Caro bollette: verdi di rabbia ma anche di speranze

Il caro bollette è il sale sulle ferite degli italiani, ma non dimentichiamoci che il balsamo lenitivo delle energie rinnovabili ci sta aspettando.

 

 

Google Trends è uno strumento di Google che permette di analizzare la frequenza con la quale una o più query fra loro collegate vengono ricercate in rete (le query sono i termini che inseriamo in un motore di ricerca per trovare ciò che ci interessa sul web). Con un incremento di frequenza del 900 % rispetto al 2020 l’associazione fra le query “bollette” e “rincaro” è stata una delle più cercate dagli italiani nel 2021, investiti da un torrente in piena di notizie, e accecati dal fumo nero che sale dall’altare sacrificale della demagogia politica.

Toccare in maniera così palese il portafoglio della classe media di un paese che fino a dieci anni fa stava con i piedi a penzoloni sul baratro del default è un atto di cui nessun politico si vuole macchiare, ed effettivamente nessun partito, ministro o parlamentare ne è direttamente colpevole.

 

 

Tensioni geopolitiche fra NATO e Russia, le strategie di soft-power di quest’ultima, e l’aumento dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 all’interno del sistema europeo ETS (Emission Trading Scheme) sono stati i capri espiatori immolati dalla politica italiana per scudarsi dai dardi infiammati dal malcontento popolare. A queste motivazioni va poi aggiunta la possibilità, offerta negli ultimi anni ad una platea sempre maggiore di investitori, di speculare sul prezzo del gas naturale tramite broker privati o piattaforme di trading online, contribuendo così ad una maggiore volatilità del prezzo della materia prima.

Eppure tutte queste motivazioni non sono riuscite a spingere il prezzo del gas oltre il picco toccato nel 2008, quando il gas naturale costava 13,23 $/1 MMBtu ( 1 milione di BTU=35315 m³), a dimostrazione che le oscillazioni del prezzo di questa materia prima sono si figlie delle motivazioni elencate in precedenza, ma anche un elemento insito nella commercializzazione stessa della sostanza.

 

 

La politica italiana e la grande maestranza di consulenti con cui collabora avrebbero dovuto in parte prevedere le oscillazioni di un bene così fondamentale, la cui esportazione e il cui prezzo possono subire drastici cambiamenti in relazione alle vicissitudine interne di altri paesi: Russia, Iran, Algeria, Qatar, o Turkmenistan. Avremmo potuto, e dovuto, avviare già da tempo un processo di innovazione energetica, indirizzando vigorosamente l’interesse energetico italiano verso le fonti rinnovabili.

É da annoverare, ad onor del vero, che negli ultimi tre anni c’è stata una forte virata degli investimenti energetici verso le fonti rinnovabili che nell’ultimo anno ci hanno permesso di superare le aspettative dell’UE (direttiva 2009/28/CE) nel settore elettrico e in quello termico, rimanendo sotto le aspettative solo nel settore dei trasporti, colpito duramente dalla pandemia e strutturalmente poco omogeneo.

Proprio la pandemia, con il calo dei consumi e della produzione che ha causato, ci ha permesso di raggiungere una percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 18,2% del totale.

 

 

Ma non basta.

Non basta in quanto la nostra posizione geografica, che ci designa come privilegiati del rinnovabile nonostante le ridotte dimensioni areali, ci rende  uno paese fortemente appetibile anche per investimenti stranieri. Le nostre condizioni meteorologiche, morfologiche e demografiche offrono infatti moltissime ore di sole, terreni collinari sgomberi da ostacoli, e una costellazione di piccoli comuni pseudo-abbandonati da trasformare in laboratori per implementare progetti di realtà cittadine a costo energetico zero.

Deregolamentare per accelerare in questa situazione potrebbe genare una perdita del controllo del sistema energetico rinnovabile da parte delle istituzioni, che anzi dovrebbero gestire, in un rapporto di equità e confronto con gli attori privati, il comparto dele rinnovabili e del loro stoccaggio, ad oggi nostro neo principale. Il PNRR sarà la nostra sliding door: sarà il motore propulsivo che innescherà un efficace e necessario processo di rinnovamento nazionale, o sarà la vertigine che ci farà cadere nel baratro dell’incompetenza agli occhi delle istituzioni internazionali ?

Alle bollette dei posteri l’ardua sentenza.

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