Infection (What We Become): la recensione

Un brutto film sugli zombi in arrivo dritto dritto dalla Danimarca. La famosa cinematografia scandinava colpisce ancora…

 

 

Di memoria cinematografica ne ho un tot. Non sarò il più grande esperto mondiale, ma a parte qualche film di Lars Von Trier come Dogville, sinceramente non ricordo alcun film scandinavo di qualità. Anche la roba passabile scarseggia (vedi Nord); probabilmente dipende dalla cultura e dal loro stile di vita, spesso freddo, chiuso ed inespressivo… fattori che non possono non impattare le arti.

Infection è il curioso titolo italiano del film del regista Bo Mikkelsen. Dico curioso perché il titolo originale è sempre in inglese, ed anche più accattivante (What We Become). La scelta di rendere il film più immediatamente catalogabile è l’ennesimo scempio fatto dagli studi di traduzioni nostrani (ricordate l’orribile titolo Se Mi Lasci Ti Cancello dietro il quale si nascondeva un film dalla profondità clamorosa?).

 

 

Ma torniamo a Infection. Ci troviamo nei sobborghi di Copenaghen, dove conosciamo la famigliola del mulino bianco danese: papà e mamma benestanti, figlio ribelle, bambina perfettina. Un piattume evidente e che riscontriamo anche nel vicinato. Mentre assistiamo a scene conviviali, con gente che fa jogging, partecipa a barbecue o vecchie che portano a spasso i cani, la radio inizia a parlare di una strana infezione avvenuta in un ospizio. Da lì a poco inizieranno a passare ambulanze ed auto della Polizia – il solito dei film di zombi, insomma. Unica nota differente, la messa in isolamento del quartiere con schieramento notturno di carri armate e squadre d’intervento speciale (veramente, l’unica cosa diversa dal solito).

 

 

Il prosieguo del film è infarcito di luoghi comuni, di situazioni dall’esito ampiamente prevedibile, e soprattutto dall’improbabile gestione della situazione da parte dei militari, che come spesso accade vengono tratteggiati come stupidi, incompetenti e inadatti a qualsiasi scopo. Insomma il solito approccio antisistema privo di senso e soprattutto privo di conoscenze specifiche.

Gli attori sono tutti sconosciuti al grande pubblico e al più mediocri, con un paio di cani maledetti che non si sa come abbiano fatto a passare il provino… forse perché alla regia non c’è un genio della cinematografia: il già citato Bo Mikkelsen, autore unicamente della serie Equinox, tanto famosa che non la conosce nessuno.

 

 

Ritmo piatto, scene prive di pathos e di credibilità (sì, anche per un film di zombi), protagonisti anonimi, odiosi o stupidi, una sceneggiatura brutta come non se ne vedevano da tempo… Infection è l’ennesima porcheria proposta dalle piattaforme streaming in questo periodo di scarsità di nuove produzioni; io capisco tutto, ma non sarebbe meglio riproporre dei classici che queste zozzate?

 

Infection (What We Become), 2015
Voto: 4.5
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