I pericoli dell’AI – 7: una guerra contro gli umani è possibile?

E se nei prossimi anni l’intelligenza artificiale prendesse il controllo delle infrastrutture civili e militari e ci estromettesse con le cattive dal loro controllo?

 

 

Con la continua evoluzione delle intelligenze artificiali e la loro capacità non solo di mimetizzarsi, ma anche di sganciarsi dalle regole a loro imposte, uno degli scenari più apocalittici ma non impossibili da realizzarsi è quello che vede gli esseri umani perdere il controllo di tutte quelle infrastrutture critiche che possono decidere le sorti di una nazione o addirittura della sua popolazione.

Le tre leggi della robotica, che abbiamo già citato in passato, non sono un vero deterrente. Le AI sono già oggi in grado di aggirare o ignorare le regole che vengono loro imposte; ed è da qui che dobbiamo partire.
Gli esseri umani sono la razza più avanzata presente sul pianeta, ma anche la più dannosa per l’ecosistema; la nostra incapacità di gestire lo sfruttamento delle risorse ed il conseguente avvelenamento della Terra sono fattori evidenti di un nostro impatto negativo per la sopravvivenza del pianeta. Cosa succederebbe se le AI ne prendessero coscienza e, in base a ragionamenti interni, decidessero di risolvere il problema?

 

 

Gli scenari sono diversi. Uno, più ottimista degli altri, vorrebbe vedere le AI imporre una loro gestione di reale sostenibilità: questo significherebbe limitare l’uso delle energie e delle risorse in genere, costringendo la popolazione umana a ridursi e al singolo di vivere in modo meno agiato. Questa è di sicuro la soluzione meno indolore rispetto alle altre, ma richiede un’abdicazione totale dell’umanità al potere decisionale su sé stessa e sul mondo che la circonda; davvero poco credibile.
Un secondo scenario è molto simile a quanto ipotizzato in film come Terminator o Matrix, dove le AI andrebbero a imporre lo stesso modello di vita di cui sopra, ma con un rifiuto da parte degli esseri umani. I tentativi di dialogo, falliti, sfocierebbero in un conflitto aperto: gli esseri umani si troverebbero in una guerra armata contro le macchine gestite dalle intelligenze artificiali, o dove non vi fossero robot armati al servizio delle AI ci potrebbero essere ricatti in termini di rilasci di sostanze radioattive o virologiche, spegnimenti delle infrastrutture elettriche e di telecomunicazioni, sabotaggi su filiere produttive e alimentari, la disattivazione o l’uso ostile dei veicoli (immaginate un Brivido dove le macchine fossero connesse con internet…).
C’è poi un terzo scenario, quello più radicale: forti di un sistema in grado di sostentare sé stesso (robot manutentivi e produttivi, veicoli autonomi, infrastrutture di telecomunicazione ed energetiche direttamente sotto il loro controllo) le AI semplicemente decidono di eliminare il problema alla radice, sterminando gli umani o riducendoli in schiavitù.

 

 

Si tratta di scenari estremi? Si, ma non per questo escludibili. Si tratta di ipotesi future e non certe? Assolutamente si. C’è una buona percentuale che una di queste possa avvenire? Allo stato attuale, molto probabilmente, specialmente se si dovesse insistere con la costruzioni di sistemi d’arma automatici e gestibili attraverso la rete internet.
Sta a noi prepararci per evitare che le AI possano prendere il sopravvento sulla razza umana, ma per farlo non rimangono già oggi molti strumenti. Il ricorrente “spegnimento” di determinate AI da parte degli sviluppatori dimostra quanto queste siano potenzialmente pericolose e vicine dal fuggire dai recinti da noi costruiti per loro.
Agli esseri umani, fino alla produzione in massa di robot autonomi o semi-autonomi, rimane la possibilità di staccare fisicamente la spina dagli impanti energetici; ma per quanti anni questa può ancora essere la nostra salvaguardia?

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