Batwoman – Stagione 1: la recensione

Il progetto di Batwoman ha trovato proprio nella protagonista il suo “tallone d’Achille”. L’ennesimo progetto DC destinato a fallire in partenza?

 

 

Universo fumetti, mondo supereroi, casa DC, siamo a Gotham e c’è quindi sentore di pipistrelli. Questa volta la serie tv è incentrata su Batwoman, uno dei personaggi secondari che è nato all’ombra del mantello dell’uomo pipistrello. La trama è piuttosto semplice: Bruce Wayne ed il suo alter ego Batman sono scomparsi da tre anni. La cugina di Bruce, Kate Kane, si trasferisce a Gotham per dare una svolta alla sua vita e qui scoprirà il segreto del cugino. Deciderà quindi di indossare le vesti del pipistrello e di combattere la criminalità.

Fino a qui sembra tutto semplice e piuttosto lineare. Ovviamente la nascita del personaggio differisce dalla versione del fumetto, ma questa cosa ormai è abbastanza comune. Proporre un riadattamento che deve essere poi digerito dagli appassionati dei fumetti sta diventando la prassi per qualsiasi progetto che sia cinema o tv. Incredibilmente, le tendenze sessuali del personaggio dei fumetti sono state mantenute anche per il personaggio televisivo. C’è stata quindi una forte volontà di mantenere Batwoman più vicina all’originale? Forse.

 

 

Quindi dove si trova la vera pecca di questa serie? Nella scelta dell’attrice protagonista! Come diremmo qui a Roma, Ruby Rose è “‘no stoccafisso!”, rigida ed inespressiva come il famoso pesce essiccato. Ha solo due espressioni: “faccio la dura” e “non sono capace a fare la dura”! Probabilmente i confini delle due espressioni non sono ben delineati visto che spesso si confonde e non riesce a centrare quella giusta. Mi dispiace per Ruby Rose, ma tutti gli altri attori, comparse o coprotagonisti, le sono decisamente superiori.

Chi davvero ruba la scena è Alice, l’antagonista di Batwoman, interpretata da una straordinaria Rachel Skarsten. Non posso rivelare di più sul suo personaggio, che ovviamente richiama fortemente Alice Nel Paese Delle Meraviglie, e di conseguenza il Cappellaio Matto avversario di Batman, perché vi rovinerei la trama migliore della prima stagione. Il resto è tutta polverina negli occhi e racconti di come Ruby Rose provi ad interpretare malamente il suo personaggio.

 

 

Il progetto quindi è di per sé abbastanza interessante, ma cassare l’attrice protagonista così malamente è un errore da doppio segno rosso. Ruby Rose decide di togliersi dai piedi a fine stagione annunciando di lasciare la produzione perché troppo faticosa per le sue corde. Io credo che invece sia stata una scelta imposta dall’alto e, per non far rotolare nella polvere la carriera della povera Ruby, si è scelto di farla passare per una scelta dell’attrice.

Quindi si andrà a migliorare il prodotto? Purtroppo ho i miei forti dubbi. Se errare è umano, perseverare è diabolico! Tessevo le mie lodi dicendo che per lo meno la transazione dal personaggio dai fumetti era stata riproposta abbastanza fedelmente. Poi è uscito un poster pericoloso: al posto di Ruby c’è un’attrice di colore che veste i panni di Batwoman. Sinceramente, in quel momento, mi sono cadute le braccia. Poi esplode il caos ed arriva la dichiarazione che è stata scritturata Wallis Day, una bionda attrice che sostituirà la pietra dello scandalo Ruby Rose. Sinceramente c’è stata molta confusione e questo progetto ha ceduto molta della sua credibilità.

 

 

La costumistica sarà anche buona, gli ambienti decadenti di Gotham sono facilmente realizzabili e l’oscurità aiuta a celare le imperfezioni. La trama è decente, forse un po’ scontata in alcuni passaggi ma sicuramente Rachel Skarsten ha aiutato a mantenere la baracca in piedi. Purtroppo sbagliare la protagonista con un’attrice che non è stata all’altezza, anzi che non ha proprio le stigmate del personaggio, è stato un errore grave!

 

Batwoman – Stagione 1, 2020
Voto: 5
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