Bridgerton – Stagione 1: la recensione

Una sorpresa! Ecco come posso definire questa serie. Un lavoro leggero, ma divertente, che ti conduce in un’immaginaria, ma molto moderna, età della reggenza inglese.

 

 

Capita, non tanto spesso ma capita, di farsi convincere da chi ti sta accanto a vedere qualcosa che non avresti mai preso in considerazione. Ecco come sono arrivato alla visione di questa serie che mi ha decisamente spiazzato! Non avrei mai creduto che una serie “Crinoline” potesse essere così divertente.

Immagino che vi siate chiesti cos’è una serie “Crinoline”? Intanto, per chi non lo sapesse, la crinolina era un accessorio della biancheria intima femminile utilizzato nel corso del XIX secolo composto da una struttura rigida a “gabbia” che sosteneva e rendeva gonfie le gonne.
Mia moglie ha ribattezzato le serie in costume, ispirata ai romanzi in stile Jane Austen, con il nome di “Crinoline”. I maschietti cominceranno a preoccuparsi, ma non allarmatevi, la serie è pensata per essere godibile per tutti.

Questo prodotto è basato sui romanzi di Julia Quinn che narrano le vicende dei membri della famiglia Bridgerton in una fantasiosa età della reggenza inglese. Il primo impatto con la serie è un po’ disorientante. Quando inizio a guardare una serie che ha un richiamo vagamente storico, mi aspetto di trovare qualche punto di riferimento coerente. Questa trasposizione marcia, per conto, proprio utilizzando attori di varie e variegate etnie che con l’ipotetico periodo storico non c’entrano molto. Licenza poetica o semplicemente si strizza l’occhio a certe correnti sociali che sembrano influenzare quasi tutti gli ultimi lavori americani? A voi l’ardua sentenza!

 

 

La famiglia Bridgerton è composta da: Lady Violet, i suoi quattro figli Anthony, Benedict, Colin e Gregory e le sue quattro figlie Daphne, Eloise, Francesca e Hyacinthe. Tanti protagonisti tutti assieme e tante vicende da seguire possono mettere paura, ma questo lavoro è pensato in modo da agevolare lo spettatore. Probabilmente, se la produzione tiene fede alle promesse fatte, avremo a che fare con un arco narrativo per ogni Bridgerton.

La prima stagione si concentra principalmente su Daphne Bridgerton che, al debutto nell’alta società, incontra Simon Basset, il duca di Hastings, ambìto scapolo e amico di suo fratello Anthony. Per una ragazza di quell’epoca, riuscirsi a sposare per amore può essere davvero complicato. In questo frangente, anche il buon duca di Hastings, a causa di un giuramento fatto troppo in fretta, si ritrova a dover fuggire le proposte di matrimonio. Ecco che i due ragazzi organizzano una teatrale messa in scena per ingannare parenti, amici e tutta l’alta società.

I loro stessi inganni conducono Daphne e Simon ad innamorarsi l’uno dell’altra, ma alla fine riusciranno davvero a convolare a giuste nozze? Sotterfugi, verità celate e una scomoda promessa saranno i cardini della prima stagione. La parte più interessante di tutto il racconto è però la felice idea di mettere in evidenza lo spudorato gossip che l’alta nobiltà adora fare. Una pratica che sembra più contemporanea che adatta all’epoca, ma funziona!

 

 

A farla da padrona è la voce narrante che coincide con il misterioso personaggio di Lady Whistledown. Acute osservazioni senza peli sulla lingua e piccanti notizie, degne di un giornale scandalistico, vengono pubblicate e diffuse ad opera di questa fantomatica Lady che sembra sempre saperne una più del diavolo. Una trama secondaria che permette di riempire i momenti meno vivaci di quella primaria.

Phoebe Dynevor, che interpreta Daphne, ha decisamente una carica in più rispetto al suo partner di palcoscenico Regé-Jean Page che veste i panni del duca di Hastings. Lei riesce a trasmettere al suo personaggio qualcosa in più che alla fine la fa risultare quasi luminosa.

Regé-Jean invece è principalmente una figura attraente e non particolarmente espressiva. In un certo momento ho pensato pure che il povero attore fosse costretto a tenere il freno a mano tirato per mantenere il punto con il personaggio. Purtroppo, quando alla fine deve esprimere i sentimenti taciuti molto a lungo, non riesce ad esplodere e a dare una svolta alla sua interpretazione.

 

 

I costumi, che sono stati scelti appositamente per essere sgargianti e colorati, si abbinano in modo fantastico alla raffinata ed elegante società altolocata. Mi si dice, e mi affido alle voci esperte perché non conosco per niente la moda dell’epoca, che alcuni capi provengano da momenti storici differenti. Una semplice svista o una scelta pensata per mantenere una costante varietà di capi?

La ricostruzione degli esterni e degli interni di case e strade londinesi è di buona fattura. La musica che accompagna la serie è un ottimo accordo, mai troppo invadente, né troppo inconsistente.

La serie è molto divertente. Le incomprensioni e le macchinazioni della trama principale sono volte a far appassionare lo spettatore, ma il vero punto di forza di tutta la prima serie è quella voce di sottofondo che ti narra le vicende. L’idea di renderla un personaggio sfuggente e di coinvolgere tutti, sia i personaggi che gli spettatori, nella gara a chi indovina prima la vera identità di Lady Whistledown, è fantastica! Per me Bridgerton è stata una sorpresa e come tale ve la consiglio vivamente.

 

Bridgerton – Stagione 1, 2020

Voto: 7

 

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