Battle Grounds 3: la guerra d’indipendenza americana arcade

Avete mai provato a combattere moschetto e baionetta? Battle Grounds 3 ci catapulta in pieno ‘700, quando colpire il nemico a distanza era un’impresa.

 

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A volte capita di imbattersi in giochi free to play che ci colpiscono per qualche strana particolarità. Mi è successo per esempio con Battle Grounds 3, nato come mod di Half-Life 2 e ora prodotto stand alone scaricabile liberamente su Steam.

Ci troviamo di fronte ad un gioco indubbiamente datato dal punto di vista grafico, ma interessante per le sue dinamiche di combattimento decisamente atipiche; il gameplay è molto simile ad altri titoli multiplayer basati su HL2 (vedi Day Of Defeat: Source), quindi i classici cattura la bandiera e domination, ma trovarsi a combattere con un moschetto a colpo singolo è qualcosa di raggelante (in senso positivo).

Immaginatevi a mirare al nemico che si avvicina in corsa armato di sciabola o ascia, sapendo che il colpo, come nella realtà, seguirà una traiettoria abbastanza per conto suo. Immaginatevi a trattenere il fiato, sparare e mancare. Immaginatevi a ricaricare il fucile per una decina di interminabili secondi mentre il nemico vi salta addoso. Immaginatevi come va a finire.

 

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Battle Grounds 3 è un gioco con dei limiti tecnici evidenti (ma non ho avuto crash o lag di sorta) e la cui player base è estremamente ridotta, ma non esito a dire che nella mia prova l’ho trovato divertente e adrenalinico.

Non sarà un capolavoro, sicuramente non è a livello di Holdfast, ma se volete provare qualcosa di diverso può essere un piacevole, temporaneo diversivo. Sui pochi server europei dovreste trovare, la sera, un numero decente di giocatori per massacrarvi a colpi d’ascia e proiettili (mancato!).