Re: Monster

L’incrocio tra un manga, l’autobiografia di un Goblin e l’elenco delle abilità di un gioco di ruolo.

 

Re: Monster è sicuramente uno strano lavoro. Il centro di tutta la nostra storia è un Goblin, nato da una tribù come ce ne sono tante. Sin dalla nascita, il nostro protagonista ha alcuni ricordi della sua vita precedente; questo mi ha richiamato alla mente alcuni dei manga coreani che stanno avendo un discreto successo on line, come: Solo Leveling, I Level Up Alone, Skeleton Soldier Couldn’t Protect the Dungeon o Survival Story of a Sword King in a Fantasy World.

L’avvio del manga ci lancia un’esca, che rimane lì tra le prime pagine della storia come una possibile futura trama da sviluppare. La vita del nostro protagonista è scandita giorno per giorno sin dalla sua nascita, per fortuna i Goblin crescono molto in fretta quindi non c’è molto da aspettare prima di vedere in azione lui e i suoi compagni. Nel nostro protagonista sorge spontanea la voglia di vivere questa seconda vita al massimo delle sue possibilità e, quattro giorni dopo la sua nascita, ecco il nostro Goblin Rou cimentarsi nelle prime battute di caccia alla ricerca di cibo.

Scandire la vita e le esperienze del nostro protagonista, giorno dopo giorno, mi ha subito dato l’impressione di assistere quasi ad un’autobiografia. Una scelta davvero curiosa per sviluppare la trama di un manga, ma alla fine dei conti, mi ritrovo ad avere una perfetta cronologia degli eventi, quello che il nostro protagonista conosce, lo conosciamo pure noi lettori nello stesso momento in cui lo vive o lo apprende.

 

 

La prima caccia e la prima preda catturata, un coniglio con un corno sulla fronte, sono solo il primo passo verso la sua evoluzione. Proprio in quel momento una voce risuona nella testa di Rou, comunicandogli di aver guadagnato qualcosa. Il nostro Goblin non da molto peso a questa voce, ma quando mangia il coniglio, le cose cambiano.

Il suo passato torna solo per un istante, facendogli ricordare la caratteristica innata della sua vita precedente, l’abilità “Assorbimento” che permette al nostro protagonista di assorbire le abilità di quello che mangia. Come per i manga prima citati, il nostro protagonista riceve delle segnalazioni tramite una voce nella sua testa, o tramite “finestre di dialogo”, che illustrano i nomi e le abilità che pian piano il nostro Goblin comincia ad acquisire.

Da prima non me ne sono reso conto, ma ad un certo punto, con il trascorrere delle giornate, il nostro Goblin comincia ad assorbire molte abilità ed ad aumentare i livelli delle precedenti. Cominciano ad esserci interi box dedicati alla descrizione delle abilità che Rou assorbe, diventando quasi un decalogo delle caratteristiche. Io, giocatore di vecchia data di Rolemaster, sono avvezzo a gestire tante voci contemporaneamente in una scheda, ma lo sproposito delle abilità, anche le più insignificanti, che Rou assorbe, mi hanno fatto rimanere a bocca aperta.

 

 

La storia continua con la descrizione della sua vita. Lottare con animali sempre più pericolosi per poterne assorbire le abilità mangiandoli, costruire armi e armamenti per migliorare le prestazioni della caccia, trovare validi aiuti in seno alla sua tribù tra i trenta Goblin della sua cucciolata che cercano di sopravvivere, sono solo alcune delle strategie che il nostro Rou mette in campo per migliorare la sua vita.

Poi avviene una cosa che non mi sarei mai aspettato: l’evoluzione. Come per un giocatore di ruolo, salire di classe permette di sbloccare e migliorare determinate caratteristiche. Rou diviene l’Hobgoblin Goburou. La geniale pensata dell’autore di far evolvere le creature, non solo tramite le abilità, ma anche come razza, apre scenari impensati per questa storia. Sarebbe stato poco credibile per un Goblin riuscire a conquistare il mondo, ma per una creatura che evolve e modifica la propria razza in mostri sempre più forti è tutta un’altra faccenda.

Trovo Re: Monster un lavoro particolarmente stuzzicante. La storia procede in modo veloce e spedito. Il tratto caratteristico di raccontare la storia come una biografia, pensavo fosse più pesante da digerire; invece è gradevole e permette una migliore comprensione di quello che accade. Le similitudini con un gioco di ruolo o un videogioco strizzano l’occhio alle nuove e vecchie generazioni contemporaneamente, ma questo è tutto valore aggiunto. Se riesce a mantenere la storia su un livello abbastanza interessante e non perdersi in estreme descrizioni di abilità o tecnicismi, questo lavoro potrebbe aprire un vero e proprio genere. Come spesso accade, questi lavori sono inediti, ma è possibile trovare tante informazioni on line.

 

Re: Monster, 2014 – in corso di realizzazione
Voto: 7