La seconda stagione è sempre la più difficile. Per Mercoledì la sfida a fare meglio era alta; Tim Burton l’ha vinta a “mano” bassa.

Squadra che vince non si cambia. Lo devono sapere anche in America, dove sono ripartiti dagli ottimi risultati della prima stagione, molto gradita anche da noi, per cercare di salire di livello con nuovi mirati innesti. Ci sono voluti tre anni per tornare sullo schermo con nuovi episodi, ma il regista di Edward Mani Di Forbice ha fatto bene a prendersi tutto il tempo necessario per scrivere e produrre otto episodi che entrano ancora più a fondo nei segreti della Famiglia Addams. Si, perché la grande novità sta tutta qua: la giovane Jenna Ortega resta la protagonista della narrazione, ma adesso funge più che altro da Cicerone per lo spettatore che, ora dopo ora di visione, entra sempre più a fondo in una trama intricata ma ben scritta piena di colpi di scena e ribaltamenti di ruoli.
Tutto il cast base è stato (ovviamente) riconfermato, con la stella di Emma Myers ormai quasi al livello della collega messicana grazie a successi come Un Film Minecraft e Come Uccidono Le Brave Ragazze, e una sempre più bella Catherine Zeta-Jones (Alta Fedeltà, Traffic, I Perfetti Innamorati, The Terminal) ancora una volta nei panni iconici di Morticia. Brillano gli arrivi di Christopher Lloyd (Ritorno Al Futuro, Signori Il Delitto È Servito, La Famiglia Addams) in un ruolo marginale ma importante e di uno Steve Buscemi in grande spolvero (Le Iene, Fargo, Il Grande Lebowski, Armageddon, Ghost World, The Island) che dà vita ad uno schizzatissimo nuovo preside della scuola Nevermore. Interessante anche il modo in cui sono usati nomi di grido come Christina Ricci (La Famiglia Addams, Buffalo ’66, The Opposite Of Sex, Paura E Delirio A Las Vegas, Il Mistero Di Sleepy Hollow, After Life) e Gwendoline Christie (adorata ne Il Trono di Spade).

La storia inizia col ritorno a scuola dei reietti e la triste notizia che Mercoledì ha perso i suoi poteri psichici; tutto questo mentre muoiono misteriosamente persone legate alla famiglia del cattivissimo Hide che infestava la prima stagione e mentre uno zombie decomposto gira nei corridoi del castello affamato di cervelli umani: partenza col botto, sviluppo ottimo e finale scoppiettante. Ci voleva un Tim Burton ritrovato per tenere in piedi tutte queste situazioni in modo equilibrato per poi farle finire tutte insieme credibilmente, e ci voleva un Tim Burton ritrovato anche per uscire definitivamente dalla comfort-zone alla Harry Potter in cui si era un po’ assopita la prima stagione. Certi ormai che il pubblico ami i personaggi della serie, i produttori si sono potuti dimenticare di copiare le idee della Rowling andando invece a ravanare nei migliori b-movies di genere.
Molto godibili sono anche i dialoghi, pieni zeppi di umorismo nero e stravolgimenti di adagi popolari. E così “mia putrida apparizione” diventa un complimento da innamorato e le battute ciniche dell’artista sud-americana toccano vette di cattiveria adorabili. Era tanta l’attesa per questo titolo e splendida è stata l’accoglienza del pubblico, considerando i moltissimi meme e le discussioni culinarie sulle cene a base di scarafaggi ed interiora di casa Addams che si candidano ad entrare nei menu dei ristoranti stellati.

La chicca? A siderale distanza di quel 1964 che vide l’esordio in bianco e nero della famiglia più gotica di sempre arriva la spiegazione di chi sia veramente Mano. Ok, forse non tutti se lo sono chiesti, ma in questa stagione Tim Burton ve lo mostra… lasciandovi a bocca aperta.
E se non siete ancora saturi di lupi mannari, api assassine, corvi famelici e nonne crudeli, arrivano ottime notizie proprio dall’ultimo episodio. Tutto è aperto e apparecchiato per la terza stagione, dove si intuisce che avrà un ruolo più importante lo Zio Fester (la prima fonte di energia alternativa che sia mai esistita) e, si spera, anche il fantastico Cugino It (sì, quello che aveva i capelli di Massimo Di Cataldo e la parlantina di Luca Laurenti).
Piccola scommessa: al prossimo Halloween, accanto a Mercoledì e Inid, prevediamo molte piccole Agnes… dai capelli ramati e gli occhioni assai inquietanti! E via di merchandising.









