King Of Tokyo: la recensione

King Of Tokyo è il vero gioco “di botte di menare”: un fantastico omaggio ai mostri della fantascienza di serie B miscelato con cattiverie divertentissime.

 

 

Ve li ricordate i film di mostri che venivano prodotti in Giappone fra gli anni ’50 e i ’70? Titoli come Godzilla, L’Invasione Degli Astromostri e Gli Eredi Di King Kong sono entrati nella storia come filmacci dalla pessima recitazione e dagli effetti speciali approssimativi, ma che nonostante il loro essere film di fantascienza di serie B (e pure di bassa classifica) sono riusciti ad entrare nei cuori degli appassionati grazie al fascino dei mostri e dell’impari lotta degli uomini contro queste bestie giganti.

King Of Tokyo riprende proprio questo clima scanzonato ed eccessivo e lo porta sul tavolo da gioco: da 2 a 6 giocatori possono sfidarsi per diventare assoluti dominatori della capitale giapponese.
Per vincere ci sono due modi: o prendere a schiaffonti tutti i nemici finchè non si rimane gli unici ad essere ancora in piedi o si accumulano abbastanza punti vittoria, ottenibili entrando dentro Tokyo e mantenendo la nostra presenza per un intero turno o tirando dei dadi speciali.

 

 

Due sono i fattori principali che influenzano il cammino verso la vittoria. Il primo è quello legato agli appena menzionati dadi: ad ogni turno possiamo tirarne sei, e provare a giocarli tre volte tentando di ottenere delle combinazioni che ci soddisfino. Gli effetti possibili sono: picchiare gli avversari facendogli perdere tanti punti ferita quanto le manine che otteniamo, accumulare punti vittoria riuscendo a tirare tre dadi uguali, ottenere cubetti di energia o curarci.

È evidente come siano proprio gli esisti dei dadi ad influenzare fortemente la partita, ma la direzione principale la possiamo dare noi scegliendo quali risultati cercare in base alla nostra strategia. Vogliamo picchiare tutti o accumulare punti vittoria mentre ci curiamo?

 

 

Quest’ultimo aspetto va di pari passo con la nostra posizione: se siamo dentro Tokyo non possiamo curarci, quindi il fatto di ottenere punti vittoria è una cosa da bilanciare turno per turno. Anche la scazzottata segue un processo analogo: chi è fuori Tokyo danneggia gli occupanti, mentre chi è dentro picchia tutti quelli che sono fuori.
I cubetti di energia servono per comprare carte che sono in grado di darci dei bonus anche piuttosto importanti; con un mazzo di carte piuttosto imponente la varietà è assicurata.

Le partite sono sempre frenetiche e senza esclusione di colpi; e se è vero che fare strategie può pagare, King Of Tokyo è uno dei pochi giochi dove ci si diverte tanto anche quando si finisce per essere eliminati, visto che il calar cazzottoni sugli amici/nemici che giocano con noi rende la partita avvincente, pestifera e sempre in bilico.

 

 

Grazie al suo regolamento molto semplice ed all’immediatezza dell’azione, King Of Tokyo riesce ad emergere come uno dei giochi più divertenti che possa essere giocato fra amici, ed è assolutamente consigliabile in ogni frangente di una serata gioco e con ogni platea.

Unico appunto: i mostri della prima edizione erano sicuramente più caratteristici e carismatici di quelli oggi presenti nelle scatole. Peccato averli sostituiti…

 

King Of Tokyo, 2011
Voto: 9
Per condividere questo articolo: