The Rising Of The Shield Hero – Stagione 3: la recensione

Tra antiche leggende e nuovi legami, la terza stagione di The Rising Of The Shield Hero riparte con il viaggio di Naofumi verso terre sconosciute.

 

 

La terza stagione di The Rising Of The Shield Hero riparte esattamente dal punto in cui la seconda aveva chiuso i battenti, nell’autunno del 2022. Una continuità narrativa che, se da un lato offre coerenza, dall’altro rimette subito in primo piano alcuni nodi irrisolti. La stagione precedente ha infatti lasciato diverse perplessità nella gestione del protagonista principale: Naofumi, pur costruito sin dall’inizio come eroe diffidente e costretto a misurarsi con un mondo ostile, accoglie inspiegabilmente tra i propri compagni persino un ex nemico dichiarato, senza esitazioni né resistenze; un’incongruenza che stride con l’essenza stessa del personaggio. Questa nuova stagione sembra voler correggere almeno in parte quello scivolone, restituendo a Naofumi una coerenza più aderente alla sua natura originaria.

La storia riparte da Melromarc, dove, dopo la sconfitta del gigantesco Spirito Tartaruga, l’eroe dello scudo e il suo gruppo tornano a occuparsi del villaggio dei semi-umani e delle conseguenze lasciate dal conflitto. È qui che Naofumi deve farsi carico di nuove responsabilità mentre nuove minacce si profilano all’orizzonte, a partire dalla profezia del risveglio della Fenice. Tuttavia, a differenza delle prime due stagioni, questa volta non c’è una vera minaccia da affrontare entro la fine della stagione; piuttosto, la narrazione si concentra su un arco di transizione, un momento di pausa che consente di respirare, riorganizzare le fila e approfondire i rapporti tra personaggi principali e secondari.

 

 

È proprio questa caratteristica a definire la terza stagione di The Rising Of The Shield Hero come una sorta di interludio. L’ingresso di nuovi alleati, questa volta inseriti in modo più naturale e coerente rispetto alla personalità di Naofumi, rappresenta il cuore della storia; ma allo stesso tempo si intravede un timido tentativo di ricostruire i legami con gli altri eroi sacri, mai davvero sviluppati nelle precedenti stagioni. La narrazione introduce e approfondisce numerosi personaggi, forse troppi per soli dodici episodi: un’abbondanza che rende difficile dare a ciascuno lo spazio necessario. In definitiva, soltanto pochi volti riescono a consolidarsi accanto al protagonista, mentre molti altri rimangono confinati in apparizioni episodiche o sprazzi narrativi che non bastano a lasciare un segno duraturo.

Tra le nuove presenze spiccano i due fratelli semiumani, Atla e Fohl, che accompagnano frequentemente Naofumi in questa fase del viaggio. La loro esposizione è ampia, talvolta persino eccessiva, ma questa voglia di sfoggiare i due nuovi acquisti non sempre arricchisce la trama con elementi realmente incisivi. Se da un lato i due fratelli si ritagliano un ruolo più centrale, dall’altro la costante attenzione loro riservata finisce col comprimere lo spazio a disposizione per il resto del gruppo. Questo squilibrio si riflette nel ritmo narrativo, che risulta altalenante: alcuni episodi scorrono rapidi e vivaci, in particolare quelli legati all’arena dei combattimenti, mentre altri si arenano in sequenze più statiche, con il rischio di appesantire la progressione generale.

 

 

Sul fronte tecnico, la musica mantiene il livello delle precedenti stagioni. Le composizioni accompagnano le scene con coerenza, garantendo continuità emotiva e stilistica rispetto al passato. Diverso il discorso per l’animazione: se fino alla seconda stagione di The Rising Of The Shield Hero la qualità non è mai stata particolarmente elevata, qui si intravedono miglioramenti. Alcuni episodi, soprattutto nelle sequenze ambientate nell’arena dei combattimenti, mostrano una cura maggiore, con coreografie più dinamiche e una regia più incisiva. Lo studio Kinema Citrus (Made In Abyss, Il Mio Matrimonio Felice) sembra aver intrapreso un percorso di crescita, puntando a un’evoluzione visiva più appagante e in grado di esaltare le parti d’azione.

Il viaggio di Naofumi e dei suoi compagni, iniziato in questa stagione, conduce il gruppo verso terre lontane, collegate in modo speciale al passato di Raphtalia. In questo processo di espansione dell’universo narrativo, figure che un tempo dominavano la scena, come Filo, scivolano sorprendentemente in secondo piano, lasciando spazio a nuovi personaggi che, tuttavia, non sempre possiedono lo stesso carisma o la stessa energia. La storia legata a questo viaggio non si è però conclusa: alcune trame avviate in questa terza stagione restano volutamente aperte. Non resta che attendere la quarta stagione di The Rising Of The Shield Hero per comprendere quale direzione prenderanno gli sviluppi messi in moto.

 

The Rising Of The Shield Hero – Stagione 3, 2023
Voto: 6,5
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