Il fucile a pompa è simbolo di potenza, devastazione e ludibrio fin dai tempi del primo Doom; come è evoluto il suo utilizzo negli anni?

In ogni ambito, ci sono dei momenti topici che rivoluzionano il quotidiano e ogni aspetto correlato. Nel mondo della scienza moderna la scoperta dell’elettricità ha permesso l’esplosione dell’industria pesante; nella medicina l’invenzione della pennicillina ha posto le basi per allungare notevolmente la vita di tutti noi.
A pari livello di queste fantasmagoriche innovazioni e con superiore impatto sulla mente di ogni psicolabile sia nato dopo gli anni ’70 (si, io compreso), l’introduzione della vista tridimensionale unita alla devastazione del fucile a pompa che ci presentò Doom nel 1993 ha segnato l’inizio di un nuovo periodo storico nel mondo dei videogiochi.
Doom ed il suo seguito sono i titoli che hanno portato in auge lo shotgun, ma la vera incoronazione si ebbe con l’ingiustamente dimenticato Duke Nukem 3D, il primo FPS che oltre ai tasti per girare su se stessi prevedeva altri tasti per alzare ed abbassare lo sguardo. Niente mouse: chi non ha vissuto quell’epoca non può capire la magia e l’estrema scomodità di quel momento storico.
Il fucile a pompa donatoci da sua maestà 3D Realms (il mitologico marchio dietro Duke Nukem) era la cosa più devastante presente sull’orbe terraqueo mai inventata dall’uomo fino a quel momento. Più annichilente di una guerra termonucleare globale, più totalizzante di una visione ininterrotta di tutte le puntate del Pippo Chennedy Show, più assordante di una televendita di Wanna Marchi, il fucile a pompa di Duke Nukem 3D era l’arma definitiva in grado di abbattere all’istante qualsivoglia avversario, vivo o morto che già fosse.

Da quel momento, il fucile a pompa è diventato lo strumento di morte e distruzione per eccellenza nel mondo dei videogiochi. Intere generazioni hanno abbandonato i credi tradizionali per dedicarsi al culto della dispersione conica dei proiettili, e per un decennio qualsiasi FPS doveva mettere a disposizione nel proprio arsenale un fucile a pompa potentissimo.
Poi è successo qualcosa che ha rotto l’incantesimo; progressivamente giocatori e sviluppatori si sono dimenticati di quanto potesse essere micidiale e avvincente l’utilizzo di quell’arma tanto inarrestabile quanto lenta a ricaricare (e quindi ottimamente bilanciata), e nella corsa verso l’introduzione di strumenti sempre più esotici, creativi e fantasiosi (che si trattasse di armi laser alimentate a fagioli o scariche elettriche emesse da quell’introvabile maglietta di Winne The Pooh: Misisone Vietnam) lo shotgun è stato via via messo da parte, banalizzato, dimenticato. Anche lo stesso Serious Sam avrebbe potuto valorizzarlo di più; e invece niente. Una vergogna.

Sono due le serie che avrebbero potuto riportare il fucile a pompa al massimo splendore: quella di Left 4 Dead e quella di Borderlands.
In Left 4 Dead, e ancora di più in Left 4 Dead 2, gli shotgun sono parte integrante della partita. Giocando con un personaggio gestito dal computer, spesso gli vedremo usare un fucile a pompa efficacissimo specialmente durante gli assalti in massa degli zombi contro il nostro gruppetto. Purtroppo quando siamo noi a usare la stessa arma il risultato è molto meno coreografico ed efficente; occorre mirare fin troppo precisamente lo zombi che ci sta assalendo, pena il “ciccare” il colpo con buona pace del Dio dei proiettili a dispersione. Alcune versioni di shotgun in L4D2 sono un pelo più utili, ma in fin dei conti troveremo sempre armi differenti e molto più incisive con cui far scoppiare teste infette.

In Borderlands e nei suoi seguiti, i fucili a pompa sono una categoria principale fra le armi a disposizione, ma ancora una volta quel che poteva essere il ritorno alle origini dell’arma “buchi grandi” si rivela un mezzo fiasco; non tanto per la capacità di distruzione (devastante, ma solo a cortissimo raggio) quanto per l’impossibilità di usarla con consistenza durante il combattimento. Per la legge non scritta del bilanciamento delle armi, i fucili a pompa più dannosi hanno pochissimi colpi a disposizione; quelli che invece permettono un maggior volume di fuoco sparano gli stessi cartoccetti di carta masticati che sputavamo a scuola fra i capelli del tizio antipatico seduto due banchi avanti a noi. Una vera disdetta.

Eppure qualche anno prima qualcosa si era mosso: in Fallout 3 il fucile a pompa viene sostituito da un generico “fucile da combattimento”, che prevede un caricatore rotondo per ospitare le cartucce invece del classico serbatoio sotto la canna. Anche se si tratta di una soluzione non canonica, l’effetto finale è fra i migliori che si possano ricordare: il colpo da vicino è micidiale, con elementi sanguinolenti ad arricchire la soddisfazione nel devastare il corpo di un nemico, e da media distanza il fucile mantiene una certa efficacia pur perdendo in precisione ed impatto. Insomma, il fucile da combattimento di Fallout 3 incarna alla perfezione lo spirito dello shotgun, pur non essendolo in tutto e per tutto.

Trepang2 è forse il miglior esponente moderno dei pro-shotgun, grazie ad un fucile a pompa in grado di far volare via i nemici; e nonostante questo la soddisfazione provata giocando ai classici del genere (incluso F.E.A.R.) è di un’altra categoria, forse perchè comunque il fulcro degli scontri non verte sull’arma da fuoco ma sul tempo rallentato e sulla temporanea invisibilità che possiamo utilizzare.
Un fucile a pompa cattivissimo e definitivo non si vede più dai tempi di Duke Nukem 3D, quando danzare intorno a nemici brufolosi e acidelli era una gioia e riuscire ad abbatterli una goduria; e dire che ci sono intere schiere di videogiocatori pronti ad eleggere come prossimo Presidente Del Mondo chi sappia portar loro in dono un simile strumento d’offesa totalmente sbilanciato, sbruffonesco e micidiale.
O sviluppatori dalle auree tastiere, cosa aspettate a farci felici e contenti?









