Arrivano I Prof: la recensione

La commedia italiana può rimanere sempre uguale a se stessa, ma essere comunque bella; lo dimostra questo bel lavoro di squadra.

 

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Il film, ora disponibile gratuitamente su Prime Video e diretto da Ivan Silvestrini, è un’opera corale leggera e senza pretese. Eppure sa colpire a fondo, oltre la semplice risata (che comunque è garantita) e oltre il buon ritmo del girato. Marce in più rispetto alla versione Les Profs a cui è ispirato e che, invece, ristagna nelle consuete paludi della commedia francese, ufficialmente usata come tortura dalla CIA contro i più facinorosi criminali. Aiuta la trama frizzantina.

Il Liceo Scientifico Statale Alessandro Manzoni rischia di essere chiuso, essendo la peggiore scuola d’Italia con solo il 12% di alunni promossi e diplomati. Per salvare la scuola, il Provveditore del Miur Montini fa un ultimo tentativo per ottenere almeno la metà dei promossi. Come? Reclutando come insegnanti sette professori ritenuti i peggiori d’Italia (e quindi i più abbordabili della penisola). Quelli che nella pellicola sono nominati i “sette samurai” sono un hippie genio della matematica e dell’informatica appassionato di videogame (Locuratolo), uno spericolato chimico di poche parole (Fanfulla), un’irascibile insegnante di Inglese (la Melis), una sensuale insegnante di Italiano (la Venturi), un ferreo insegnante di Educazione Fisica (Golia), un filosofo con problemi comunicativi (Maurizi) e il neolaureato insegnante di Storia cresciuto nel mito di Cesare (Cioncoloni).

 

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Un bel mix reso ancora più esplosivo dal fatto che ad intrepretare il gruppo sia stato scritturato un cast praticamente perfetto: Claudio Bisio (Mediterraneo, Amore, Bugie & Calcetto, Ex, Tutta Colpa Di Freud – La Serie) e Maurizio Nichetti (Ratataplan, Ladri Di Saponette, Somewhere, E Noi Come Stronzi Rimanemmo A Guardare) sono i soliti fuoriclasse; Lino Guanciale (I Peggiori, Un’Avventura Romantica, Il Commissario Ricciardi) gigioneggia come sempre; Shalana Santara scoppia di salute; Rocco Hunt spacca come studente fannullone (anche perché il Pulitzer non l’ha vinto nella realtà) e Maria Di Biase (LOL Chi Ride È Fuori 2, Prova Prova Sa Sa) è semplicemente la reincarnazione dell’incubo di ogni liceale mai esistito. Ognuno di loro fornisce credibilità a personaggi che sono chiaramente delle caricature degli insegnanti e che tali devono rimanere per strappare una risata. Anche perché un corpo docente così nella vita reale sarebbe una bomba pronta ad esplodere.

Tra genitori sempre pronti a proteggere i loro frugoletti anche quando invadono la Polonia, la spada del politically correct che incombe su tutti noi e un mestiere che è diventato una barzelletta, questo lungometraggio potrebbe anche essere considerato un cult della fantascienza. Ma, senza voler stravolgere i piani del regista che voleva proporre una commedia, restiamo nei suoi desiderata e così facendo dobbiamo constatare che troppo poco si discosta dai crismi italici. Significa che sono due ore piacevoli ma non imperdibili.

Se avete voglia di rivivere anni andati ma in un modo romanzato e scansonato, è il titolo che fa per voi ma non venite a protestare qua quando scoprirete i piani del “cattivo” (che non possiamo svelare) della storia che sono credibili come una partita di Nba al villaggio dei Puffi.

In una tiepida e rassicurante sufficienza, spicca per acume e verde il solito immenso Maurizio Nichetti, nell’Olimpo dei grandi dai tempi di Volere Volare.

 

Arrivano I Prof, 2018
Voto: 6,5
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