Sfondamento dei cieli Gurren Lagann: la recensione

Dalle viscere della terra fino a solcare lo spazio più profondo. Una sensazione profonda che dà inizio ad un viaggio per la conquista della libertà.

 

 

Vi avviso subito, non sarò affatto imparziale nel descrivervi questo lavoro perché lo ADORO! Gurren Lagann è semplicemente la viscerale sensazione di libertà che ognuno di noi cova al proprio interno. Sentirsi incatenati in una struttura, in una routine o semplicemente nel giogo della vita quotidiana è uno stato che prima o poi tutti proviamo. Molti riescono ad abituarsi a tutto questo, altri invece cercano disperatamente di elevarsi e provare a raggiungere il cielo per sentirsi finalmente liberi. Ora prendete tutto quello che ho detto e mettetelo in un cantuccio, perché la prima impressione su questo strano e stravagante anime è totalmente differente.

Sfondamento dei cieli Gurren Lagann è un lavoro che racconta una storia fantastica, un futuro lontano in cui l’umanità è costretta a vivere in piccoli nuclei sotto la superficie terrestre. Se state immaginando tecnologie fantascientifiche siete proprio fuori strada. Queste piccole comunità vivono in ambienti scavati a mano, allevano qualche strano animale e coltivano qualche tubero che non necessita di troppa luce. Molti scavano, cercando reperti di un passato ormai lontano, reliquie di un tempo ormai lontano, in cui l’uomo forse non poteva ammirare il cielo stellato.

Fino a qui sembra tutto molto triste e serio, ma non lo è affatto. I protagonisti della nostra storia, Simon e Kamina, sono due ragazzi pieni di energia. Kamina, il più grande dei due, ha l’idea fissa di scavare verso l’alto fino ad arrivare a vedere il cielo. Nessuno gli crede, perché nessuno di quelli che abitano nel loro piccolo villaggio ha mai visto il cielo. Sono leggende e vaneggiamenti di un folle che crede a storie assurde. Simon è il più piccolo dei nostri protagonisti ed è anche il più mite tra i due, ma ha una grande fiducia nel “fratello Kamina” tanto da seguirlo sempre ed ovunque.

Durante una delle spericolate avventure, scavando in cerca di qualcosa da rivendere o da mangiare, Simon trova una strana chiave a forma di trivella e la testa di un robot. Questo è il momento che cambierà per sempre il futuro della razza umana. Con il piccolo Lagann, così ribattezzato dai ragazzi, Kamina decide di sfidare le leggi del villaggio e dichiara di voler uscire per andare a vedere il cielo. Come se il mondo esterno non stesse aspettando altro, ecco che arrivano un robot antropomorfo seguito da una bella e formosa ragazza dai capelli rossi di nome Yoko. I due combattono tra loro coinvolgendo Simon e Kamina. Tutto questo innescherà una serie di incontri e di fantastiche avventure che porteranno a cambiare tutto l’universo.

 

 

Kamina è energia pura, si esprime sempre in modo molto epico e galvanizzante, pur essendo totalmente scalcinato ed improponibile. Il petto sempre nudo come i veri uomini, un mantello, una Katana e degli occhiali da sole lo rendono fichissimo e allo stesso tempo un imbecille patentato. Il suo entusiasmo e la sua incrollabile fede nel suo ideale lo portano a fare cose impensabili.

Simon è più timido e riservato, segue fedelmente Kamina in tutto quello che fa, ma sotto sotto è la roccia su cui il “fratellone” si aggrappa saldamente per andare avanti. Anche se all’inizio non sembra, lui è il centro della storia ed è il personaggio chiave che farà mutare il destino di tutta l’umanità.

Mi rendo perfettamente conto che i personaggi sono delle macchiette, quasi sempre comiche, che ti strappano più sorrisi che rispetto, ma ci sono anche dei momenti emotivamente molto alti in questo lavoro che ti fanno amare Gurren Lagann. Tutto è condito da discorsi potenti pieni di voglia di libertà che cozzano profondamente con le azioni scapestrate dei protagonisti. La definizione romana per il comportamento così spudoratamente stupido ed esagerato di Kamina, e di molti altri personaggi, è sicuramente “Cazzone”!

Fuori da quel buco in cui i due ragazzi sono cresciuti c’è un mondo despota e tiranno. Gli Uomini Bestia dominano la superficie al servizio del Re della Spirale. I Guerrieri Bestia guidano dei mecha, o grossi robottoni, con le sembianze a metà tra animali e uomini, ma tutti rigorosamente senza una vera e propria testa. Qualcuno di voi starà pensando: “Se mi volevo vedere un anime con i robottoni e con le pippe mentali mi rivedevo Evangelion!”. Fate pure, ma Gurren Lagann ha da offrirvi comicità, epicità, energia, vivacità ed una grande voglia di libertà che non troverete in altri racconti.

 

 

Lo scontro contro il Re Spirale e gli Uomini Bestia è solo un passo nel faticosissimo percorso che porta dal buio delle viscere della terra fin su alle luci delle stelle. Perché la Spirale è niente altro che il desiderio di libertà insito nel profondo della nostra anima, stampato nei filamenti di DNA. Sfondare l’oppressione di un sovrano ingiusto, conquistare i cieli e librarsi nello spazio, raggiungere le stelle ed andare sempre oltre è la voglia di crescere ed il desiderio di libertà assoluto che si cela dietro a quest’opera; tutto questo è inimmaginabile nel momento in cui posi gli occhi la prima volta su Gurren Lagann.

Ogni passo di questa scalata verso la volta celeste, chiamata libertà, è segnato da un’altrettanta crescita di potenza. Quest’opera segue lo stesso identico destino di Goku e compagni; il suo potere continua a crescere fino a diventare oltremodo ridicolo. Ringraziando il cielo, Sfondamento dei cieli Gurren Lagann non è diventato un prodotto serioso, pur contenendo un messaggio importante. Caos, vitalità, energia e sentimenti traboccano da quest’opera in quantità massiccia, ma sono sempre veicolati da una bella demenzialità di base.

I disegni dei personaggi hanno uno stile tutto loro, ma quello che mi ha colpito di più è stato il modo in cui si animano. Sembra di vedere il primo Lupin di Miyazaki. Queste corse frenetiche, questi movimenti sgraziati, ma allo stesso tempo particolarmente efficaci, danno una grandissima sensazione di energia che attira subito lo spettatore. I dialoghi sono qualcosa di spettacolare, demenziali ed epici allo stesso tempo! Tutto questo si unisce in un prodotto che non esito a definire MERAVIGLIOSO! L’ho adorato dal primo momento in cui l’ho visto e credo di non esagerare nel dire che è l’unica serie animata che ho sempre voglia di rivedere.

Posso trovare un solo difetto in questo lavoro, se proprio difetto lo vogliamo definire: c’è un passaggio obbligato in cui l’energia e la vitalità di questa storia vengono meno. Questo è principalmente dovuto al semplice scorrere degli eventi che portano obbligatoriamente il racconto ad un momento di tranquillità prima di riaccendersi in tutta la sua potenza. Proprio all’inizio di questo stacco dovuto, viene inserito un episodio riassuntivo che sinceramente non c’azzecca niente. Questo è l’unico momento in cui non ho apprezzato la scelta fatta. Guardatelo, gustatelo ed apprezzatelo con la giusta spensieratezza che serve per immergersi in un lavoro che vi divertirà e stupirà certamente!

 

Sfondamento dei cieli Gurren Lagann, 2007
Voto: 9
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