Il Corpo Aereo Italiano nella Battaglia d’Inghilterra

L’Italia partecipa alle fasi finali della Battaglia d’Inghilterra, senza le capacità o i mezzi di cambiarne le sorti.

 

 

Con la repentina caduta della Francia, i tedeschi si affrettano a togliere dai giochi anche il Regno Unito, prima che altri attori quali Unione Sovietica o Stati Uniti possano intervenire e forzare combattimenti su più fronti. Con la necessità di neutralizzare le forze aeree della RAF, e il sistema antiaereo inglese, prima di tentare qualsiasi invasione terrestre, la Luftwaffe organizza i propri squadroni nei territori della Francia settentrionale e del Belgio. Ha così inizio, nel Luglio del 1940, la Battaglia d’Inghilterra, la prima combattuta integralmente per aria. Ad Agosto, Mussolini prende la decisione di creare un corpo italiano da affiancare alla Luftwaffe, con l’avvallo di Hitler. Sapendo di non poter realmente competere non solo con il nemico, ma anche con l’alleato tedesco, Mussolini organizza questa flotta aerea per scopi prettamente politici più che militari.

Nasce così, il 10 Settembre 1940, il Corpo Aereo Italiano (CAI), comandato dal Gen. Rino Corso-Fougier. Il CAI è ufficialmente composto da due stormi di bombardieri modello Fiat BR.20, da due stormi di caccia, modello Fiat G.50 e Fiat CR.42 (un biplano molto manovrabile a bassa quota ma superato praticamente da tutti i modelli del 1940) e da una squadriglia di Cant-Z 1007 Bis da ricognizione. La Luftwaffe inquadra gli stormi italiani nella Luftflotte 2, assegnandoli a diversi aeroporti in Belgio. La traversata tra l’Italia e la zona operativa si rivela un disastro però: alcuni mezzi sono costretti ad atterraggi di fortuna dovuti a malfunzionamenti, mentre in altri casi i piloti, poco abituati ad operare in condizioni metereologiche avverse e di notte, si perdono o si schiantano al suolo prima di raggiungere le basi.

 

 

Il 22 Ottobre 1940, a un mese e mezzo dalla creazione del CAI, circa 180 velivoli insieme ai propri equipaggi sono pronti ad entrare nel vivo della battaglia. Ai bombardieri italiani viene assegnato il settore del basso Tamigi e, già tra il 24 e il 25 Ottobre conducono le prime incursioni sulle cittadine di Harwich e Felixstowe, per poi replicare il giorno 29 Ottobre con una nuova incursione diurna su Ramsgate. Gli squadroni di caccia invece pattugliano la zona costiera inglese, accompagnando spesso i bombardieri nelle loro incursioni.

L’intervento del CAI però, non sortisce grande effetto sulle sorti della Battaglia d’Inghilterra, che già sul finire di Ottobre può dirsi quasi conclusa. Le incursioni italo-tedesche continuano fino al Gennaio 1941, gran parte del CAI viene richiamato in patria, con 38 velivoli in meno, persi principalmente per incidenti di volo. Nonostante un numero elevato di missioni italiane, l’operare in condizioni meteorologiche diverse rispetto a quelle mediterranee (e molto peggiori!) e soprattutto bombardare in condizioni di poca visibilità e prevalentemente di notte, penalizza enormemente il CAI. Rimangono in Belgio, fino alla metà di Aprile 1942, i caccia G.50, per scopi puramente difensivi.

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