L’iconica serie televisiva prodotta nei primi anni 2000 è imperdibile e merita di essere vista da qualunque appassionato del fantastico.

Chi nei primi anni 2000 faceva della cinematografia il suo pane non potè non rimanere abbacinato dal bagliore emesso da Lost, una serie rivoluzionaria e spiazzante come poche. Lost infatti si è prepotentemente imposta grazie ad un perfetto connubio di mistero, azione e attenzione ai personaggi che ha segnato la strada per molte delle migliori produzioni a venire.
Sarebbe un delitto raccontare nel dettaglio una trama che si sviluppa lungo sei stagioni fitte di eventi, misteri e capovolgimenti incredibili, quindi tenendoci sul generico possiamo dire che la storia vede un gruppo di persone sopravvivere miracolosamente ad un disastro aereo che li fa ritrovare, soli e senza aiuti, su di un’isola nel bel mezzo dell’oceano. Isolati e senza possibilità di soccorsi immediati, ben presto scoprono che l’isola su cui sono capitati nasconde segreti incredibili, inconfessabili e pericolosi, e la loro vita sarà messa costantemente in pericolo.

Lost è una serie ottimamente pensata, che confonde, ammalia e rapisce lo spettatore grazie a costanti introduzioni di elementi inspiegabili, anche se alcuni di questi rimarranno tali anche alla chiusura della storia, generando confusione e lasciando domande irrisolte nella mente dello spettatore. Durante lo sviluppo della trama ci si accorge che qualcosa sembra essere fuori posto, eppure al tempo stesso ci si lascia cullare da un racconto incalzante che, sebbene dopo qualche stagione inizi a prendere una piega meno fantastica e più legata a momenti di azione, ci prende per mano e ci trasporta nel suo mondo, ipnotizzandoci come pochissime produzioni riescono a fare.
L’ambientazione compie gran parte del lavoro: una lussureggiante isola subtropicale, verdissima e con una vegetazione fittissima nella quale si trovano, punteggiate qua e là, strutture e tracce umane che non dovrebbero esserci. E se nel proseguire della storia ci si discosta sempre più spesso dall’isola, rimane indissolubile il legame con quel posto e quella situazione.
Andando avanti nelle stagioni si nota che c’è un tentativo di continuare a sfruttare il nome di Lost, aggiungendo pezzi di storia che non sembrano totalmente in sintonia con quanto proposto fino a quel momento; ad ogni modo la serie si mantiene su toni alti fino alla fine, e le nuove introduzioni rendono sempre più misteriosa e cervellotica la trama.

Anche il cast, composto da attori che mediamente non hanno avuto grossa rilevanza all’infuori di Lost, compie un ottimo lavoro, donando credibilità e solidità alla serie. Se è vero che ad ogni personaggio è dedicato parecchio tempo per approfondirne i retroscena e che fondamentalmente ci troviamo di fronte ad una prova corale (qualcosa di molto raro all’epoca, e che fino ad allora si era visto solo in Hill Street Giorno E Notte e poche altre serie televisive), è indiscutibile il fatto che il personaggio centrale di Lost sia interpretato da un convincente Matthew Fox (We Are Marshall, World War Z, Extinction – Sopravvissuti). Attorno a lui ruotano figure assolutamente ben caratterizzate ed interpretate da Jorge Garcia, Evangeline Lilly (The Hurt Locker, Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug, Lo Hobbit – La Battaglia Delle Cinque Armate, Ant-Man, Ant-Man And The Wasp, Avengers: Endgame), Naveen Andrews (Il Paziente Inglese), Josh Holloway, Daniel Dae Kim, Yunjin Kim, Dominic Monaghan (la trilogia de Il Signore Degli Anelli, X-Men Le Origini – Wolverine, Star Wars: L’Ascesa Di Skywalker), Terry O’Quinn (Unico Indizio La Luna Piena, La Vedova Nera, Young Guns), Emilie De Ravin (Le Colline Hanno Gli Occhi, Nemico Pubblico), Michael Emerson (Saw – L’Enigmista, la serie Person Of Interest). Meno convincenti o meno inserite nel contesto le figure di Harold Perrineau (Romeo+Giulietta, Matrix Reloaded, Matrix Revolutions, 28 Settimane Dopo, Zero Dark Thirty), Michelle Rodriguez (Fast And Furious, Resident Evil, Avatar, World Invasion: Battle Los Angeles, Alita – Angelo Della Battaglia) e Jeremy Davies (Salvate Il Soldato Ryan, The Million Dollar Hotel, Solaris, Dogville) e Maggie Grace (The Fog – Nebbia Assassina, Il Club Di Jane Austen, Io Vi Troverò).

Vedendo Lost viene immediatamente da pensare ad altre realizzazioni che hanno dei punti di contatto nel modo in cui sono state girate, concepite e raccontate; sicuramente Donnie Darko (precedente di qualche anno), ma anche Legion o Fringe, realizzato quest’ultimo dallo stesso J.J. Abrams, mente dietro altre importanti ma talvolta controverse realizzazioni come Super 8, la trilogia di Cloverfield, Star Wars: Il Risveglio Della Forza, Star Wars: L’Ascesa Di Skywalker, Armageddon ma anche dietro realizzazioni più comiche come Filofax – Un’Agenda Che Vale Un Tesoro o drammatiche come A Proposito Di Henry.
C’è anche un’altra serie che può ricordare Lost: pur sembrando un paradosso, infatti, Il Trono Di Spade condivide il fatto di avere una trama intricatissima e piena di sfaccettature, pur non raggiungendo la complessità di Lost sotto questo aspetto e perdendosi clamorosamente dopo la quarta stagione.
A distanza di vent’anni dalla sua prima messa in onda, Lost è sicuramente una serie da riscoprire ed apprezzare, sia perchè ancora scevra da quelle ideologie fanatiche che pervadono quasi tutte le serie ed i film odierni, concentrandosi esclusivamente sull’intrattenere e stupire lo spettatore, sia per la mancanza di orpelli legati a momenti eccessivamente romantici, erotici o pomposi di ogni genere; e se è vero che forse ci sono un po’ troppi bellocci fra protagonisti e comprimari, e che alcune sezioni di storia sembrino appiccicate con il nastro adesivo (è innegabile che a un certo punto si è voluto allungare il brodo), tutto sommato Lost rimane una delle serie più coinvolgenti che si possano ricordare.









