Menzogne, ricatti e misteri sono l’ossatura portante di questa serie. Tanta carne al fuoco, forse troppa, per nascondere una trama fin troppo banale.

Cosa vediamo stasera cara? Questa è una domanda che ultimamente faccio spesso, soprattutto quando non ci sono nuovi episodi di serie che sto seguendo con mia moglie. Quindi lei prende il controllo delle varie piattaforme streaming e propone cose fuori dal mio raggio d’azione. Sarà per la differenza totale di gusti, ma le cose che mi propone o le amo alla follia, o mi scivolano addosso come acqua.
Tra queste ho avuto il piacere, o il dispiacere, di vedere questo The Stranger, una produzione britannica che prova a tingersi di thriller. Le serie inglesi non sono affatto male, ho adorato Broadchurch, un poliziesco davvero interessante anche grazie alla presenza di due attori del calibro di David Tennant (il demone Crowley nella serie TV Good Omens e Kilgrave nella serie TV Jessica Jones) e Olivia Colman (Doris Thatcher in Hot Fuzz). Questa volta il mio istinto ha provato ad avvertirmi del pericolo ed io, purtroppo, l’ho ignorato.
Si parte bene. Un padre di famiglia, felicemente sposato e con due figli, viene avvicinato da una bella ragazza. Lui rimane sulle sue, ma lei lo avvisa di controllare la moglie perché in passato ha finto una gravidanza. Lui non le crede, ma lei lo incalza suggerendogli di controllare gli acquisti della moglie su un certo sito. Questo è solo il primo di una serie di sassolini che cominciano a rotolare giù per una ripida scogliera e che genereranno una valanga di trame incrociate.

Il nostro protagonista Adam Price, interpretato da un abbastanza anonimo Richard Armitage, svela i misteri ed i ricatti a lui collegati come fossero una cipolla, strato per strato. Non solo lui è coinvolto in questa rete di menzogne, ma tutto intorno a lui sembra essere marcio e corrotto. Le singole trame si dipanano parallelamente, innescate sempre dall’arrivo di Adam o della ragazza sconosciuta. Tutto questo serve solo a nascondere la trama principale che è ben celata quasi fino alla fine.
Purtroppo, come sempre più spesso capita in queste serie, coprire con tantissima carne al fuoco la trama principale spesso serve solo a far perdere concentrazione allo spettatore. Questo polpettone, che non è altro che fumo negli occhi, si svela improvvisamente e fa esclamare allo spettatore: “Ah! Tutto ‘sto casino per questo motivo?”. Sinceramente ci sono rimasto male quando ho scoperto il perché di tutto ‘sto bordello!

L’asse portante della serie, che dovrebbe essere la storia più sfiziosa, risulta essere invece la più semplice e banale. Molto più interessante sono le altre proposte che coprono la trama principale. Questo però fa perdere tantissimo al finale che quindi non soddisferà a pieno lo spettatore. La storia è comunque credibile e ben mascherata. Si può quasi dire che questa serie si condensi nella frase “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.
È giusto evidenziare l’unico personaggio interessante, anche se non così presente nella serie come merita, che è la “Sconosciuta”, colei che mette in moto tutti gli ingranaggi, la ragazza che avvicina Adam Price e lo mette sulla strada per dipanare la matassa. Hannah John-Kamen riesce a dare quella sensazione di piacevole mistero e di sana agitazione alle rivelazioni che dice e alle azioni che compie. Appare poco, ma così riesce a dare un buon ricordo della sua interpretazione.
Troppe trame servono solo a distrarre l’attenzione dello spettatore da una storia principale piuttosto semplice, se non banale. Le trame secondarie sono decisamente più particolari e questo potrebbe essere visto sia come un difetto che come un pregio. Il finale mi sembra poca cosa rispetto ai misteri che sono stati presentati. In conclusione, The Stranger è una serie onesta che può essere vista senza però aspettarsi grandi rivelazioni.









