The Climber è un manga che esplora la passione per l’arrampicata, raccontando la vita di un giovane scalatore alla ricerca di se stesso.

Nel panorama manga, non sono molte le storie che si concentrano su sport meno mediaticamente celebrati, ma altrettanto affascinanti, come il climbing e le scalate. Mentre sport più popolari tendono ad avere una maggiore visibilità, le opere che esplorano l’arrampicata restano, purtroppo, relativamente rare; eppure, quando una di queste “mosche bianche” emerge, riesce a catturare l’attenzione tanto degli appassionati quanto di chi non ha mai avuto contatti con questa disciplina. Il fascino della montagna, del superamento dei propri limiti fisici e mentali, del contatto intimo con la natura, è qualcosa che rapisce e coinvolge chiunque si avventuri in una lettura capace di raccontare non solo lo sport, ma anche l’animo umano. The Climber è proprio uno di questi rari esempi che trasuda passione per la montagna e per lo sport.
The Climber è un manga scritto e disegnato da Shinichi Sakamoto, ispirato al romanzo di Jirō Nitta, che racconta la storia di Mori Buntarō, un giovane ragazzo introverso e segnato da un passato traumatico, che trova nel climbing una via di riscatto. Con il tempo, l’arrampicata diventa la sua ossessione, l’unico modo per affrontare i fantasmi del passato e fare i conti con la propria solitudine. La sua passione per le montagne lo porta a misurarsi non solo con le vette più alte, ma anche con le difficoltà maggiori. Il manga si concentra molto sul racconto dell’ascesa fisica delle pareti rocciose, ma non dimentica di esplorare anche le altre sfaccettature della vita del protagonista, l’intensità dei sacrifici e le emozioni legate a questa passione pericolosa e straordinaria.

Nel manga, Shinichi Sakamoto riesce a trasmettere una passione per il climbing che è pura e contagiosa. La sua maestria nel disegno è tale che le tavole sembrano quasi fotografie o cartoline delle vette più alte; i panorami sono incredibilmente dettagliati, con un realismo che cattura non solo l’occhio, ma anche l’anima.
L’autore è consapevole di quanto la montagna possa evocare emozioni forti e profonde, e per raccontarle al meglio sceglie come protagonista Mori Buntarō, un ragazzo taciturno e introverso. La caratterizzazione di Mori non è convenzionale: non è il classico eroe carismatico, ma un giovane tormentato che si rifugia nella solitudine delle montagne, lontano dalla società. Tuttavia, è proprio questa solitudine che lo porta a scoprire una dimensione che sembra finalmente a lui congeniale: la passione che prova per l’arrampicata è tanto potente da essere in grado di colmare il vuoto lasciato dai suoi traumi passati, facendolo sentire finalmente vivo.
Attorno a Mori si muovono una serie di personaggi che offrono diverse sfumature al racconto, sia positive che ambigue o negative. Sono proprio questi personaggi che, seguendo le gesta del protagonista, forniscono una serie di informazioni tecniche e pratiche che aiutano il lettore a conoscere meglio la montagna e lo sport del climbing. La montagna, infatti, è anche un terreno di competizione e sacrificio, come ci racconta The Climber, che non si limita a mostrarci solo l’aspetto affascinante e poetico dell’arrampicata, ma ne esplora anche i lati oscuri, come l’opportunismo di chi cerca di trarre vantaggio dalla passione altrui.

La storia però non è solo e soltanto montagna; è anche un fedele racconto della vita del protagonista, che ha momenti in cui la felicità arriva sotto altre forme, come una compagna, una figlia e una vita oltre i traumi del passato. Il richiamo della montagna, anche se sopito da una vita “normale”, è sempre in agguato. Quando quindi arriva la proposta della vita, il K2, il ricordo di tutte le cime conquistate in passato sbiadisce ed in Mori si riaccende inevitabilmente la fiamma della passione.
C’è magia in questa storia, c’è bellezza in queste tavole, c’è passione in questi disegni e c’è probabilmente anche poesia nelle frasi non dette e non scritte, ammirando il mondo dalla cima di una vetta conquistata. I disegni di Sakamoto sono una testimonianza del suo amore per la montagna, ma la sua opera non è solo un tributo alla bellezza naturale. È anche un invito a riflettere sulle proprie ambizioni, sui sacrifici che esse richiedono e sulle sfide interiori che devono essere affrontate. The Climber è indubbiamente una storia completa e appassionante di un mondo poco conosciuto.









