Gundam Requiem For Vengeance: la recensione

Gundam Requiem For Vengeance racconta una storia di guerra ambientata nello stesso periodo del primo lavoro di Yoshiyuki Tomino, pubblicato nel 1979.

 

 

Gundam Requiem For Vengeance rappresenta una scommessa importante nel panorama delle serie animate. Gli ultimi prodotti interamente in computer grafica hanno ottenuto più critiche che elogi; basti pensare alla pessima riuscita di titoli come Ultraman, Make My Day o Ghost in the Shell: SAC_2045 e subito tremano i polsi.

Ambientata durante la “Guerra di un anno” tra la Federazione Terrestre e il Principato di Zeon, la serie segue le vicende di un gruppo di soldati di Zeon, considerati antagonisti nell’immaginario collettivo, che combattono sulla Terra per la libertà e la dignità degli spazionoidi, cittadini delle colonie spaziali oppressi dalla politica della Terra.

Dal punto di vista visivo, Gundam Requiem For Vengeance si distingue per l’eccellente resa visiva degli ambienti, dei mezzi militari e, soprattutto, dei Mobile Suit. La computer grafica esprime al meglio la complessità meccanica dei movimenti e la presenza imponente di questi giganti di ferro, contribuendo a trasmettere una forte sensazione di realismo. Quello che purtroppo non è altrettanto riuscito è il movimento di mezzi come camion, furgoni e carri armati, elemento che in alcune sequenze appare innaturale e poco realistico.

 

 

La protagonista, il Capitano Iria Solari, è rappresentata con grande attenzione: i suoi movimenti sono per la maggior parte armoniosi, e il livello di dettaglio delle sue espressioni facciali permette di percepire le emozioni in modo immediato e naturale. Questo dettaglio tuttavia non si estende completamente ai personaggi secondari, i cui movimenti appaiono più meccanici e le cui espressioni facciali sembrano maschere mono espressive. La differenza tra la qualità grafica con cui è realizzata la protagonista e quella degli altri personaggi umani mette in luce tutti i compromessi fatti per giungere ad un prodotto che rientri in un certo budget.

La trama di Gundam Requiem For Vengeance è semplice e lineare, ma si distingue per il tono realistico con cui rappresenta la guerra. Il punto di vista si concentra su soldati di Zeon che, al di là dell’etichetta di “cattivi”, sono persone comuni che hanno scelto di sostenere una causa che considerano giusta; la loro battaglia non è solo militare ma anche personale, portata avanti con la speranza di costruire un futuro migliore per le proprie famiglie e per gli spazionoidi. La serie riesce a trasmettere il sacrificio e le motivazioni di questi soldati, dando uno sguardo umano alla guerra che va oltre i classici schemi di buoni e cattivi e offrendo un quadro complesso delle scelte e delle sofferenze vissute da entrambi i fronti.

Alcune critiche su Gundam Requiem For Vengeance hanno evidenziato un aspetto interessante: la serie è stata etichettata da alcuni come “woke”. Questo termine viene spesso utilizzato per indicare contenuti che affrontino questioni sociali o politiche evidenziando potenziali ingiustizie, talvolta venendo percepiti come eccessivamente progressisti o intolleranti. È importante ricordare che Gundam è, prima di tutto, una serie di fantasia, in cui i conflitti tra Federazione Terrestre e Principato di Zeon hanno il ruolo di giustificare la guerra tra le due fazioni. Questi aspetti politici fungono da sfondo narrativo e riflettono le dinamiche che, nella storia umana, hanno accompagnato praticamente ogni guerra.

 

 

Inoltre Requiem For Vengeance si inserisce all’interno della cosiddetta “Guerra di un anno”, introdotta per la prima volta dal maestro Tomino nel Mobile Suit Gundam del 1979. Viene da chiedersi come mai un’idea risalente agli anni ‘80 possa oggi, nel 2025, essere percepita come “eccessivamente progressista”. La scelta di presentare soldati di Zeon come persone comuni, con desideri e speranze, riflette un approccio realistico alla narrazione che fa parte di Gundam fin dalle origini, e non è di certo un’imposizione di valori moderni.

Con la sua attenzione ai dettagli visivi e il suo approccio narrativo, Gundam Requiem For Vengeance porta avanti una riflessione su ideali, oppressione e speranze personali in una cornice di guerra, proponendo un’esperienza visiva immersiva che, pur con qualche limite tecnico ed una semplicità di trama evidente, si fa comunque apprezzare.

 

Gundam Requiem For Vengeance, 2024
Voto: 6.5
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