Fallout 2 sarebbe un gran gioco, ma è invecchiato malissimo

Il secondo titolo della saga di Fallout è probabilmente quello più profondo in quanto a trama e atmosfera, ma giocarlo oggi è davvero ostico.

 

 

Fallout è una di quelle saghe che hanno lasciato un segno profondo nel mondo dei videogiochi. Con un’ambientazione ucronica a fornire delle fondamenta solidissime, i vari capitoli del gioco sono stati tutti in grado di colpire i videogiocatori per il meglio (con l’eccezione di Fallout 76, un vero buco nell’acqua).

I primi due capitoli sono RPG vecchia scuola; ma se giocare oggi il primo è ancora piacevole, nonostante le sue asperità, avvicinarsi al secondo è quasi masochistico.
Fallout 2 infatti presenta una serie di ostacoli che rendono la vita stressante al giocatore, tutti dovuti a scelte di design che magari nel 1998 erano normali (o addirittura innovative), ma che oggi sono molto difficili da accettare.

Si parte dalle limitazioni imposte dalla visuale isometrica, che tutto sommato sarebbero ancora arginabili con un pizzico di attenzione. Invece in Fallout 2 molti elementi interagibili sono nascosti dai muri o ancora peggio dello stesso colore del pavimento. Considerando che Fallout 2 accorcia il campo visivo del giocatore in base alla luce presente attorno a se, si capisce come in moltissime occasioni la ricerca di qualche oggetto o semplicemente il tentare di delineare la zona in cui possiamo muoverci è frustrante e tedioso.

 

 

Fallout 2 è poi inutilmente difficile per buona parte dell’avventura. Uno dei luoghi comuni sui giochi “vecchia scuola” è che fossero tutti molto più lunghi e difficili da battere. Personalmente quell’epoca l’ho vissuta, e la risposta è un “ni”. Fallout 2 è lungo solo se non si sa cosa fare per proseguire nella storia, come d’altronde succede quando ci si avvicina ad un gioco di ruolo per la prima partita, ma è nulla al confronto di quel Baldur’s Gate uscito negli stessi anni che presentava una similare vista isometrica, ma che non era platealmente ostile nei confronti del giocatore.
Fallout 2 non offre all’inizio del gioco molti mezzi per consentire al giocatore di diventare più forte o resistente; armi ed armature si trovano col contagocce, e se da un lato questo è un vanto, rendendo prezioso ogni ritrovamento, costringerci a salvare di continuo durante gli spostamenti nel mondo perchè ogni due per tre ci troviamo assaliti da 8 scorpioni giganti, o 10 banditi, o 12 ratto-talpe mutate semplicemente non è divertente.

La scelta di costringerci a combattere quasi costantemente sembra imperante: che si tratti di missioni, di incontri casuali, di eventi nelle zone abitati, siamo fin troppo spesso obbligati a imbracciare le armi e a risolvere la maggior parte delle questioni in tal modo; se la soluzione è quella di creare un personaggio che punti esclusivamente a muoversi in modo silenzioso ed estremamente diplomatico, la tanto sbandierata libertà di creazione del nostro alter-ego va a farsi benedire.

 

 

I dialoghi di Fallout 2 non sempre aiutano, con opzioni che non ci fanno capire chiaramente dove stiamo andando a finire con la conversazione, e si nota un eccessivo affidamento al Dio del tiro casuale. Vedere i nostri colpi mancare clamorosamente il nemico a noi accanto, magari con un fallimento talmente grave da farci cadere l’arma di mano, è fin troppo ricorrente e anche qui fin troppo frustrante, specie se la nostra percentuale per colpire è consistentemente sopra il 50% e se i coriacei e spesso numerosi avversari riescono a colpirci con costanza.
E questo vale anche per i tiri legati alle nostre abilità: Fallout 2 segue uno schema tipico dei giochi di ruolo cartacei del periodo, dove però solitamente il Master di turno evitava la fine prematura del gruppo di amici; in Fallout 2 invece non c’è pietà e vedere la schermata con li nostro scheletro rinsecchirsi sotto un sole cocente è la norma.

 

 

Per carità, Fallout 2 è ancora oggi un gran bel gioco, ma tante volte ci si trova a chiedersi perchè dovremmo buttare tante ore a domare un videogioco così sbilanciato ed ostile nei nostri confronti, e talvolta persino noioso quando i combattimenti coinvolgono una decina di elementi (i tempi di attesa prima di poter fare qualcosa sono alla lunga estenuanti). Di opzioni alternative sul mercato ce ne sono a bizeffe; che si tratti dei capitoli successivi, di precursori come l’ottimo primo capitolo della saga, della serie Wasteland, per non parlare di titoli che utilizzano sistemi simili in ambientazioni completamente diverse (come The Age Of Decadence o il già citato Baldur’s Gate).
Il tempo a disposizione è troppo breve per sprecarlo con giochi che alla fine non si rivelano divertenti.

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