Shangri-La Frontier – Stagione 2: la recensione

Spinto da una folle tenacia, Sunraku continua a sfidare nemici impossibili: ce la farà anche in questa stagione ad avere la meglio?

 

 

Dopo il buon successo ottenuto dalla prima stagione, che ha conquistato sia il pubblico che la critica, Shangri-La Frontier torna con una seconda stagione carica di aspettative. La storia riparte esattamente da dove si era interrotta, iniziando lentamente nelle prime puntate, ma poi accelerando con un ritmo serrato che spazia con naturalezza tra la trama principale legata al mondo di ShanFro (così viene amichevolmente abbreviato dagli stessi protagonisti) e incursioni in altri videogiochi. Questa nuova stagione prova anche ad approfondire la vita reale di Sunraku e dei suoi più stretti compagni d’avventura, Arthur Pencilgon e Oikattso.

Inizialmente la narrazione procede quasi a strappi, ma gli eventi si fanno più intensi quando Sunraku si imbatte in nuove aree di gioco e, soprattutto, affronta le quest che lo porteranno dinnanzi a nuovi e vecchi nemici unici, alcuni dei quali sembrano custodire segreti fondamentali per comprendere più a fondo il mondo di ShanFro. Non manca poi uno sguardo ai cosiddetti “giochi di merda”, che Sunraku colleziona con la stessa passione con cui affronta i titoli più impegnativi, mantenendo viva quella vena ironica che da sempre caratterizza la serie.

Lo stile narrativo rimane il vero motore di questo racconto, capace di alternare con brillantezza momenti divertenti e combattimenti serrati. L’introduzione costante di nuovi avversari e alleati arricchisce la diversità dei personaggi e permette alla storia di espandersi verso orizzonti sempre più ampi, sia dentro ShanFro che negli altri giochi che popolano il variopinto mondo videoludico di Sunraku.

 

 

Le trame, principali o secondarie, non brillano certo per originalità, ma risultano comunque ben costruite e sempre piacevoli da seguire. Un elemento che continua ad affascinare è il mistero che aleggia attorno ai mostri unici, come Lycagon Il Predatore Notturno e Wethermon Il Custode Della Tomba, già introdotti nella prima stagione e ancora avvolti da numerosi segreti.

Sunraku rimane il vero jolly della serie. La sua spontaneità nell’affrontare sfide apparentemente impossibili, unita all’aspetto buffo e iconico, anche grazie alla caratteristica maschera da uccellaccio blu che lo rende subito riconoscibile e carismatico. Non da meno sono Arthur Pencilgon, tanto bella e affascinante quanto letale e ingannevole, e il pro-player Oikattso, ossessionato dalla competizione ad alti livelli, che riescono a distinguersi accanto al protagonista senza mai esserne messi in ombra. Il resto dei personaggi, rumorosi e sempre vivaci, si inserisce perfettamente nello stile narrativo frenetico e leggero che caratterizza l’opera.

 

 

Lo studio C2C (Reincarnato In Una Spada), già responsabile della prima stagione, torna con una realizzazione tecnica di buon livello. I combattimenti più importanti godono di ottime animazioni, mentre in alcuni episodi di raccordo la qualità cala leggermente, pur senza compromettere il risultato complessivo. In questa seconda stagione, quindi, non tutto è perfetto, ma comunque abbastanza buono da non far rimpiangere il tempo speso davanti allo schermo.

Le nuove sigle si rivelano piacevoli, con una menzione particolare per realitYhurts dei CVLTE, la sigla di chiusura dai toni elettronici molto adatti al contesto videoludico di Shangri-La Frontier. Le colonne sonore che accompagnano i momenti più carichi d’azione sono valide, anche se in altri frangenti la componente musicale non riesce a lasciare un’impressione duratura.

Non resta che attendere con impazienza la terza stagione, già ampiamente confermata, per vedere come si evolverà il mondo di ShanFro e, soprattutto, per scoprire di più su Lycagon Il Predatore Notturno, sempre più interessato alle imprese di Sunraku.

 

Shangri-La Frontier – Stagione 2, 2024/2025
Voto: 7
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