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	<title>Cecoslovacchia - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
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	<title>Cecoslovacchia - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
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		<title>Praga 1945: epilogo del grande conflitto europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fangorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 03:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[Cecoslovacchia]]></category>
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		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ultima grande azione militare della Seconda Guerra Mondiale su suolo europeo vede contrapposti sovietici e tedeschi nei territori dell’attuale Repubblica Ceca. &#160; &#160; La situazione della Germania nazista è critica: dalla metà del mese di Aprile i sovietici avanzano su&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultima grande azione militare della Seconda Guerra Mondiale su suolo europeo vede contrapposti sovietici e tedeschi nei territori dell’attuale Repubblica Ceca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19593" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_prague_1.jpg.jpg" alt="" width="1000" height="662" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_prague_1.jpg.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_prague_1.jpg-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-19591"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione della Germania nazista è critica: dalla metà del mese di Aprile i sovietici avanzano su Berlino, spazzando via le poche, ma ben motivate, unità tedesche che tentano di difendere la capitale del Reich. Hitler sceglie di morire nel suo bunker, ma la guerra continua.</p>
<p>Ad Ovest le forze Alleate incalzano e catturano sempre più tedeschi, felici di non essere caduti nelle grinfie di qualche Ivan dagli occhi ricolmi di vendetta. Si direbbe dunque che ormai l’apparato militare, così come tutta la struttura statale nazista, sia ormai allo sfascio e lo è nella gran parte dei territori occupati. Tuttavia, nell’area dell’attuale Repubblica Ceca, una parvenza di normalità – per i tedeschi – e di tetra ansia, pervade l’atmosfera di quel Aprile 1945: la liberazione sembra vicina, e i partigiani intensificano le azioni di guerriglia. La presenza di unità tedesche, ancora quasi del tutto intatte nella zona, non permette però azioni troppo ambiziose: vi sono infatti rimanenze del dissolto Gruppo Armate Centro, con divisioni quali la 6° SS Panzer, ma anche la 1° e 4° Panzer della Wehrmacht e altre divisioni di fanteria. La zona tra la Cecoslovacchia di allora, l’Austria e il Sud della Germania doveva rappresentare un bastione, una zona sicura in cui resistere ad oltranza e spostare tutti i ministeri del Reich per continuare la “sacra battaglia”.</p>
<p>Quando ormai appare chiaro che Berlino è caduta e i sovietici pianificano l’avanzata su Praga, le forze tedesche si schierano in modo da resistere all’urto sovietico e permettere ad altre unità di ripiegare verso Ovest, per poi arrendersi alla 1° e 3° Armata americana. Le forze americane scalpitano per entrare in territorio cecoslovacco, e pur raggiungendo la città di Plezn il 5 Maggio, vengono fermate da ordini sì militari, ma dal sapore molto politico: la pressione dei sovietici e gli accordi di spartizione sembrano far cadere Praga nella zona di influenza bolscevica e non occidentale. La presenza di forze statunitensi sul territorio fa comunque accendere una miccia impossibile da spegnere: le forze partigiane a Praga, insieme a migliaia di semplici cittadini, iniziano ad assaltare stazioni radio, caserme e magazzini tedeschi dando vita all’insurrezione di Praga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19594" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_praga_2.jpg" alt="" width="851" height="610" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_praga_2.jpg 851w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_praga_2-768x551.jpg 768w" sizes="(max-width: 851px) 100vw, 851px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un grande aiuto, quasi inaspettato per i partigiani, arriva dalla 1° Divisione del KONR – formazione composta da russi anticomunisti, alleati ufficialmente con i tedeschi ma con l’obiettivo ultimo, in questi giorni finali di guerra, di riuscire a sfuggire alla furia sovietica. Su richiesta di una delegazione ceca, e con la consapevolezza che per i tedeschi non c’è speranza, ai primi segnali di combattimenti dentro Praga intervengono in aiuto dei cittadini cechi e aprono il fuoco sugli ex alleati delle unità SS. L’intervento dei KONR si rivela decisivo e permette non solo la presa di Praga, ma garantisce una difesa efficiente contro i primi tentativi tedeschi di riprendere l’importante centro.</p>
<p>Quando il 6 Maggio 1945 anche i sovietici avviano la loro ultima grande offensiva e rapidamente puntano in direzione Praga, il KONR si vede costretto ad abbandonare la città: la speranza che l’insurrezione avrebbe forzato gli Alleati occidentali a prendersi la città è svanita e non rimane che arrendersi agli americani.</p>
<p>Le armate del Gen. Konev, concentrate nel 1° Fronte Ucraino, attaccano la 4° Armata Panzer e la spingono indietro di circa 20 chilometri; un ramo di queste forze sovietiche si incunea poi verso Dresda e le città tedesche vicine al confine ceco. Il giorno seguente, anche il 2° Fronte Ucraino inizia a colpire l’8° Armata tedesca che deve arretrare con molte perdite mentre i sovietici si apprestano a liberare Olomuc. Anche a Ovest, le forze statunitensi riprendono gli attacchi sulle unità tedesche, di fatto tenendole ferme e non permettendo il rinforzo del fronte sovietico.</p>
<p>Nonostante la crescente criticità in molti settori del fronte, la volontà delle gerarchie tedesche è chiara: Praga va ripresa a tutti i costi. Ed ecco che già nella giornata del 6 Maggio, con il KONR in ripiegata forzata, in direzione Praga iniziano ad affluire importanti forze che danno battaglia ai partigiani e riescono a rioccupare grandi parti della capitale. Le strade riconquistate dai tedeschi diventano luoghi di esecuzioni sommarie, mentre gli ultimi voli della Luftwaffe si impegnano a bombardare le aree in mano alla resistenza. Quest&#8217;ultima nei fatti ha quasi perso Praga quando finalmente un accordo viene raggiunto: i tedeschi vengono fatti ripiegare verso ovest senza alcuna offesa in cambio della resa delle armi. La paura dei comunisti prevale sugli ordini di resistere a oltranza. Entro la mattina del 9 Maggio, con la guerra ufficialmente finita quella mattina, le ultime forze tedesche lasciano la città; poche ore dopo fanno ingresso i sovietici sui loro carrarmati. Poco spazio ai festeggiamenti: le unità sovietiche si lanciano a ovest della città, in una disperata corsa a catturare quanto più territorio e nemici da usare come merce di scambio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19595" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_praga_3.jpg" alt="" width="800" height="581" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_praga_3.jpg 800w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2023/12/20231206_praga_3-768x558.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Migliaia di soldati russi del KONR, riusciti a fuggire e catturati dagli americani e britannici, vengono in seguito consegnati ai sovietici, in base a segreti accordi tra Stalin e i Capi delle Nazioni alleate.</p>
<p>I combattimenti vanno avanti fino all’11 Maggio inoltrato, più per paura dei tedeschi di finire prigionieri che per un vero e proprio obiettivo militare. I cittadini di Praga hanno scacciato il nemico tedesco mentre applaudono e lanciano fiori sui liberatori dell’est, chissà con quanta consapevolezza del grigio futuro. Con l’offensiva sulla Cecoslovacchia si chiude l’ultimo atto della guerra in Europa. Il mondo guarda ora verso Tokyo e il Pacifico.</p>
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		<title>L&#8217;Anabasi della Legione Cecoslovacca: la lunga marcia verso Vladivostok</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/lanabasi-della-legione-cecoslovacca-la-lunga-marcia-verso-vladivostok/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fangorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 00:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cecoslovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Legione Cecoslovacca deve attraversare una Russia in piena guerra civile prima di potersi imbarcare a Vladivostok e tornare a casa. &#160; &#160; Fin dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, appartenenti alle minoranze etniche dell’impero austro-ungarico si arruolano volontariamente tra le&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/lanabasi-della-legione-cecoslovacca-la-lunga-marcia-verso-vladivostok/">L&#8217;Anabasi della Legione Cecoslovacca: la lunga marcia verso Vladivostok</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Legione Cecoslovacca deve attraversare una Russia in piena guerra civile prima di potersi imbarcare a Vladivostok e tornare a casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8800" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_1.jpg" alt="" width="926" height="590" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_1.jpg 926w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_1-768x489.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_1-400x255.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 926px) 100vw, 926px" /></p>
<p><span id="more-8793"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, appartenenti alle minoranze etniche dell’impero austro-ungarico si arruolano volontariamente tra le fila degli eserciti dell’Intesa sperando che il contributo dato possa incidere e contribuire all’ottenimento dell’indipendenza delle nazioni sottomesse. Il caso più eclatante tra tutti è sicuramente quello dei cechi e degli slovacchi, che fin dal 1914 danno vita a un nucleo armato che combatte al fianco dei russi contro tedeschi e austroungarici. Con il proseguire del conflitto, i russi permettono a questo corpo armato di arruolare i prigionieri nemici di etnia cecoslovacca disposti a combattere per l’ideale indipendentista. Nel 1916 il gruppo è cresciuto a tal punto da poter costituire formalmente una brigata che si distingue per il valore nella battaglia di Zborov, all’interno dell’Offensiva Kerensky del luglio 1917. Entro la fine dell’anno nascerà la Legione Cecoslovacca composta da due divisioni armate che conta circa 40.000 effettivi.</p>
<p>L’instabilità politica e militare della Russia, causata dalla rivoluzione bolscevica e dalle trattative di pace con le Potenze Centrali, complica di non poco la situazione della Legione, desiderosa ancora di contribuire allo sforzo bellico sui fronti europei. Data l’impossibilità di raggiungere la Francia o l’Italia via terra e con i principali porti russi tenuti in scacco dalla marina nemica, l’unica via da percorrere rimane quella di raggiungere Vladivostok, nell’estremo oriente, e da lì raggiungere le coste francesi. Un viaggio lungo migliaia di chilometri ma almeno all’apparenza più sicuro. Vengono presi accordi con le autorità bolsceviche dell’Ucraina che garantiscono un passaggio sicuro ai convogli cecoslovacchi, ma la fulminea offensiva tedesca lanciata per spingere i bolscevichi ad accettare le pesanti condizioni di pace rallenta e coinvolge direttamente la Legione che deve dar loro battaglia a Bakhmach, riuscendo a tener testa a due divisioni nemiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8801" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_2.jpg" alt="" width="310" height="163" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la minaccia tedesca neutralizzata, e il passaggio attraverso l’Ucraina garantito, la Legione inizia la lenta traversata inoltrandosi nella Russia sovietica. La continua necessità di richiedere il permesso di passaggio alle autorità bolsceviche locali esaspera i cecoslovacchi al punto tale da trattare un passaggio sicuro fino al porto di Vladivostok in cambio della maggior parte delle armi in loro possesso. Il trattato si formalizza a Penza il 25 Marzo 1918, ma la tensione e la diffidenza cresce da una parte e dall’altra. I bolscevichi infatti temono che la Legione possa unirsi alle forze russe bianche della guerra civile, mentre gli ufficiali della Legione temono che il virus comunista penetri tra i ranghi della truppa. La traversata continua ma la disastrosa condizione della rete ferroviaria russa significano lunghi momenti di soste e un’esasperazione sempre più crescente.</p>
<p>La scintilla definitiva scoppia a metà Maggio, nella stazione ferroviaria di Chelyabinsk dove, per l’uccisione di un prigioniero di guerra ungherese da parte dei legionari, le autorità bolsceviche richiedono l’arresto di diversi cecoslovacchi. Di tutta risposta le truppe occupano la città. Le massime autorità bolsceviche da Mosca diramano l’ordine di disarmare e catturare i legionari sul territorio russo e così sul finire della primavera si accende un vero e proprio conflitto tra la nascente Armata Rossa e i legionari cecoslovacchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8802" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_3.jpg" alt="" width="738" height="455" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_3.jpg 738w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/11/20211124_legionececa_3-400x247.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In collaborazione con i russi bianchi, che riescono a prendere il possesso dell’importante città di Omsk e del controllo della Transiberiana dagli Urali fino a Irkutsk, i legionari occupano le più importanti città di allora lungo la fondamentale rete ferroviaria. Essendo sparsi lungo centinaia se non migliaia di chilometri, i legionari diedero battaglia alle poco efficaci (almeno in questa fase) truppe comuniste in diverse zone della Siberia, aprendosi finalmente la strada e occupando Vladivostok e il suo porto, dichiarando la zona protettorato Alleato. La presenza dei cecoslovacchi in Siberia fomenta la nascita di formazioni anti-bolsceviche nelle zone amministrate direttamente dai legionari, minando gravemente la posizione dei comunisti nell’area. Inoltre, le potenze dell’Intesa, approfittando della scusa di dar man forte all’evacuazione delle truppe cecoslovacche intrappolate in Russia, riescono a far sbarcare a Vladivostok un imponente numero di soldati di diverse nazionalità, con l’intenzione reale però di aiutare la lotta contro le formazioni comuniste.</p>
<p>Nei successivi mesi, l’Armata Rossa, arrivata a contare più di tre milioni di soldati, inizia una generale offensiva contro le città liberate lungo la Transiberiana. I cecoslovacchi, trovandosi sempre più in difficoltà iniziano ad evacuare le restanti truppe verso l’estremo oriente, riconoscendo di fatto l’impossibilità di resistere all’urto rosso. Sempre più desiderosi di cessare questo conflitto al quale di fatto molti cecoslovacchi non sono interessati, e la contestuale nascita della Cecoslovacchia come Stato indipendente, spinge la legione a cercare un armistizio con i bolscevichi. La terribile avventura della Legione nelle terre russe si conclude ufficialmente nel Settembre 1920 quando l’ultima nave carica di truppe abbandona il porto di Vladivostok, ancora occupato dall’Intesa. Quasi 60.000 soldati evacuati intraprendono un nuovo viaggio per mare attraversando mezzo mondo prima di raggiungere casa. In patria, formeranno il nucleo delle forze armate cecoslovacche, rispettati e onorati fino ai giorni nostri.</p>
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