Goblin Slayer: la recensione

Questo è un fantasy dalla cruda brutalità. Sterminare tutti i Goblin potrebbe sembrare facile, ma devi essere disposto a sacrificare la tua intera vita…

 

 

La storia inizia proprio con una semplice richiesta di sterminio Goblin. Un giovane gruppo di avventurieri alle prime esperienze decide di accettare la missione e si inoltra nella tana. La violenza e la brutalità con cui i Goblin ammazzano gli avventurieri maschi e la selvaggia foga con cui vengono violentate le donne lascia lo spettatore quasi disgustato.

Poi arriva il nostro protagonista, un guerriero specializzato nell’ammazzare solo Goblin. State già pensando ad un eroe senza macchia? AHAHAH… Rido perché è l’esatto opposto. Lui è sporco e sembra armato malamente, ma è semplicemente la perfetta e letale combinazione di esperienza e giusto equipaggiamento.

Mi aspettavo un fantasy divertente con tante storie sugli stupidi Goblin ed invece mi ritrovo per le mani un’opera molto più seria del previsto. Questo lavoro è crudo e spesso mette alla prova lo spettatore. Il protagonista è un antieroe per eccellenza, un guerriero che vive per sterminare i Goblin, non perché sia remunerativo o nobile, ma semplicemente perché deve. Non c’è spazio per la pietà perché i suoi avversari non hanno mai avuto pietà di nessuno.

 

 

Goblin Slayer è decisamente un lavoro selvatico. Il nostro protagonista, che di solito viaggia da solo, si ritroverà ben presto con alcuni compagni al seguito, avventurieri che proveranno a cambiare il suo modo di vedere il mondo. Avverrà precisamente l’opposto: tutti si renderanno conto che i Goblin non sono una semplice minaccia, ma sono una piaga.

Il disegno è di scuola nipponica, su questo non ci sono dubbi, anche se i mostri vengono proposti con caratteristiche più occidentali che orientali. I castelli, le cinte murarie e le case costruite in pietra sono sicuramente un indizio: l’ambientazione è di matrice più nord europea. Insomma, come avete potuto capire, il lavoro è un ibrido che prende spunto un po’ da una parte e un po’ dall’altra.

 

 

L’animazione grafica è curata, non ci sono sbavature rilevanti e la fluidità dei movimenti dei personaggi è stata rispettata degnamente. Ovviamente non stiamo parlando di un lavoro di altissimo livello come mi è capitato di vedere in Violet Evergarden, ma non pretendo la luna visto che la chiave di volta del lavoro è lo spunto alla base dell’opera.

In Goblin Slayer sono narrate alcune avventure del nostro Ammazza Goblin, sia in singolo che con il suo gruppo. Le storie sono piuttosto semplici, anche se riservano alcune sorprese interessanti, ma di per sé il bello dell’opera è proprio come il nostro protagonista affronta i Goblin. Sembra sempre che stia per combattere con un Drago o una creatura fuori dalla possibile comprensione; è sempre disposto a giocarsi il tutto per tutto piuttosto che lasciare in vita un fetido pelle verde.

Sono convinto che questo lavoro sia interessantissimo, ma non lo suggerirei a tutti, in special modo a chi è un pelo più sensibile. A me è piaciuto molto e, se siete quel genere di persone a cui piacciono le storie un po’ più forti, allora guardatevelo che è davvero soddisfacente.

 

Goblin Slayer, 2018
Voto: 7
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