MotoGp19: la recensione

MotoGp21 è disponibile da qualche giorno, ma se non avete i soldi per prenderlo a prezzo pieno MotoGp19 è una possibile alternativa.

 

 

Milestone, la software house italiana specializzata nei giochi di moto, ha recentemente rilasciato MotoGP21, ultimo capitolo della serie di giochi dedicati al Motomondiale. Il mercato dei giochi di moto è comunque una nicchia, e la cifra richiesta per comprarlo all’uscita non è irrilevante. Per chi è nuovo della serie e vuole avere un idea di cosa si può trovare di fronte, una buona scelta di ripiego può essere MotoGP19, che spesso si trova in offerta a prezzi irrisori. MotoGP19 in effetti offre una sfida completa, e sebbene non sia perfetto è un gioco decisamente godibile.

 

 

Ci sono le classiche opzioni di gara singola o multiplayer (è ancora presente una piccola ma attiva comunità di giocatori, spesso vengono organizzate gare nel tardo pomeriggio italiano), ma il grosso della torta lo si mangia con la modalità carriera. Inizieremo con un contratto in Rookies Cup, un campionato minore dove pilotini appena sopra gli 11 anni si sfidano su moto tutte uguali in concomitanza con alcune gare del mondiale. Se non saremo troppo scarsi, la stagione seguente saremo in Moto3, per poi doverci guadagnare la strada fino alla MotoGP a suon di risultati.

 

 

Si partecipa all’intero weekend di gara, con le prove libere, i turni di qualifica, il warm up e infine la gara. Tutto è ampiamente configurabile: è possibile saltare qualche sessione così come configurare la lunghezza delle gare, possibiltà ottime per chi vuole approcciarsi al gioco in modalità meno hardcore o ha meno tempo (o pazienza) a disposizione.

L’esperienza in pista è più che buona, e tarando adeguatamente il livello di bravura dell’AI il divertimento è assicurato. Il comportamento della moto e la stessa fisica di gioco è anch’essa soggetta a diversi livelli di veridicità, lasciando ai giocatori la possibilità di vivere un’esperienza pressochè totalmente arcade o che richieda via via maggiore attenzione. È indubbio, su questo fronte, che per un discorso di giocabilità venire a patti con la fisica è spesso un obbligo nei giochi motoristici; lo è ancor di più per le moto, che si tengono in piedi su due striscioline di gomma. Certo a volte è strano entrare nella sabbia piegati e non cadere, così come talvolta stupisce il fatto che convenga cadere e respawnare praticamente subito invece che controllare la moto nel ghiaione per cercare di rientrare in pista, ma tutto sommato l’esperienza di gioco è più che buona.

 

 

L’AI in pista è adeguata ma non convince del tutto. MotoGP19 è il primo esperimento con le reti neurali per Milestone, e il risultato è un’AI che non sempre si sorpassa, che raramente sbaglia e raramente ha un guizzo funambolico, che forma lunghi trenini dove stranamente la battaglia non c’è (o non si vede). La cosa è piuttosto evidente in Moto3, dove siamo abituati nella realtà a vedere un gruppone di piloti passarsi ad ogni curva sfruttando ogni possibile traiettoria; qui invece l’AI segue quasi sempre la traiettoria perfetta, raramente tenta una manovra azzardata ed i distacchi fra primo e ultimo sono spesso troppo contenuti. Il tutto, per non parlare del fatto che se le collisioni con caduta sono rarissime, le cadute per perdita di aderenza dell’AI sono praticamente assenti.

 

 

Nonostante questo le gare in single player risultano gradevoli ed appaganti una volta trovato il giusto compromesso nei vari settaggi (livello di difficoltà, durata di gara, eventuali aiuti alla guida). Non riusciremo ad essere brillanti su ogni circuito, e trovarci a combattere in un gruppone di piloti è esaltante quanto pericoloso: finire a terra non è affatto impossibile, e sebbene il più delle volte il force feedback ci dia un chiaro segnale del nostro eccedere il limite, a volte le cadute sono inevitabili.

L’aspetto grafico vive di duplice vita: ottima la riproduzione della pista, delle moto e dei piloti, ma pessima quella dei volti e delle grafiche personalizzate, che una volta applicate su moto e tute stonano parecchio. Ad ogni modo la resa in gara è ottima, e questo è quello che conta. Anche il sonoro dice la sua, con rombi di motore molto più veritieri di quelli che ricordavamo nei precedenti capitoli e la voce di Guido Meda a commentare le fasi introduttive di ogni sessione. Sarebbe stato bello sentirne anche il commento in gara, ma probabilmente sarebbe stata una distrazione.

 

 

Quello che manca è la possibilità di verificare le tabelle dei tempi, con i vari giri, i confronti nelle varie sezioni di pista, con quali gomme è stato realizzato ogni tempo… esiste solo una tabella con il giro attuale degli altri piloti (ed il migliore realizzato), cosa che non ci aiuta a tenere traccia dei nostri progressi in pista ed a valutare cronometricamente come le modifiche all’assetto stiano influenzando il nostro comportamento in pista.

Dal punto di vista tecnico, ogni tanto ho incontrato qualche bug. Per esempio, non rientro più ai box dalla pista ma dal menu (a volte mi è crashato il gioco) così come talvolta ho dei lag in gioco che non riesco ad associare ad altre attività del computer. Talvolta può anche succedere che non si riesca ad accedere ai servizi multiplayer online, ma questo accade molto più di rado.

 

 

Complessivamente MotoGP19 è un gioco che ancora oggi può valere la pena di provare, sia per avvicinarsi ad un mondo che magari non si conosce o ad una serie il cui ultimo uscito ha un prezzo troppo elevato per le nostre tasche. Il gioco è divertente, ed anche se meno caratteristico e più simulativo rispetto ai vari Ride, mantiene una ottima giocabilità grazie, come detto, alla possibilità di parametrare il gioco in base alle proprie necessità e bravura di guida.

 

PRO

  • Difficoltà configurabile
  • Tracciati, piloti e scuderie ben distinguibili
  • Setup della moto con spiegazioni chiare

CONTRO:

  • AI troppo lineare
  • Mancanza di telemetria e tabelle comparative
  • Non completamente esente da bug e crash

 

MotoGP19, 2019
Voto: 7.5
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