Storia e Militaria

Alle 2 del mattino del 24 Ottobre 1917 ha inizio ufficialmente la battaglia che respingerà gli italiani dalle loro posizioni conquistate in due anni di fatiche e sacrifici, costringendoli a una ritirata di 150 km, fino al fiume Piave.

 

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Incidenti nucleari e rifiuti: l'eredità che ci troviamo anche se smettiamo di usare il nucleare ora ci accompagnerà per anni. Si poteva e doveva prevedere?

 

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Il nome di un piccolo paesino è diventato il simbolo della grande battaglia che ha fatto arretrare le linee italiane fino al Piave, rischiando di porre fine all’esperienza bellica italiana con una sconfitta che avrebbe sicuramente cambiato le sorti della Prima Guerra Mondiale.

 

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Dalla prima centrale inlgese nel 1956 alle oltre 400 attive oggi nel mondo; riusciremo mai anche volendo a eliminare queste bombe a orologeria innescate? 

 

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Il nucleare nel nostro paese ancora non appartiene al passato: senza che ce ne accorgiamo, ancora molti aspetti fanno parte della nostra vita.

 

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L'origine della Spagnola non è da ritrovarsi in Spagna. Quale fu dunque il motivo di tale denominazione? Quali furono le difficoltà di diagnosi? Scoprile nell'articolo!

 

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Nel 1918 scoppiò quella che fu una delle peggiori epidemie nella storia dell’uomo, con più di 500 milioni di infetti documentabili e 50 milioni di morti, su di una popolazione di circa 2 miliardi. L’infezione interessò quasi tutto il mondo conosciuto, arrivando fino alle sperdute isole dell'Oceano Pacifico.

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La presa della città portuale di Sebastopoli da parte dei reparti della Wehrmacht permise alle forze dell’Asse di concentrarsi sui due maggiori obiettivi della seconda grande offensiva contro l'Unione Sovietica: Stalingrado e il Caucaso.

 

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Il 1° Dicembre 1923 segna una data indelebile per le comunità alpine delle Orobie bergamasche, specialmente per quelle della bellissima Val di Scalve. Le arcate della diga del Gleno cedono, liberando il passaggio ai 6 milioni di metri cubi d’acqua che faranno strage nei paesi sottostanti. La furia dell’acqua si porterà via più di 500 persone e lascerà una cicatrice ancora non del tutto rimarginata a distanza di quasi un secolo.

 

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Negli anni ’20 dello scorso secolo l’architetto tedesco Herman Sorgel mise a punto quello che passerà alla storia come uno dei progetti più audaci di sempre: trasformare il Mediterraneo in un lago chiuso da enormi dighe.

 

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