Stargirl – Stagione 1: la recensione

Stargirl è una super eroina DC che ha rubato il costume di Capitan America. Questa è la prima impressione, ma sarà veritiera?

 

 

Nuovo progetto targato DC. Sono un tipo che si esalta subito, quindi quando parte una nuova serie TV, del genere che piace a me, sono sempre pronto ad accoglierla nel migliore dei modi. E quindi, cosa ho visto? Ho visto una biondina, vestita come Capitan America, che cavalca tipo l’Hulkbuster. Questa è stata l’impressione che ho avuto con la scena più iconica della serie. Grande scopiazzata o c’è qualcosa di buono in questo progetto?

Andiamo con calma e proviamo a capirci qualcosa. Il personaggio di Stargirl appare per la prima volta nel 1999 sulle pagine di Stars and S.T.R.I.P.E.
Ora, a distanza di circa vent’anni, il progetto viene riproposto sul piccolo schermo. Avrà a che fare con le altre serie dell’Arrowerso? Durante Crisi Su Terre Infinite, nel momento in cui veniva creato l’universo composto dalla sola Terra Prime, si sono visti alcuni frame riguardanti Stargirl. Questo vuol dire che, almeno per il prossimo futuro, questo progetto non farà parte del nuovo universo televisivo congiunto delle serie DC.

La serie inizia raccontando gli avvenimenti del passato. Lo scontro tra la Justice Society of America e la l’Injustice Society è al culmine ed i supereroi stanno perdendo miseramente. Pat Dugan, in arte S.T.R.I.P.E., fedele spalla di Starman, segue gli ordini del suo capitano e batte in ritirata portando con sé lo Scettro Cosmico dell’eroe. Il male ha trionfato ed ora è libero di seminare caos e distruzione. La stessa notte, la piccola Courtney Whitmore aspetta invano suo padre che non arriverà.

 

 

Dieci anni dopo, la madre di Courtney si è risposata con Pat. I due decidono di trasferirsi con tutta la famiglia adottiva a Blue Valley. La ragazza si imbatte per caso nella scatola contenente lo Scettro Cosmico che improvvisamente si attiva e le dona i poteri di Starman. La nostra bionda eroina scopre il segreto di Pat e si convince di essere la figlia di un supereroe. Osteggiata dal suo genitore adottivo, Courtney decide di allenarsi in segreto. Sfortuna vuole che proprio a Blue Valley si siano radunati i membri dell’Injustice Society che, da dieci anni, progettano un elaborato piano per dominare l’America.

Tralasciando il buon gusto sulla scelta dei nomi, che definirli banali è un complimento, ci troviamo di fronte ad un gruppo di malvagi criminali che è rimasto silente per dieci anni. Tutti hanno vissuto una vita ordinaria in una piccola cittadina di provincia; qualcuno ha avuto dei figli e qualcun altro è diventato un pilastro della piccola comunità. Non so a voi, ma a me qui qualcosa puzza come i pannolini usati del buon vecchio Baby Herman.

Courtney combatte contro alcuni membri della Injustice Society e ne esce salva per un soffio. Le servono alleati validi! I vecchi membri della Justice Society of America hanno lasciato a Pat la custodia del loro straordinario equipaggiamento. La nostra bionda eroina ne approfitterà per arruolare qualche giovane liceale pronto a sfidare i malvagi. Questo porterà ad un inevitabile scontro generazionale.

 

 

Luke Wilson, che interpreta Pat, è un viso conosciuto soprattutto nel cinema e nelle commedie comico romantiche. Si destreggia bene come spalla di un supereroe e ancora meglio come padre apprensivo ma ben conscio del pericolo che l’America corre. Purtroppo non ruba l’occhio dello spettatore se non quando attiva la sua arma segreta.

Anche Amy Smart, che interpreta Barbara, è un volto conosciuto che proviene principalmente dal grande schermo. La sua interpretazione di una madre in carriera è simpatica, ma finisce lì. Chi invece dovrebbe concentrare su di sé tutta l’attenzione del pubblico è Brec Bassinger, che interpreta Courtney. Ci sarà riuscita? Secondo me, in questa prima stagione, è stata sufficientemente credibile, ma può migliorare con il tempo.

Un cast composto da qualche attore navigato e giovani promesse sembra funzionare. La storia è semplice, lineare e godibile. Un progetto che non cerca di stupire a tutti i costi, ma che si fa conoscere ed apprezzare con il giusto ritmo. Alla fine dei conti posso dire che la serie è simpatica e permette di rilassarsi senza impegnare più di tanto il cervello. Non è sicuramente un capolavoro, ma è gradevole e porta un po’ di semplice e veritiero spirito dei fumetti sul piccolo schermo.

 

Stargirl – Stagione 1, 2020

Voto: 6.5

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