Noi E La Giulia: la recensione

Quasi tutto il peggio della tipica commedia italiana riunito in un film inguardabile: due ore di strazio, retorica e mancanza di attendibilità.

 

 

Noi E La Giulia lo volevo vedere da tempo; quando ancora davo credito ai siti specializzati, almeno prima di vedere accostato Mazinga Z all’antifascismo, ne avevo letto belle cose.
Dopo averlo visionato, ho capito tutto: Noi E La Giulia è un film da radical chic estremisti, da mondani di sinistra e da fighetti alla moda.

Non so da dove cominciare nell’elencare le assurdità e il posticcio presente in questo film. E allora partiamo dal principio: tre tizi che non si sono mai visti prima in vita loro decidono di mettersi insieme, investendo tutti i loro risparmi in un’attività che nessuno di loro sa gestire. Tutto normale, giusto?

 

 

Magari questo si potrebbe accettare se ci si trovasse di fronte ad una commedia demenziale, ma questo film vuole porsi a metà fra un racconto ironico, un messaggio politico per le masse e la lotta alla criminalità (unico punto valido della pellicola).
La storia smette di essere perlomeno un filo credibile dopo nemmeno mezz’ora, quando entra in scena Carlo Buccirosso (vi anticipo: è uno dei pochi attori che raggiunga almeno la sufficienza). Dopo, è un coacervo di cazzate, di invenzioni fasulle che sprizzano plasticume da tutti i pori; e sinceramente provo fastidio fisico a solo doverle ricordare.

Tutto il film è una summa della retorica della commedia italiana degli ultimi venti anni, escludendo le zozzerie dei Vanzina: c’è la storia d’amore priva di senso, c’è il comunista duro e puro, l’immigrato buono, il fascista ottuso, il disadattato che è un bravo ragazzo e così via. Una serie di stereotipi che presentati tutti insieme va ben oltre la stucchevolezza: nausea e sfinisce.

 

 

L’intera ambientazione del film, con l’agriturismo meta di giovani alternativi e di gente modaiola, rispecchia esattamente il pubblico a cui è indirizzato Noi E La Giulia: patiti di selfie e di “lochescion molto fescion”.

Che dire poi della recitazione? Il protagonista è un cane: Luca Argentero è uno di quei miracolati che deve al suo essere belloccio ed alla mediocrità della cinematografia italiana il merito di poter apparire sulle scene, al pari di Anna Foglietta, l’imperdibile figura femminile che parrebbe allo sbando e che, nonostante tutte le sue scorrerie ed i suoi sbagli (mi raccomando, si chiami a raccolta il popolo del “bisogna capirli ed aiutarli”), è l’unica a mettere in piedi l’attività che i quattro maschietti non sanno gestire. Ho detto quattro? Si, perchè oltre a Luca Argentero, Edoardo Leo (forse passabile) e Stefano Fresi, quest’ultimo ampiamente al di sotto delle sue capacità comiche, chiuso in una macchietta che sembra la parodia di quanto visto in Smetto Quando Voglio, c’è un Claudio Amendola maestoso nel suo ruolo, ma che interpreta un personaggio praticamente mai criticato (il comunista dei centri sociali, tanto per cambiare).

 

 

Tolta qualche risatina, soprattutto nella prima parte del film, il resto è fuffa: c’è un continuo rimando a quanto siano stupidi quelli di destra, i personaggi seguono pedissequamente il loro archetipo, e fondamentalmente la sceneggiatura non si tiene MAI MAI MAI in piedi. L’unico punto a favore del film è il messaggio, forte e ripetuto, di tenere testa alla Camorra ed alla criminalità in genere. E questo veramente l’ho apprezzato; ma è stata l’unica cosa in due ore di film.

Chi è l’autore di questo scempio? Dietro la macchina da presa c’è quell’Edoardo Leo già citato come attore. No, non ci siamo; meglio per lui che torni a fare l’attore, che è quello che gli riesce meglio (non sempre bene, ma sicuramente meglio).

 

 

Noi E La Giulia è un film fastidioso, inguardabile e girato con lo scopo di dire ad una determinata tipologia di pensiero “siamo belli, siamo bravi, abbiamo ragione noi”. Torno a dire, oltre al messaggio contro il crimine, Noi E La Giulia presenta in realtà un vuoto pneumatico complessivo: il classico buco nero in cui due ore della vostra vita saranno andate perdute per sempre.

 

Noi E La Giulia, 2015
Voto: 3 (un punto in più per la sacrosanta lotta contro la Camorra)