Killer Klowns From Outer Space: la recensione

Può una porcheria essere talmente brutta da diventare bella? Assolutamente si, e Killer Klowns From Outer Space ne è la perfetta riprova.

 

 

Quando si parla di horror anni ’80, i classici che vengono alla mente sono tantissimi. Da Phenomena a La Mosca, da Nightmare – Dal Profondo Della Notte a Poltergeist – Demoniache Presenze, la filmografia di genere è stata in quegli anni ricchissima. Accanto a film più “seriosi” (considerando l’argomento), quello è stato però anche un fiorente periodo di produzioni che all’horror puro affiancavano momenti di comicità: oltre al film-cult La Casa, esempi sono Chi È Sepolto In Quella Casa? e questo Killer Klowns From Outer Space.

 

 

Killer Klowns From Outer Space è un film che non deve assolutamente essere preso sul serio, perchè non ha alcuna intenzione di essere tale. Realizzato dai fratelli Chiodo, autori degli effetti speciali di altri film horror dal taglio surreale e assolutamente irriverente, come ad esempio Critters – Gli Extraroditori, Killer Klowns From Outer Space è un intruglio di elementi diversi la cui alchimia riesce a imporre una sorta di magnetismo sullo spettatore, che non può e non vuole staccarsi dallo schermo nonostante la pellicola sia fondamentalmente una zozzeria colossale.

La trama vede un gruppo di ragazzi impegnati ad amoreggiare in un luogo appartato assistere alla caduta poco distante di un asteroide. Incuriositi, due di loro si avventurano nel bosco per scoprire una banda di clown dalle fattezze gommose intenti a fare “provviste” per il prossimo viaggio spaziale. Nonostante l’allarme lanciato alla Polizia della cittadina poco distante, i clown fanno razzie e devastazioni fino all’immancabile scontro finale.

 

 

 

Che Killer Klowns From Outer Space sia una pellicola grottesca, ancor prima che horror o fantascientifica, lo si capisce fin dalle prime sequenze. Questi grandi e goffissimi giullari spaziali ispirano tenerezza e simpatia nelle loro malefiche azioni proprio come gli alieni di Mars Attacks!; tanto evidenti sono i loro intenti, che non si riesce a parteggiare per loro. Peraltro, le fintissime maschere in gommapiuma e le stravaganti armi e attrezzature degli alieni sono la cosa più realistica e affascinante del film: dal lato “esseri umani” tutto gira malino ed è quello il contraltare di un film talmente assurdo da non poter non piacere.

Il comparto attoriale recita da cani: fortunatamente, dopo questo film, di Grant Cramer, Suzanne Snyder e John Allen Nelson si perdono le tracce; e John Vernon, teorica punta di diamante del cast visto anche in Topaz, Ispettore Callaghan, Il Caso Scorpio È Tuo!, Il Texano Dagli Occhi Di Ghiaccio e Animal House, impersona un poliziotto talmente stupido e stereotipato che non risulta altro che un fastidio da eliminare.
Una nota di demerito va al doppiaggio italiano: già la recitazione è quella che è, metterci sopra un’enfasi irrealistica non aiuta.

 

 

I punti di forza di Killer Klowns From Outer Space sono due: la fantasia degli effetti speciali (non a caso) e la semplicità di una storia che non deve stupire ma solo intrattenere.
Sugli effetti speciali non voglio dire molto: si tratta di un connubio di tecniche tradizionali, pre-grafica computerizzata, che miscelano trucchi e costumi in gommapiuma volutamente sui generis con sovraimpressioni posticce ma non brutte. Il tutto dà subito l’idea allo spettatore di trovarsi di fronte ad un film al quale sarebbe ingiusto chiedere realismo e terrore. Per quanto riguarda la storia, nonostante gli attori e gli stereotipi ce la mettano del loro per rovinare tutto, la verità è che il racconto fila liscio senza intoppi, non offre particolari colpi di scena (è tutto abbastanza telefonato) e fondamentalmente diverte chi vuol vedere un film semplice e scanzonato che non fa nulla per apparire diverso da quello che è.

Il risultato complessivo è una pellicola assolutamente godibile, che negli 88 minuti di proiezione non annoia mai, fa sorridere spesso (non per le battute ma per le trovate sceniche) e che offre una storia che ci culla attraverso una sequenza di eventi prevedibili ma non banali. Forse una parte dell’ispirazione arriva dal romanzo di Stephen King It, uscito due anni prima e che solo nel 2017 ha visto una trasposizione cinematografica degna del suo valore; ma alla fine, se prendere qua e là serve a confezionare un prodotto divertente, la cosa non guasta.

A chi piaccia questo genere di film, consigliamo anche la visione di Tremors, Evolution, Black Sheep, Plaga Zombie – Zona Mutante, L’Alba Dei Morti Dementi e l’imprescindibile L’Armata Delle Tenebre.

 

Killer Klowns From Outer Space, 1988
Voto: 7
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