Record Of Ragnarok – Stagione 3: la recensione

Record Of Ragnarok 3 spinge il torneo verso la sua svolta, tra scontri spettacolari, cali evidenti e nuove trame che cambiano le regole del gioco.

 

 

La terza stagione di Record Of Ragnarok prosegue il cammino di una serie che ha costruito la propria fortuna su un’idea tanto essenziale quanto efficace: mettere in gioco il destino dell’umanità attraverso il Ragnarok, la fine del mondo secondo le credenze nordiche, creando un torneo dove divinità e figure storiche si affrontano in scontri singoli senza possibilità di appello per la sopravvivenza della razza umana. Con questo nuovo blocco di episodi, la narrazione supera simbolicamente la metà del percorso previsto e si avvicina alle fasi più delicate della competizione, dopo aver alternato momenti capaci di lasciare il segno ad altri decisamente meno memorabili.

In questa fase del torneo, il confronto tra dèi e uomini si fa più serrato e carico di implicazioni. Tre nuovi combattimenti scandiscono l’arco narrativo, portando nell’arena figure come Ade, Belzebù e Apollo, espressione di un pantheon divino di grande rilievo, contrapposte a Qin Shi Huang, Nikola Tesla e Re Leonida, scelti come ultima speranza dell’umanità. Il Ragnarok si conferma così non solo come una successione di battaglie, ma come uno scontro tra visioni del mondo e valori inconciliabili, in cui ogni esito incide sull’equilibrio complessivo della sfida.

Fra i tre incontri proposti, quello che sulla carta risulta più affascinante è senza dubbio il duello tra Apollo e Re Leonida, complice il richiamo diretto alla cultura greca e al suo immaginario. Proprio per questo motivo, la delusione è maggiore quando lo scontro si rivela il meno brillante dell’intera stagione, penalizzato da una gestione poco incisiva e da scelte che ne indeboliscono l’impatto complessivo. Un peccato, soprattutto considerando le potenzialità narrative e simboliche che un confronto di questo tipo avrebbe potuto esprimere.

 

 

L’incontro tra Belzebù e Nikola Tesla introduce una scelta interessante, animando inizialmente il rappresentante dell’umanità in computer grafica tridimensionale o, quantomeno, un ibrido tra 2D tradizionale e modelli 3D, quasi a sottolinearne il legame con la tecnologia e con l’idea di progresso scientifico. Una soluzione suggestiva, che viene però abbandonata con l’avanzare del duello, lasciando l’impressione di un passo indietro evitabile.

Gli scontri, nel loro svolgimento, mantengono una buona intensità e riescono a risultare a tratti spettacolari; tuttavia, diventa sempre più evidente uno sbalzo qualitativo tra l’avvio dei combattimenti e le fasi finali, dove disegni e animazione scivolano verso una mediocrità difficile da ignorare. L’uscita di scena dello studio Graphinica, che aveva curato le prime due stagioni con il supporto di Yumeta Company, si fa sentire: la terza stagione passa infatti completamente sotto la guida di Yumeta Company con la collaborazione con Maru Animation; una combinazione che, purtroppo, non funziona come il precedente sodalizio.

Lasciando da parte i dettagli dei singoli scontri e osservando invece le storie dei protagonisti, emerge una certa difficoltà nel rendere davvero coinvolgenti le storie dei protagonisti. I racconti delle origini e delle motivazioni dei combattenti non risultano sgradevoli, ma faticano a trasmettere quel trasporto emotivo raggiunto in precedenza, soprattutto in passaggi ormai diventati emblematici come l’incontro tra Ercole e Jack Lo Squartatore. È comprensibile che non sia sempre possibile costruire retroscena altrettanto ispirati o rielaborare in modo convincente il passato di figure storiche e mitologiche già note, ma una maggiore attenzione nel rendere questi momenti più partecipi avrebbe giovato all’equilibrio narrativo.

 

 

Sul piano narrativo, la terza stagione di Record Of Ragnarok compie però un passo importante e rivela qualcosa che fino ad ora non era stato palesato: dopo aver seguito quasi esclusivamente la successione degli scontri e le storie dei combattenti, emerge finalmente la sensazione che il torneo nasconda altri intenti. Brunilde lascia intravedere uno scopo personale e recondito nel portare avanti questa battaglia, mentre Odino sembra muoversi secondo intenti ben più oscuri e inquietanti.

Le trame parallele che iniziano a delinearsi aggiungono finalmente profondità e curiosità, offrendo una nuova direzione a una serie che rischiava di appiattirsi sulla ripetizione della stessa formula. In attesa di un annuncio ufficiale da parte di Netflix per una quarta stagione, questa apertura rappresenta senza dubbio l’aspetto più stimolante della terza stagione di Record Of Ragnarok.

Record Of Ragnarok – Stagione 3, 2025
Voto: 5,5
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