Richard Sorge, la leggenda della spia sovietica a Tokyo – prima parte

Uomo, giornalista, spia: Richard Sorge è uno e trino, decisivo per la causa e per il Paese che serve con dedizione.

 

 

La storia di Richard Sorge segue da vicino alcuni degli eventi più importanti del secolo passato. Personaggi come lui, poco noti e studiati nei decenni scorsi, stanno adesso emergendo dando così una nuova, e se vogliamo diversa, chiave di lettura alla storia del Novecento.

Scopriamo infatti che molti uomini e donne come Sorge, dall’ombra dei loro uffici fatti di bisbigli appena percepibili e messaggi in codice, hanno giocato (si fa per dire) con i destini del mondo intero. Con un pizzico di esagerazione possiamo quasi affermare che hanno salvato il mondo che conosciamo oggi, e condannato quello che poteva essere e che adesso esiste nelle sole distopie letterarie.

Nato nel 1895 a Baku, allora parte dell’Impero Russo – oggi Azerbaijan – da padre tedesco e madre russa, si trasferisce in Germania ancora piccolo insieme alla famiglia e, grazie anche alle idee reazionarie del padre, si arruola con entusiasmo nell’esercito imperiale tedesco già nel 1914. Serve sul fronte occidentale con la 3° Divisione Guardie fino al 1916 quando viene gravemente ferito e chiude la sua carriera militare con il grado di Caporale Maggiore insignito della Croce di Ferro. L’esperienza bellica lo segna tremendamente, al di là delle ferite sul corpo: partito al fronte con ideali nazionalistici, come gran parte dei suoi commilitoni, finisce l’esperienza disgustato da quella che ai propri occhi non è altro che un’insensata carneficina. I lunghi mesi passati sui letti d’ospedale danno modo al giovane Sorge, ferito nel corpo ma curioso nell’animo, di leggere gli scritti di Engels e Marx e di lasciarsi convincere dalle loro tesi e idee tanto da iscriversi al partito comunista tedesco (KPD) col quale milita e fa attivisimo nella Germania scossa non solo dalla conclusione della Grande Guerra, ma anche dalla rivolta spartachista, sedata poi nel sangue.

Il militantismo appassionato di Sorge e la rete di contatti che si sta creando lo avvicinano ad agenti dell’Unione Sovietica che lo reclutano già nei primi anni post bellici. In questo frangente conosce anche la moglie, ma il loro rapporto si incrina spesso: Sorge è poco presente, e sempre più dedito alla causa sovietica. Il ruolo di giornalista gli permette di partecipare a numerosissimi congressi e persino di volare a Mosca nel 1924. Tornato a Francoforte, dove si era trasferito appena due anni prima, passa gli anni ’20 a costruirsi una reputazione come membro dell’intelligence sovietica sotto copertura, tanto che nel 1929 entra a far parte di quello che negli anni a seguire sarà conosciuto come il “Direttorato Principale per l’Informazione” dell’Armata Rossa – un ufficio dunque di intelligence militare.

Per evitare di destare sospetti all’interno della società tedesca alle prese con un crescente consenso per l’emergente partito nazista di Adolf Hitler, ne diventa membro forse prevedendo la brutta piega che la sua Germania avrebbe preso negli anni seguenti.

 

 

Il primo incarico estero in qualità di agente sovietico lo porta nel Regno Unito, con lo scopo di osservare e informare i sovietici riguardo ai movimenti operai e comunisti. Si dimostra molto capace e i superiori lo apprezzano, tanto che l’anno seguente, nel 1930, viene inviato a Shanghai, Cina. La sua copertura è l’incarico di corrispondente presso il “Frankfurter Zeitung”. Proprio a Shanghai conosce alcune tra le persone più importanti per il futuro di Sorge: Ursula Kuczynski, che anche grazie a lui diventerà un’importante pedina sovietica sotto copertura; e soprattutto Hotsumi Ozaki, ai tempi giornalista e corrispondente per il giornale nipponico Asahi Shimbun.

In qualità di corrispondente presso un giornale tedesco accreditato, il nostro Sorge segue da vicino il conflitto tra le forze comuniste cinesi e quelle nazionaliste di Chiang Kai-Shek che infiammano la Cina. La rete di contatti di Sorge arriva fino ai rappresentanti ed ai consiglieri militari tedeschi presso l’esercito nazionalista cinese, i quali, senza sospetto alcuno, rivelano al compatriota giornalista un’imminente offensiva contro i comunisti cinesi. Dopo aver esteso di molto la rete sovietica nel grande paese asiatico e aver preso innumerevoli contatti con i comunisti cinesi, Sorge viene richiamato a Mosca nel 1933, dove il suo lavoro durato quasi tre anni viene applaudito dal capo del Direttorato, Berzin, il quale sta già pianificando il nuovo incarico di lavoro per Sorge: il misterioso Giappone.

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