Murim Login si muove tra idee interessanti e schemi noti, alternando un mondo moderno prevedibile a un mondo medioevale coreano più ispirato.

Negli ultimi anni la produzione coreana è diventata praticamente inesauribile; webtoon e manhwa affollano le piattaforme con una regolarità impressionante, e gran parte di questo successo è legata a titoli che hanno segnato un punto di svolta oltrepassando i confini nazionali. Solo Leveling è senza dubbio uno di questi: un’opera capace di conquistare il pubblico trasversalmente e di imporsi sia come fumetto sia come serie animata. Resta però un dubbio difficile da ignorare: questo successo ha davvero aiutato il mercato coreano a crescere, oppure ha favorito la nascita di molte opere che finiscono per riproporre formule già viste, senza riuscire a distinguersi davvero?
Murim Login si muove proprio in questa zona ambigua. La storia segue Jin Tae-Kyung, un Hunter di basso livello che ottiene abilità speciali dormendo all’interno di una vecchia capsula per la realtà virtuale. Il suo mondo cambia improvvisamente e iniziano a comparire le classiche finestre di dialogo tipiche dei videogiochi, con avvisi, statistiche e nuove missioni da completare. La fusione tra fumetto e linguaggio videoludico non è certo una novità, ma qui viene introdotto un elemento in più: l’impossibilità di disconnettersi fino al raggiungimento di determinati obiettivi. Un espediente che aggiunge un minimo di tensione alla fase iniziale, pur richiamando soluzioni già utilizzate in opere come Sword Art Online.
Scritta da Zerobic, Murim Login gioca su una doppia impostazione narrativa. L’ambientazione moderna appare da subito familiare, con molti elementi che ricordano fin troppo da vicino Solo Leveling. Allo stesso tempo, però, la storia affianca un secondo mondo, quello del Murim, che richiama l’immaginario dell’antica Corea e delle arti marziali; una dualità interessante anche se con alterni successi.

Jin Tae-Kyung non è un protagonista sempre positivo o lineare. Il suo carattere cambia in base alle situazioni: può mostrarsi gentile e razionale, ma anche duro, determinato e talvolta spietato. Questa varietà lo rende credibile e meno prevedibile. Le sue priorità restano comunque sempre ben definite e ruotano attorno a chi gli ha dimostrato fiducia, rispetto o affetto.
Nel mondo del Murim, Jin Tae-Kyung veste i panni del terzo figlio di una famiglia prestigiosa di artisti marziali; una posizione che lo porta a entrare in contatto con numerosi personaggi e a trovarsi spesso in situazioni pericolose. Le figure che lo circondano risultano ben caratterizzate e facilmente riconoscibili, come i due fratelli maggiori: uno protettivo ed esuberante, l’altro più chiuso e nervoso.
Se la parte ambientata nel nell’antico mondo coreano riesce a mantenere una propria identità, quella nel mondo moderno convince molto meno. Qui le somiglianze con Solo Leveling diventano molto evidenti: Hunter risvegliati, portali verso altri mondi, gilde costruite su misura e un contesto familiare fin troppo simile; anche lo sviluppo degli eventi personali segue percorsi già noti, finendo per deludere chi trova più interessante l’originalità dell’altra metà del racconto.

Dal punto di vista grafico, i disegni di Jang Cheol-Byuk non spiccano per originalità, ma si distinguono per una buona costanza; non ci sono picchi particolarmente memorabili, ma nemmeno evidenti cali di qualità, aspetto che rende la lettura sempre piacevole.
Murim Login non è ancora stato pubblicato ufficialmente in Italia, ma ha già superato i duecento capitoli. La storia appare ancora divisa a metà, anche se negli sviluppi più recenti sembra emergere un timido tentativo di prendere le distanze da Solo Leveling. L’opera ha pregi e difetti ben visibili, ma nel complesso riesce a reggere il confronto con molte produzioni simili. In definitiva, non si tratta di un titolo imprescindibile, ma di una lettura più che dignitosa.









