Un brano ambientalista quando ancora non era di moda parlare di questi argomenti. Gaia è una suadente ode al pianeta come un grido sussurrato in cui i Tiamat erano maestri.

 

20200606Gaia

Mi sto ancora dannando perché molto probabilmente non potrò più ascoltare una nuova canzone dei Tiamat, visto che si sono sciolti. O meglio, è solo il frontman Edlund che ha lasciato il gruppo, ma dato che in pratica lui era i Tiamat, la cosa equivale a uno scioglimento.

Ho iniziato ad apprezzare la band svedese anni fa, dopo l'abbandono delle sonorità estreme degli esordi quando, con Wildhoney, del 1994, hanno abbracciato uno stile più moderato tra il gotico e il dark, con alcuni richiami pinkfloydiani. Gaia è il brano che mi ha fatto innamorare di loro proprio grazie all'intenso assolo finale che ricorda vagamente quelli ormai iconici di David Gilmour. Ma le suadenti sonorità lungo tutto il brano e il cantato quasi sussurrato di Edlund sono il marchio di fabbrica dei Tiamat. Oscuri e avvolgenti, drammatici e delicati. Un vero peccato non averli più sulla scena.

 

Questa volta metto solo la traccia musicale perché per il video vero e proprio il brano è stato accorciato, anzi praticamente dimezzato. Un'eresia inaccettabile!

 

Album: Wildhoney, 1994

Formazione

Johan Edlund - Voce, chitarra

Johnny Hagel - Basso

Lars Sköld - Batteria

Magnus Sahlgren - Chitarra

Waldemar Sorychta - Tastiere

 

 

ban49