Only Murders In The Building – Stagione 1: la recensione

Una serie indubbiamente diversa dalle solite; una commedia a tinte gialle che non ti aspetti, brillantemente interpretata da Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez.

 

 

Non so se vi è mai capitato di iniziare a vedere una serie TV senza alcuna pretesa ed accorgervi improvvisamente di aver trovato qualcosa di nuovo e divertente. Ecco, questo è proprio quello che mi è capitato con Only Murders In The Building.

In un prestigioso palazzo dell’Upper West Side, la quiete dei condòmini viene rotta da un delitto in un appartamento. Tim Kono, questo è il nome della vittima, era un giovane piuttosto schivo che all’apparenza non dava fastidio a nessuno. La polizia indaga blandamente sul caso, viste le evidenti prove di suicidio con tanto di bigliettino, ma tre condòmini non la pensano così e cominciano ad indagare sull’accaduto.

Si forma un insolito trio di estranei che all’apparenza non hanno nulla in comune se non la passione per le serie podcast crime. I tre decidono quindi di indagare registrando tutte le loro idee e lo svolgimento delle loro indagini in un podcast da mettere online.

 

 

Charles-Haden Savage, Oliver Putnam e Mabel Mora sono i protagonisti di questa straordinaria commedia. Lo spunto del podcast è interessante, ma la vera potenza di quest’opera risiede nel come i tre affrontano le indagini. In fin dei conti sono tre emeriti dilettanti, appassionati di crime, questo è vero, ma pur sempre dilettanti. La loro indagine proviene più da fortunate intuizioni che da un vero e proprio schema investigativo.

Più di una volta Charles, Oliver e Mabel hanno cominciato ad indagare su un sospettato unicamente perché losco o scortese. In alcuni momenti sono addirittura arrivati a sospettarsi l’un l’altro, cosa che sembra avare dell’incredibile e che invece ha retroscena davvero interessanti. Quasi sempre sono finiti ad accusare un perfetto innocente, ma questo ha permesso loro di indagare sui propri vicini e scoprire sempre più informazioni su Tim Kono e sulla vita del palazzo.

Per me Steve Martin è sempre stato un grande attore comico. In quest’opera interpreta Charles-Haden Savage, un ex attore di polizieschi ormai andato in pensione, che si è quasi isolato dal mondo dopo aver perso la moglie. Ora ha l’occasione, partecipando a questo progetto podcast, di uscire dal suo guscio e tornare a vivere. Steve Martin esce fuori dai suoi soliti canoni interpretativi, ma riesce perfettamente a vestire i panni del personaggio ed a renderlo, a volte, molto coinvolgente.

Martin Short, che interpreta Oliver Putnam, è nel mio cuore da quando è comparso nel film Salto Nel Buio. Ovviamente non ha più l’età per interpretare ruoli così fisicamente adrenalinici, ma il suo personaggio è altrettanto carico di energia, energia che riversa nelle sue manie e nelle sue fervida immaginazione. Putnam è un ex regista teatrale che ha avuto un paio di successi insperati e diversi insuccessi clamorosi. È nei guai a livello finanziario ed è lui che spinge più di tutti per fare il podcast, cercando poi finanziatori per coprire i debiti pregressi.

Selena Gomez, che interpreta Mabel Mora, ha il personaggio che s’incastra meno bene nel trio: una bella e giovane donna messa affianco a due attempati signori, potrebbe dare l’impressione di un personaggio puramente estetico. Invece Selena interpreta una Mabel davvero efficace, poco appariscente e molto più concreta di quello che erroneamente si può pensare con la prima occhiata. Molta della sinergia che si crea tra i personaggi la si deve a lei e al suo passato. In un certo senso è proprio Mabel il personaggio cardine della storia.

 

 

La serie è divertente, fresca, scoppiettante e gestita davvero in modo magistrale. La trama continua a riservarci diverse sorprese e cresce di complessità via via che gli episodi si accumulano. Il finale poi è sorprendente. Ci sono stati un paio di punti in cui la trama non è perfettamente gestita, ma in dieci ricchi e corposi episodi, ci può stare che si tagli corto in alcuni momenti.

Il pubblico e la critica hanno adorato questa serie. Sul sito di recensioni cinematografiche e televisive Rotten Tomatoes, Only Murders In The Building ha ottenuto nelle prime settimane il 100% di critiche positive, cosa assai rara. Il finale aperto della prima stagione ha ovviamente fatto capire che ci sarà un seguito. La serie è già in rampa di lancio per la seconda stagione che potrebbe arrivare già a metà del 2022, anche se la data di rilascio non è stata ancora ufficializzata.

 

Only Murders in the Building – Stagione 1, 2021

Voto: 8

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