterinario di campagna catapultato in una boutique per animali di lusso crea un contrasto irresistibile; Animal gioca con differenze, imprevisti e situazioni davvero spassose.

Ci sono periodi dell’anno in cui le serie TV abbondano e non si sa a chi dare i resti, mentre altri in cui le proposte interessanti latitano; proprio in questi momenti di “vuoto” è bene uscire dalle proprie abitudini consolidate e sperimentare qualcosa di nuovo. Durante uno di questi periodi è mi capitato di scoprire 1670, una divertente e sarcastica commedia polacca in costume che esce fuori dai soliti schemi; con lo stesso spirito è iniziata la ricerca di qualcosa di analogo. È così che mi sono imbattuto in Animal: una serie spagnola altrettanto leggera e vivace.
Animal (nota anche come Old Dog, New Tricks) racconta le vicissitudini di Antón, un veterinario di campagna legato alla terra, agli animali da allevamento e a un ritmo di vita scandito dalla natura. La crisi agricola che colpisce la sua regione lo costringe ad abbandonare il lavoro tradizionale e a spostarsi in città, dove trova impiego nella boutique per animali di lusso diretta dalla nipote Uxía. L’impatto con questo nuovo ambiente è immediato e destabilizzante; fra toelettature eccentriche, clienti convinti che i propri animali meritino trattamenti da star e dispositivi tecnologici di ogni genere, Antón deve reinventarsi in un mondo che sembra parlare un linguaggio completamente diverso dal suo.

Il confronto tra la tradizione rurale e la modernità urbana rappresenta il fulcro della serie, che gioca con ironia e sarcasmo sui contrasti tra i due mondi. La professione del veterinario diventa il terreno ideale per esplorare queste differenze, con Antón che fatica ad accettare un ambiente fatto di clienti esigenti, animali domestici viziati e tecnologie sofisticate, cercando al tempo stesso un modo per tornare alla sua vita di campagna. La tensione tra generazioni è evidente in ogni episodio, con il paragone tra Antón e Uxía che a tratti diventa una vera e propria contrapposizione tra modi di vivere e interpretare il mondo. Questo elemento si rivela uno degli aspetti più interessanti della serie: non si limita infatti a proporre un conflitto superficiale, ma offre spunti di riflessione sul cambiamento dei tempi e sulle sfide che derivano dall’adattamento a nuove realtà sociali e professionali.
Animal si presenta come una commedia leggera che non rinuncia a trattare temi più seri, pur mantenendo un approccio che non appesantisce mai il racconto. Le battute, anche quando non colpiscono nel segno, contribuiscono a conservare un tono fresco e spensierato; questo permette alla serie di affrontare argomenti delicati con un sorriso, costruendo un equilibrio narrativo che risulta uno dei suoi punti di forza.

I personaggi principali, soprattutto Antón e Uxía, godono di una buona caratterizzazione, e la loro interazione aggiunge dinamismo alla trama; molti personaggi secondari, invece, risultano meno approfonditi e talvolta un po’ caricaturali, aspetto che in alcune sequenze tende a sbilanciare il racconto. L’ambientazione in Galizia, con i suoi paesaggi naturali e i contrasti tra campagna e città, rappresenta una scelta efficace: le riprese valorizzano l’eterogeneità dei luoghi, creando un contrasto visivo che arricchisce ulteriormente la narrazione e rende l’atmosfera più autentica.
Animal si mostra quindi come una commedia ben realizzata, capace di intrattenere con leggerezza e di offrire qualche riflessione sulla società contemporanea e le sue contraddizioni; una serie che può trovare tranquillamente posto nella lista delle visioni consigliate. La seconda stagione è stata annunciata, ma al momento non sono disponibili informazioni precise sulla data di messa in onda, lasciando i fan in attesa di scoprire come proseguirà la storia.









