Ultima vittoria ad est: la terza battaglia di Charkiv

La terza battaglia di Charkiv, combattuta nei primi mesi del 1943 segna una delle ultime importanti vittorie dei tedeschi sul fronte orientale. 

 

 

Inverno 1943. Da est fischia un gelido vento di morte. Le armate sovietiche hanno ripreso l’iniziativa e sono state in grado di intrappolare la Sesta Armata di Paulus nell’enorme sacca di Stalingrado. Come diretta conseguenza, le divisioni tedesche e rumene presenti nel Caucaso iniziano una ritirata a marce forzate, visto il pericolo mortale di rimanere intrappolate nella regione. Tra il Gruppo Armate A, che risale dal Caucaso in direzione Rostov sul Don, e le forze di Paulus, c’è poco e nulla a tenere il fronte. I sovietici sfondano rapidamente le posizioni di italiani, ungheresi e rumeni sul Don e lanciano in avanti i corpi corazzati, i quali hanno a disposizione centinaia di chilometri di territorio poco o per nulla difeso. A risolvere questa situazione che si sta rivelando sempre più critica per i comandi tedeschi, viene chiamato uno dei più brillanti uomini di cui la Germania disponga: Erich von Manstein. Presente nella zona, a capo di quella che doveva essere l’armata salvatrice di Paulus, deve velocemente ripiegare e creare una linea difensiva per arginare il dilagare dei sovietici. 

Il 2 febbraio 1943 ha inizio l’Operazione Stella, e quattro corpi corazzati sovietici, al comando di Markian Popov si lanciano in avanti, alla volta di importanti città quali Kursk, Belgorod e infine Charkiv. Più a sud, e in concomitanza con l’attacco di Popov, si sviluppa l’Operazione Galoppo, che prende di mira la zona del Donbass fino alle città costiere del Mar di Azov, Mariupol tra le tante, e vuole tagliare la ritirata ai tedeschi per intrappolarli ad ovest di Rostov. I sovietici, inizialmente, avanzano molto rapidamente, sfruttando la discontinuità delle difese nemiche. A loro, nei fatti, vi si oppongono solo pochi reparti di combattenti, che Manstein cerca di riorganizzare e riequipaggiare il più velocemente possibile. I carri armati avanzano molto rapidamente ed il 15 febbraio riescono ad entrare in una Charkiv già evacuata dai tedeschi, ancora incapaci di opporre una valida resistenza.

 

 

Più i sovietici avanzano con le loro velocissime punte corazzate, più la logistica e i rifornimenti si fanno difficili. Inoltre, questa corsa verso ovest, che va avanti per centinaia di chilometri, espone pericolosamente i fianchi a possibili contrattacchi. Dunque, più i sovietici avanzano in profondità, più la loro forza si disperde. Manstein, riconoscendo la forza d’urto sovietica, ma allo stesso tempo individuandone presto la debolezza, organizza le proprie strategie e truppe al meglio. Cede terreno per guadagnare il tempo di raccogliere più forze disponibili per un contrattacco. Quando il 19 febbraio forze sovietiche si avvicinano ai sobborghi di Zaporizhia, il Feldmaresciallo decide di passare all’azione. Forte della Prima e Quarta Armata Panzer, e rinforzato dal Corpo SS Panzer, riesce a mettere in campo circa 150.000 uomini contro poco meno del doppio di quelli sovietici. 

La prima fase del contrattacco vede le divisioni tedesche impegnate a fermare le avanguardie sovietiche ed a tenerle impegnate mentre altre forze cercano di intrappolarle. Si registrano a questo proposito violenti attacchi della Prima e Quarta Armata Panzer contro elementi della Sesta e Prima Armata Guardie sovietiche. Il gruppo corazzato di Popov, già molto indebolito in termini di mezzi, viene anch’esso tagliato fuori e piano piano distrutto, aprendo grandi varchi nella linea sovietica, facilmente sfruttabili dai tedeschi. 

Nei primi quattro giorni di marzo, la Quarta Armata Panzer riesce ad avanzare di circa 70 chilometri in direzione Charkiv, indicata come uno dei principali obiettivi militari da Manstein. Entro il 10 marzo, la città viene circondata da diverse divisioni SS e, il giorno seguente, la divisione SS Leibstandarte Adolf Hitler inizia la propria avanzata per le strade della città. Iniziano tre giorni di scontri ferocissimi, casa per casa. I difensori vengono spinti sempre più verso est, e alla fine cedono. La maggior parte di essi vengono fatti prigionieri e solamente piccoli gruppi riescono a fuggire ad est ed a riunirsi al grosso delle forze. 

 

 

Charkiv viene dunque riconquistata dalle truppe tedesche e la propaganda nazista esalta questa vittoria. Sarà l’ultima vera offensiva vinta dai tedeschi sul fronte orientale.

Pochi mesi dopo, con la famosa battaglia di Kursk, i tedeschi esauriscono importanti riserve e perdono definitivamente l’iniziativa su questo fronte. 

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