Un omaggio alle pellicole dei Fratelli Marx: Gli Sgangheroni è una pellicola divertentissima, demenziale e assolutamente da riscoprire.

La cinematografia demenziale ha probabilmente vissuto il suo apice negli anni ’80, con la realizzazione di pellicole come L’Aereo Più Pazzo Del Mondo, Top Secret, Una Pallottola Spuntata e Balle Spaziali; film che hanno segnato un epoca, differenziandosi dai capolavori dei Monty Phyton (Il Sacro Graal, Brian Di Nazareth, Il Senso Della Vita) per uno stile più diretto e meno sofisticato, in grado di essere colto da una platea più ampia.
All’inizio degli anni ’90, la scena demenziale è ancora vigorosa; e nel 1992 arrivano, praticamente in contemporanea, Fusi Di Testa e Gli Sgangheroni.
Quest’ultimo è un vero omaggio alla follia comica dei Fratelli Marx: per tutta la durata del film sembra di rivedere una delle loro pellicole, semplicemente a colori e con qualche elemento di modernità. Nello specifico, Gli Sgangheroni fa il verso a Una Notte All’Opera, distinguendosi però dall’originale nella serie infinita di gag e situazioni surreali che i protagonisti mettono in piedi.

La trama de Gli Sgangheroni è presto detta: una anziana ereditiera vede intorno a se piombare due avvoltoi che cercano di approfittare della sua ricchezza e della sua ingenuità; la creazione di un corpo di ballo e la messa in scena de La Morte Del Cigno saranno il terreno di battaglia fra i due, l’inserimento degli attori comici e la scusa per bombardare lo spettatore di momenti assurdi.
Il trittico composto da John Turturro, Bob Nelson e Mel Smith infila una macchietta dopo l’altra, punteggiando costantemente il film di momenti surreali e di dialoghi spiazzanti.
In particolare il poliedrico attore di origini italiane dalla spropositata carriera cinematografica (Cercasi Susan Disperatamente, Vivere E Morire A Los Angeles, Gung Ho, Il Colore Dei Soldi, Il Siciliano, Fa’ La Cosa Giusta, Uomini D’Onore, Mac, Eroi Di Tutti I Giorni, La Tregua, Il Grande Lebowski, Fratello Dove Sei?, Terapia D’Urto, The Good Shepherd – L’Ombra Del Potere, Transformers, Zohan – Tutte Le Donne Vengono Al Pettine) fa la parte del leone, utilizzando una parlantina forse ancora più efficace di quella di Groucho Marx (grazie anche allo stupendo doppiaggio del compianto Tonino Accolla); ma le assurdità di Bob Nelson sono capaci di strappare fragorose risate alla persona più seria del mondo, e le bassezze di Mel Smith incorniciano alla grande la grettezza di un personaggio perfettamente calzante in questo gruppo di cialtroni irresistibili.
Il ruolo del cattivo antipatico è affidato a John Savident, mentre alla regia troviamo un bravissimo Dennis Dougan (Zohan – Tutte Le Donne Vengono Al Pettine), capace di esasperare con un ritmo serratissimo le ridicole situazioni che gli attori mettono in scena.

Non deve stupire che Gli Sgangheroni non duri moltissimo (meno di 80 minuti): non è affatto semplice mantenere un ritmo altissimo di comicità per tutta la durata del film. Ed in questo senso va fatto notare che in effetti ci sono due elementi che stonano: la presenza di qualche volgarità, fuori contesto col resto del film, ed il finale, che sembra arrivare troppo repentinamente e quasi troncando una storia che poteva ancora regalare più di qualcosa. Si tratta di peccati veniali, ma che per onestà non possiamo ignorare.
Gli Sgangheroni, che oltre ad una comicità travolgente, vanta l’utilizzo di validissime animazioni in stop-motion di pupazzi di plastilina sia per i titoli di testa che di coda, è uno di quei film finiti ingiustamente nel dimenticatoio e che andrebbero assolutamente riscoperti.







