Interessante rivisitazione Steampunk del pugilato, abbastanza avvincente e coinvolgente, ma qualcosa stona; avete avuto la stessa sensazione?

 

 

L’Anime distribuito da Netflix è tratto dall’omonimo manga dell’autore Haruhisa Nakata, ed è ambientato in un mondo Steampunk dove il vapore e le componenti meccaniche,sono alla base della vita comune. Paesaggio ed edifici, richiamano molto le periferie delle città industriali a cavallo tra Ottocento e Novecento. Edifici in mattoni rossi sì perdono a vista d’occhio, punteggiati di guglie e volte di cattedrali che diventano il contorno d’arene in stile Colosseo, dove vengono disputati gli incontri del letale pugilato meccanico.

Il nostro protagonista è un ragazzo rimasto orfano di padre e con la madre in coma, ferita durante la guerra che ha scosso, anni prima, tutto il mondo conosciuto, e che ha privato Levius di un braccio. Levius si ritrova affidato alle cure dello zio Zacks Cromwell, ex pugile, che non ha la minima esperienza di come crescere un ragazzino. Inizialmente tra i due personaggi c’è molta distanza e molti silenzi; in particolare Levius soffre la perdita ed il disagio dai genitori, ma anche la convivenza con un arto artificiale che è stato installato come surrogato di quello perso. Alla fine sarà proprio questo braccio e la passione dello zio per il pugilato ad unire zio e nipote.

 

 

 

La storia si sviluppa nel mondo del pugilato meccanico, in cui Levius incontrerà diversi avversari, a partire dalla bella, ma indomabile, Natalia Garnet; un personaggio che si saprà ritagliare uno spazio interessante. Incredibilmente il passato, il presente e il futuro di Levius si intrecceranno in una spirale d’eventi che sembrano essere cuciti addosso al nostro protagonista, quasi fosse un predestinato del pugilato meccanico. La storia si allarga anche oltre i confini dei semplici incontri di pugilato, lasciando intravedere una fitta rete d’interessi, che partono dalle applicazioni militari, fino a giungere a qualcosa di trascendentale e filosofico che ancora è tutto da scoprire.

Una cosa stona in tutto questo lavoro di così ampio respiro tanto da strapparmi una domanda: come mai Levius combatte diversi incontri di fila e la giovane Natalia, che è entrata quasi subito nella palestra di Zacks Cromwell dove si allena Levius, non ha più disputato un incontro per tutta l’intera durata della prima stagione? Decisamente qualcosa mi lascia perplesso. Posso capire che, ai fini della storia, sia più giusto incentrare le vicende unicamente su Levius, ma ridurre Natalia, la così sbandierata rivelazione del pugilato meccanico, ad una spalla insignificante, mi sa di brutta gestione delle risorse.

 

 

 

Ultimamente Netflix propone animazioni grafiche computerizzate di una qualità abbastanza discutibile; per fortuna Levius non rientra in questa categoria. La scelta stilistica e l’elaborazione grafica dei personaggi può non piacere fino in fondo, ma nel complesso la realizzazione è di buon livello.

Ammetto che sono un nostalgico. Le sigle dei vecchi cartoni animati mi piacciono tanto, non tutte ovviamente, ma ho sviluppato una certa predilezione per quelle che considero con orgoglio, piccole perle musicali. La sigla di Levius, musicalmente parlando, è decisamente accattivante e merita almeno di essere ascoltata una volta.

 

Levius, stagione 1 - 2019
Voto: 7

 

ban49