The Cloverfield Paradox: la recensione

Dispiace sempre quando buone idee vengono gettate via, come nel caso di The Cloverfield Paradox: non ci siamo proprio.

 

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Abbiamo conosciuto Cloverfield nel 2008, una pellicola sorprendente nel suo modo nuovo di fare horror e che abbiamo piacevolmente recensito qualche tempo fa. Anche il seguito spirituale, 10 Cloverfield Lane ci era piaciuta; e quindi avevamo parecchie aspettative per The Cloverfield Paradox, forte di un maggiore budget e di notorieta’. Aspettative tutte disattese.

Ci troviamo qualche anno nel futuro, in cui una Terra depredata di ogni risorsa energetica e’ sull’orlo del collasso e delle guerre derivate da questa crisi; un astronave viene mandata in orbita per sperimentare un acceleratore di particelle che potrebbe fornire all’umanita’ necessaria; ma dopo numerosi test falliti, qualcosa va veramente storto e l’equipaggio si trova da solo a dover risolvere un problema epocale.

 

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The Cloverfield Paradox aveva tutti gli strumenti per essere un grande film: il mistero, i dilemmi umani, la scorta delle esperienze maturate nei due film precedenti. E invece risulta una noiosa pellicola priva di emozioni e di spunti per lo spettatore; ci sono una marea di stereotipi, una sequenza di eventi poco credibili, e un ricorso alla regola del “vale tutto” davvero esagerata e che travalica ogni buon senso. Ci sono scene che dovrebbero essere drammatiche ma che non suscitano alcun interesse nello spettatore perche’ prive di ogni senso logico, pur volendo buttarci dentro la fisica quantistica, i giochi di prestigio e le televendite di Giorgio Mastrota. No, davvero, il bersaglio viene mancato di chilometri, e non c’e’ molto da salvare.

 

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La regia di Julius Onah e’ neutra; non e’ carente ma non aggiunge nulla ad una sceneggiatura evidentemente poco ispirata. E pensare che ancora una volta dietro il progetto c’e’ quel J.J. Abrams che a dirla tutta sono 10 anni che non ne imbrocca una. La fotografia e’ buona ma nulla di eccezionale, visto che siamo nello spazio e potevamo aspettarci molto di meglio.
Il cast e’ mediocre nella recitazione; tolta la protagonista interpretata dalla poco nota Gugu Mbatha-Raw, comunque non da Oscar, il resto cade presto nel dimenticatoio o peggio irrita per la pochezza di quanto trasmesso.

 

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The Cloverfield Paradox e’ tutt’altro che un paradosso ma la conferma che i seguiti sono spesso delle ciofeche; non che la serie abbia mai toccato chissa’ quali vette della cinematografia, ma qui siamo proprio nella zona d’ombra del settore.

 

The Cloverfield Paradox, 2018
Voto: 4.5
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