Doron Dororon, nomi strani per manga strani

I samurai ricordano molto Bleach, i mostri richiamano alla mente Jujutsu Kaisen e la storia prende spunto da entrambi… ma è davvero tutto qui?

 

 

I giapponesi se la cavano benissimo a trovare titoli assurdi per i loro lavori; ma almeno sono validi prodotti? Visto Dandadan, un manga molto interessante e dal nome simile, non posso che aspettarmi qualcosa di alto livello! Però prima di analizzare questo manga è il caso di dare un minimo di indicazioni sulla storia e sull’ambientazione che ci troviamo davanti.

L’umanità è minacciata da mostri misteriosi chiamati Mononoke. Queste creature sono capaci di varcare il confine tra il nostro mondo ed il mondo degli spiriti. I Mononoke sono di forme e grandezze diverse ed ognuno di loro è capace di sprigionare poteri ed abilità misteriose, ed attraversano il confine tra i mondi principalmente perché hanno il desiderio sfrenato di nutrirsi di esseri umani.

Dora Sasaki è un ragazzo bravissimo nel combattimento che punta ad essere uno dei samurai dell’Armata Izanagi, un’unità speciale che combatte i Mononoke. La sua vita però prenderà una stranissima piega nel momento in cui incontra Kusanagi, un piccolo e tenero Mononoke che ha deciso di riportare la pace tra i mondi sconfiggendo i suoi stessi simili. Sasaki e Kusanagi diventeranno presto un’accoppiata vincente tanto da essere selezionati per lavorare insieme al mitico gruppo dei samurai.

 

 

Leggendo un po’ a destra e un po’ a sinistra nel web ho notato che Doron Dororon (anche scritto Dorondororon) veniva accostato addirittura a due serie sugli spiriti del calibro di Bleach e Jujutsu Kaisen. Leggendo i primi capitoli dell’opera di OSUKA Gen mi sono trovato decisamente in disaccordo con i paragoni fatti perché le due serie citate sono su tutt’altro livello di qualità. Quindi Doron Dororon è una schifezza? No! Però è decisamente una cattiveria metterlo a confronto con un mostro sacro come Bleach e con un astro nascente come Jujutsu Kaisen. Diciamo che il manga di OSUKA Gen, pur trattando di esseri soprannaturali come i due lavori più blasonati, è meno coinvolgente e non arriva a certi livelli di violenza, crudeltà o epicità. La differenza sostanziale però risiede nella parte comico demenziale che è decisamente più sviluppata in Doron Dororon rispetto agli altri due titoli.

Detto questo è inevitabile non notare che questo manga inizia con tanti spunti in comune sia con Bleach che con Jujutsu Kaisen; non che ci sia nulla di male nel provare a prendere il meglio da prodotti che trattano all’incirca della stessa cosa, ma forse è meglio offrire qualcosa in più sotto l’aspetto dell’originalità. I capitoli iniziali non permettono ancora di capire se la storia, che pian pianino si sta allontanando da quell’inizio fin troppo riconoscibile, ha davvero il potenziale per sorprenderci. La trama comunque scorre piuttosto bene ed il fatto che non si percepiscano particolari forzature fa ben sperare e porta a pensare che gli spunti iniziali siano serviti solamente per attirare i lettori.

 

 

Il disegno ha carattere ed è chiaramente riconoscibile. Il mangaka OSUKA Gen ha un suo stile personale fatto di ombreggiature e tanti chiaroscuri quasi grossolani. Mi piace l’uso abbondante di tavole scure ed ancora di più il tratto rozzo che imprime una certa forza nelle tavole, ma ho la sensazione che ci sia una sorta di ripetitività nelle espressioni facciali dei personaggi e questo mi lascia un po’ perplesso.

Nel complesso però Doron Dororon è gradevole e si lascia sfogliare volentieri. In Italia è ancora inedito, ma in Giappone ha già concluso il suo percorso editoriale e non credo che un editore si farà avanti per proporlo sul mercato Italiano. Ve lo consiglio? Se cercate qualcosa di più leggero di Bleach e meno cruento rispetto a Jujutsu Kaisen, allora potrebbe essere una scelta da prendere in considerazione, anche perché è anche abbastanza breve, solo due anni di pubblicazione.

Per condividere questo articolo: