FC Start: Kiev, il calcio e l’occupazione tedesca

Una partita a calcio in una Kiev occupata dai tedeschi si trasforma in un atto di resistenza.

 

 

Terminata la battaglia di Kiev sul finire del Settembre 1941, sulla città cala l’ombra della paura e dell’occupazione. I tedeschi sono appena entrati in possesso di una delle città più importanti dell’Unione Sovietica e, se da una parte stiano già dando inizio agli eccidi ai danni della popolazione ebrea, dall’altra tentano di mantenere l’illusione di una convivenza pacifica con gli ucraini. Si cerca, attraverso dimostrazioni pubbliche, eventi culturali e propagandistici, di accendere uno spirito anti-sovietico nella popolazione ucraina, memore dei tremendi anni ’30.

Tra le iniziative degli occupanti, arriva quella di permettere alle squadre locali di giocare a calcio. Qui entra in scena Joseph Kordik, che vantando origini tedesche e potendo quindi gestire la fabbrica di pane della capitale, offre un lavoro (e quindi protezione) a Nikolai Trusevich, ex portiere della Dynamo Kyiv. I due iniziano ad organizzarsi e a richiamare all’interno della fabbrica altri ex-calciatori sia della Dynamo che di altri club come Spartak Odessa e Lokomotiv Kyiv. Inseriti all’interno del gruppo anche alcuni poliziotti, un cuoco e una guardia, il gruppo invia la richiesta per la fondazione di un nuovo club calcistico che viene presto accettata. Nasce così lo Start Kyiv.

All’interno di quello che possiamo definire come un campionato locale, si inseriscono anche alcune squadre formate dagli occupanti: c’è una squadra ungherese, una rumena e ovviamente alcune tedesche. Lo Start parte forte, forse troppo forte, riuscendo a battere tutte le squadre con un netto distacco. I giocatori, alcuni già professionisti nel periodo precedente alla guerra, hanno fame di riscattarsi almeno nel gioco del pallone. I tedeschi, in qualità di occupanti e con spirito competitivo, mettono insieme una nuova squadra composta da membri della Luftwaffe e direttamente supervisionata da Hermann Göring. Raccoglie i migliori calciatori disponibili della zona e ha come unico obiettivo quello di trionfare sullo Start, in una lotta che si sta sempre più trasformando in una questione ideologica. La formazione prende il nome di Flakelf mentre il primo incontro tra le due squadre avviene il 6 Agosto 1942. Per lo Start è un trionfo, la partita si conclude 5-1 per gli ucraini e i tedeschi non ci stanno: programmano un nuovo incontro da disputare dopo soli tre giorni, stampano volantini e poster definendo il match una “vendetta” e invitano la popolazione locale ad accorrere allo stadio. La Flakelf viene rinforzata con nuovi e freschi giocatori, puntando sulla stanchezza dello Start più che sul valore della propria rosa.

 

 

Quello che succede dopo è intriso però di propaganda sovietica, e il confine tra mito e verità è labile. Quel che è certo è che all’intervallo del secondo incontro tra lo Start e il Flakelf il risultato è di 3 a 3. Si dice che in quei 15 minuti di riposo, i giocatori ucraini abbiano ricevuto esplicite minacce e il caloroso invito a cedere la partita alla squadra tedesca, onde evitare un’ennesima figuraccia per l’occupante. Nei secondi quarantacinque minuti però lo Start va a segno altre due volte, concludendo il match con il risultato di 5-3 per la squadra ucraina. Le due squadre si fanno fotografare insieme ed escono dal terreno di gioco senza apparenti incidenti.

La macchina propagandistica sovietica ha raccontato fin dalla fine della guerra che tutti i giocatori dello Start siano stati barbaricamente fucilati subito dopo la partita, con ancora le divise addosso. Ma la verità è che lo Start riesce a disputare ancora qualche match, per poi essere sciolto per via di alcuni arresti dei propri membri nei mesi successivi. La situazione al fronte influisce sul rapporto con la popolazione locale, i tedeschi fermano le attività sportive e l’occupazione si fa più oppressiva. La Gestapo arresta lavoratori della fabbrica di pane, sospettati di essere agenti dell’NKVD e quindi di fornire all’armata rossa e al partito informazioni preziose sull’attività tedesca. Non è chiaro se i lavoratori della fabbrica siano stati traditi dall’interno o se sia stata tutta una montatura. Quel che è certo però è che Nikolai Korotkykh, che gioca tra le fila dello Start viene arrestato e condannato in qualità di spia, e muore per le torture inflitte dai suoi aguzzini. Sei mesi dopo, ormai nel 1943, tre giocatori della squadra vengono uccisi insieme a molti altri nel campo di concentramento di Syrets, mentre gran parte degli undici scesi in campo nella partita contro i tedeschi rimangono in prigionia o vengono assegnati ai lavori forzati.

 

 

Kiev viene liberata dai sovietici nel Novembre del 1943, e da subito la stampa sovietica racconta l’accaduto dandone un resoconto romantico e tragico. Nasce il mito della squadra che sfidata gli occupanti nazisti, trova la morte immediata. Diventano involontari eroi della guerra patriottica, e ancora oggi una statua a Kiev ne mantiene vivo il ricordo. Non ci sono prove chiare che colleghino gli arresti e le morti dei calciatori alla partita contro il Flakelf, ma il sospetto rimane. La verità forse ancora una volta, sta nel mezzo.