Strane Storie – Racconti di Fine Secolo

Un visionario, atipico ed interessante film molto critico della società italiana degli anni ’90. Strane Storie è un piccolo capolavoro.

 

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Strane Storie lo vidi al cinema. Mi ricordo di esserne rimasto colpito per il suo modo quasi unico di raccontare una visione grottesco e futuribile della nostra società. Pur concendendo molto alla fantasia ed a paradossi fantascientifici, Strane Storie riuscì ad anticipare tematiche che poi abbiamo effettivamente riscontrato negli anni successivi.

Il film è diviso in tre episodi, ma regista ed attori sono sempre gli stessi; e forse è il caso di partire da questo aspetto. Il comparto attoriale è interessantissimo, dove troviamo il bravissimo Ivano Marescotti (Il Muro Di Gomma, Cado Dalle Nubi), Silvia Cohen (Il Capitale Umano), Mariella Valentini (Palombella Rossa, Volere Volare) e Alfredo Pea destreggiarsi in ruoli diversissimi ed ottimamente recitati. Nessuno di loro occupa il palcoscenico in modo prioritario, ma Ivano Marescotti e Silvia Cohen sono oggettivamente una spanna sopra gli altri.

 

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Nel primo episodio vedremo un uomo tardare a pagare la bolletta dell’aria, e quando gliela vengono a staccare dovrà effettuare una folle corsa per andare allo sportello in tempo per non morire soffocato.
Nel secondo, una quarantenne single compra al supermercato un uomo da compagnia, sperando che il prodotto si avvicini a quel che desidera.
Nel terzo una famiglia di ricchi napoletani si trasferisce in un quartiere povero di Milano, dando inizio ad una escalation di ripicche condominiali che esploderanno in modo esilarante.
Gli episodi sono raccontati da una narrazione che terminerà in un luogo toccante ed inaspettato.

In tutto il film le storie filano benissimo, folli ma logiche e supportate dalla recitazione fra il molto buono e l’ottimo per l’intero cast. Si sghignazza, si ride, si pensa; Strane Storie non è un film qualsiasi, ti porta a pensare alla nostra società ed alle sue assurdità.

 

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L’intero film è permeato da una ironica, ma sagace critica dei nostri tempi; la prima parte è incentrato sulla mercificazione di ogni aspetto della vita, inclusi quelli più privati, naturali e personali. I primi due episodi sono in questo senso i punti più alti del film, davvero interessanti, terrorizzanti e divertenti. Il terzo episodio è meno graffiante, ma non per questo meno calzante e buffo.

Dietro la macchina da presa troviamo Sandro Baldoni, che ha all’attivo appena tre film dei quali oltre a questo Strane Storie ricordiamo Consigli Per Gli Acquisti (anch’esso un’analisi critica dei nostri tempi). La sua regia è pulita, semplice, e non fa uso di particolari effetti speciali. Le inquadrature sono ottime, sanno accrescere il pathos ed esaltare il momento. Tutti i passaggi del film, anche quelli più intensi, godono di una sobria pacatezza che ne eleva la qualità; solo nell’ultimo episodio ci sono un paio di momenti che spiazzano e lasciano interdetti – ma questo era l’obiettivo, centrato, del regista.

 

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Strane Storie è una pellicola che scorre via bene e che dura anche fin troppo poco. Ma è anche un film atipico, intelligente e purtroppo destinato ad una nicchia di spettatori; una piccola gemma che avrebbe meritato ben altra attenzione. Assolutamente da vedere.

 

Strane Storie – Racconti di Fine Secolo, 1994
Voto: 8