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	<title>Russia - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
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	<title>Russia - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
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		<title>Venezuela: solo un altro passo verso nuovi assetti internazionali</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/venezuela-solo-un-altro-passo-verso-nuovi-assetti-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 03:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Energie fossili, controllo del territorio e cambio di tavolo negoziale: il Venezuela segue l'invasione in Ucraina e anticipa quella di Taiwan?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/venezuela-solo-un-altro-passo-verso-nuovi-assetti-internazionali/">Venezuela: solo un altro passo verso nuovi assetti internazionali</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Energie fossili, controllo del territorio e cambio di tavolo negoziale: il Venezuela segue l&#8217;invasione in Ucraina e anticipa quella di Taiwan?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32280" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_1.jpg" alt="" width="1000" height="676" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_1-768x519.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-32279"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che l&#8217;interesse statunitense sul Venezuela non fosse solo legato al traffico di droga diretta negli USA era evidente (e proprio su questo stavamo preparando un articolo che riportiamo qui in parte): se stroncare il narcotraffico è importante per bloccare la decadenza della gioventù a stelle e strisce, ancora di più è ristabilire i rapporti di forza in un ambito geopolitico mondiale in rapido mutamento.</p>
<p>Come ci sono ragioni valide e sensate da parte della Russia nel voler <a href="https://www.tanadelcobra.com/le-motivazioni-storiche-della-crisi-in-ucraina/">riespandere la propria area di influenza</a> attorno ai propri confini (è sul come farlo che condividiamo critiche e condanne), lo stesso vale per gli USA, che dopo l&#8217;amministrazione Bush Jr. ha perso progressivamente peso politico internazionale fino allo smacco subito nell&#8217;<a href="https://www.tanadelcobra.com/afghanistan-il-vietnam-dei-nostri-tempi/">abbandono dell&#8217;Afghanistan</a> durante la presidenza Biden. L&#8217;immobilismo politico dei democratici ha permesso a Russia ma soprattutto Cina di ampliare le loro mire su territori ricchi di materie prime, strategici per posizione o che dispongono di popolazioni numerose; oggi Trump tenta di rimettere gli USA al centro di un dialogo politico tra superpotenze che da qualche anno hanno abbandonato i tavoli negoziali per trasfersi sul campo di battaglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32281" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_2.jpg" alt="" width="1000" height="591" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_2-768x454.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La rimozione coatta di Maduro ha molteplici conseguenze locali.<br />
Intanto, aver decapitato il governo venezuelano non significa che la partita sia chiusa: bisogna capire se, oltre alle intransigenti dichiarazioni di facciata, l&#8217;establishment venezuelano, neo-comunista e vicino a Cina e Russia, abbia intenzione di fare diversi passi indietro e accettare di collaborare con gli USA. Per gli Stati Uniti non è più accettabile un Venezuela fuori dalla sua area di influenza; troppo importanti sono i suoi enormi giacimenti di petrolio, 303 miliardi di barili di scarsa qualità che saranno vitali nel momento in cui il petrolio più raffinato inizierà a scarseggiare. Ma il Venezuela è anche ricco di coltan e di altri minerali rari per i quali le tre superpotenze sono in lotta da tempo in Africa, dove gli USA sono stati già estromessi, e in Ucraina, dove la Russia abbina un discorso di allargamento della zona cuscinetto intorno ai propri confini all&#8217;assicurarsi materiali strategici di cui non dispone direttamente. Ovvio quindi che gli Stati Uniti vogliano assicurarsi il controllo del Venezuela, ma il rischio è che se non dovesse riuscire a controllare il nuovo governo, un coinvolgimento diretto per via militare si renderà necessario, andando potenzialmente a ricreare una situazione simile a quanto visto in Afghanistan e legittimando le invasioni armate verso nazioni sovrane. E proprio quest&#8217;ultimo punto allarga la visione su di un sistema di equilibri mondiali in rapida evoluzione dal 2022.</p>
<p>L&#8217;esplicito intervento statunitense in Venezuela sembra essere figlia di un accordo sottobanco con la Russia, che guarda caso è in questi giorni silente in merito alla fulminea azione atta a decapitare il governo venezuelano. È assai probabile che, all&#8217;interno dei dialoghi di pace sull&#8217;Ucraina, USA e Russia si siano spartite nuovamente i territori del globo seguendo le stesse logiche che hanno governato la guerra fredda: via libera americana alla Russia per l&#8217;Ucraina, nessun ostacolo russo al controllo USA su Venezuela e sul sud America in generale. E la variabile cinese?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32282" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_3.jpg" alt="" width="1000" height="539" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260106_madurovenezuela_3-768x414.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Cina, alleata-rivale della Russia che ha scalzato Mosca dal controllo della maggior parte delle Nazioni africane con disponiblilità di materiali rari, sta andando incontro a difficoltà socio-economiche non indifferenti. Il Paese del dragone è affamato di energie fossili, avendo puntato a rifornire l&#8217;occidente di prodotti legati ad energie rinnovabili ma tralasciando il mercato interno per via dei costi di produzione, sicuramente non competitivi per la popolazione locale. Col migliorato tenore di vita in Cina e la diffusione di elettrodomestici su ampia scala, nel 2025 la Cina ha consumato circa il 35% dell&#8217;elettricità prodotta al mondo basandosi al 70% su centrali a carbone, appoggiandosi per la rimanente produzione principalmente sul petrolio (di importazione venezuelana) e solo in piccola parte su centrali nucleari ed energie fossili. Come il Venezuela fosse critico per la sua ottica di sussistenza è immediatamente evidente, e come Trump voglia tagliare le gambe al dragone, vero nemico di questo inizio di secolo, è altrettanto palese.</p>
<p>Pur ipotizzando che la Cina rimanga alla finestra in sud America per non rischiare un&#8217;escalation militare in uno scacchiere per lei di difficile gestione, l&#8217;intromissione statunitense in Venezuela rischia però di innescare la tanto paventata invasione cinese a Taiwan. L&#8217;isola dei nazionalisti cinesi, rifugiatisi sull&#8217;isola resa una fortezza dopo la presa di potere dei comunisti in Cina, non potrà resistere ad uno sbarco in forze da parte delle armate di Xi Jinping; non è quindi un caso la strategia Trumpiana di <a href="https://www.tanadelcobra.com/dazi-doganali-qual-e-il-vero-obiettivo-di-donald-trump/">riportare in patria la produzione di componentistica ad alto valore digitale</a> (RAM, CPU e schede elettroniche), affrancandosi dalla dipendenza di un isola che alla lunga può risultare più un problema che un valore aggiunto.</p>
<p>Le richieste di annessione, controllo diretto o indiretto su <a href="https://www.tanadelcobra.com/donald-trump-mire-espansionistiche-o-messaggio-politico/">Groenlandia, Panama, Canada e Messico</a> formulate da Trump da ormai un anno sono il chiaro indice di come il mondo si stia trasformando molto velocemente in un campo di battaglia con tre soli giocatori: USA, Russia e Cina, che hanno improvvisamente accantonato le fragili regole del diritto internazionale utilizzando quelle del braccio di ferro. Ed in questo scenario, l&#8217;Europa ed ancor di più l&#8217;Unione Europea sono destinate ad un ruolo di spettatore passivo, spaccate all&#8217;interno da ideologie suicide e meccanismi politici farraginosi che rendono impossibile il dinamismo e la risolutezza necessaria in questi tempi odierni.</p>
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		<item>
		<title>Polonia: una nuova potenza geopolitica</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/polonia-una-nuova-potenza-geopolitica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 02:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Varsavia ha messo da parte le proprie istanze nazionalistiche per abbracciare un approccio di crescita legato alla propria potenza militare e al suo ruolo nell&#8217;UE. &#160; &#160; La Polonia ha intrapreso negli ultimi anni un processo di trasformazione strategica che&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Varsavia ha messo da parte le proprie istanze nazionalistiche per abbracciare un approccio di crescita legato alla propria potenza militare e al suo ruolo nell&#8217;UE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28260" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_1.jpg" alt="" width="1536" height="1024" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_1.jpg 1536w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><span id="more-28259"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Polonia ha intrapreso negli ultimi anni un processo di trasformazione strategica che sta portando il Paese ad emergere come una delle principali potenze militari e tecnologiche d’Europa. Questo sviluppo è guidato da una combinazione di fattori economici, politici e di sicurezza, che stanno spingendo Varsavia a rafforzare le proprie capacità difensive e a cercare un ruolo più prominente all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea e della NATO.</p>
<p>La modernizzazione delle forze armate polacche ha l’obiettivo di creare il più grande esercito terrestre d’Europa; Varsavia punta ad annoverare nelle proprie forze oltre trecentomila soldati equipaggiati con moderne dotazioni militari. Nel solo 2024 la Polonia ha speso più del 4% del PIL in budget per la difesa, ben oltre la soglia del 2% raccomandata dalla NATO, questo si è tradotto nell’acquisto di carri armati Abrams americani e K2 <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-corea-del-sud-sta-armando-leuropa/">coreani</a> oltre che di centinaia di velivoli da combattimento.</p>
<p>Anche l’industria locale ha giovato di questa nuova strategia, Varsavia ha infatti rafforzato la propria industria della difesa, promuovendo la produzione nazionale di armamenti e tecnologie militari; aziende polacche come PGZ hanno visto una crescita significativa, contribuendo alla creazione di un settore difensivo più autonomo e competitivo. Ulteriori investimenti sono stati fatti in campo cibernetico e spaziale, con la creazione delle Forze di Difesa Cibernetica e la partecipazione a programmi satellitari.</p>
<p>Il PIL della Polonia ha giovato di questa strategia raggiungendo i 980 miliardi di dollari nel 2025 e un tasso di disoccupazione tra i più bassi dell&#8217;UE; l&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea ha facilitato l&#8217;accesso ai fondi strutturali e agli investimenti esteri, contribuendo allo sviluppo di infrastrutture moderne e a un ambiente favorevole agli affari.</p>
<p>A livello politico Varsavia ha assunto un ruolo più assertivo all&#8217;interno dell&#8217;UE, culminato con la presidenza del Consiglio dell&#8217;Unione Europea nel 2025. Il Governo polacco ha promosso iniziative per rafforzare la sicurezza e la difesa europea, come il progetto &#8220;East Shield&#8221;, volto a creare una linea di difesa lungo il confine orientale dell&#8217;UE. Queste decisioni sembrano indicare la volontà polacca di influenzare la direzione strategica dell&#8217;Europa, in particolare in risposta alle minacce percepite provenienti dalla Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28261" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_2.jpg" alt="" width="1536" height="1024" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_2.jpg 1536w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è un caso che nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio polacco Donald Tusk fosse presente a Kiev con i leader UE Macron, Starmer e Merz per discutere il piano d’azione sulla guerra in Ucraina insieme al Presidente Zelensky. Mentre Meloni e Von der Leyen erano connesse da remoto, la presenza fisica di Tusk simboleggia l&#8217;instaurazione di un nuovo asse europeo, almeno in termini di difesa, verso una triade franco-tedesca-polacca, affiancata dall’alleato Regno Unito.</p>
<p>La Polonia ha iniziato un periodo di ascesa sulla scena internazionale e sta emergendo come una potenza militare e tecnologica in Europa, e questo grazie a una combinazione di investimenti nella difesa, crescita economica e iniziative politiche strategiche. La classe politica polacca è riuscita in pochi anni a bilanciare le proprie <a href="https://www.tanadelcobra.com/polonia-e-ungheria-ultimi-baluardi-della-vecchia-europa/">istanze di stampo nazionalistico</a> e a convogliare le forze nell&#8217;obiettivo di assumere un ruolo decisivo in contesti multilaterali come la NATO e l’Unione Europea.</p>
<p>La strategia polacca ha trovato come punto galvanizzante l’aggressione russa dell’Ucraina, vicina di casa di Varsavia; finché Mosca verrà percepita come nemico esistenziale è difficile prevedere un’inversione di rotta nei piani del Governo Tusk, anche se i movimenti nazionalisti, tra cui alcuni vicini al Cremlino, sono sempre in agguato. Quello che è certo è che la Polonia ricopre oggi un ruolo di leader all’interno dell’Unione Europea e il Paese ha posto delle basi solide sul futuro della propria difesa dotandosi di un potenziale militare che non ha pari con la maggioranza delle potenze del continente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Russia tra il 1905 e il 1914: esercizi di rivoluzione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/la-russia-tra-il-1905-e-il-1914-esercizi-di-rivoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fangorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 02:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra russo-giapponese del 1904 innesca una crisi profonda che sconvolge la Russia zarista e ne accelera il declino fino alla Grande Guerra. &#160; &#160; Tra il 1904 e il 1905 la Russia subisce una cocente sconfitta per mano di&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-russia-tra-il-1905-e-il-1914-esercizi-di-rivoluzione/">La Russia tra il 1905 e il 1914: esercizi di rivoluzione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra russo-giapponese del 1904 innesca una crisi profonda che sconvolge la Russia zarista e ne accelera il declino fino alla Grande Guerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28093" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_1.jpeg" alt="" width="1500" height="833" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_1.jpeg 1500w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_1-768x426.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><span id="more-28092"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra il 1904 e il 1905 la Russia subisce una cocente sconfitta per mano di un Giappone sempre più espansivo e bellicoso, deciso ad assumersi un ruolo di potenza di primo piano nello scacchiere dell’Estremo Oriente. La guerra &#8211; <a href="https://www.tanadelcobra.com/giappone-contro-russia-1904-1905-lalba-di-una-nuova-potenza/">ne abbiamo parlato in questo articolo</a> &#8211; mette in evidenza tutte le fragilità della Russia zarista che, partendo da una presunzione di superiorità assoluta, dunque militare, tecnologica e perfino razziale, si ritrova ad incassare delle spettacolari sconfitte.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il morale della società civile, a dir poco </span><span style="font-weight: 400;">precario </span><span style="font-weight: 400;"> ma in qualche modo infervorato nei primi giorni del conflitto, crolla inesorabilmente a picco nei duri mesi del 1904 e 1905. Viene d’un tratto messa a nudo l’arretratezza sia dell’apparato militare e che di quello burocratico russo, rivelando l’incapacità della monarchia assoluta di adattarsi alle esigenze moderne in campo bellico, industriale e sociale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già nel dicembre 1914, un importante sciopero blocca la fabbrica Putilov di San Pietroburgo, avviando una serie di scioperi all’interno della maggior parte delle fabbriche della zona tanto da lasciare la città paralizzata e al buio per diverso tempo. Sulla scia di queste manifestazioni, si arriva anche alla tristemente nota “Domenica di sangue” del 1905: le truppe zariste massacrano i manifestanti riuniti sotto il Palazzo D&#8217;Inverno; l’evento distrugge la fiducia popolare nello zar e accelera il crollo della sua legittimità. Nicola II si ritrova presto costretto a rispondere con il Manifesto di Ottobre, che promette riforme politiche, la creazione di un parlamento (la Duma) e alcune libertà civili come quella di stampa e di associazione. Tuttavia, queste concessioni si rivelano rapidamente limitate: nel 1906, con le Leggi Fondamentali, lo zar riafferma il proprio potere assoluto, riducendo la Duma a un’istituzione puramente decorativa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28094" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_2.jpeg" alt="" width="1000" height="650" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_2.jpeg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_2-768x499.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo contesto emerge la figura di Pëtr Stolypin, primo ministro tra il 1906 e il 1911, che tenta di stabilizzare il regime attraverso una combinazione di riforme agrarie e dura repressione. La sua politica mira a creare una classe di piccoli proprietari terrieri fedeli al regime, svincolati dalla tradizionale comunità agricola collettiva (il mir), e in grado di garantire ordine e produttività nelle campagne. Ma la riforma agraria ottiene risultati modesti e non riesce a trasformare in profondità la struttura socio-economica della Russia rurale; Stolypin reprime con durezza ogni forma di dissenso, ricorrendo a tribunali militari e impiccagioni sommarie, inimicandosi gran parte del popolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante la repression, l’opposizione rivoluzionaria continua a crescere: i socialrivoluzionari, i menscevichi e i bolscevichi intensificano la loro attività clandestina, alimentati dal malcontento popolare e dalla radicalizzazione delle masse urbane e rurali. Le Dume convocate tra il 1906 e il 1912 vengono poi regolarmente sciolte o manipolate dall&#8217;élite zarista, che modifica la legge elettorale per assicurarsi una maggioranza conservatrice.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista economico, la guerra lascia in eredità una situazione difficile: l’ingente spesa bellica provoca un aumento del debito pubblico e rafforza la dipendenza della Russia dai capitali stranieri, in particolare francesi. L’industria continua a svilupparsi, soprattutto nei settori ferroviario, minerario e metallurgico, ma resta concentrata in poche aree urbane e non è accompagnata da una equilibrata modernizzazione sociale. La classe operaia urbana cresce numericamente, ma vive in condizioni precarie, con salari bassi, lunghi orari di lavoro e scarse tutele, fattori che accrescono il rischio di agitazioni e rivolte. Anche l’esercito, umiliato a Tsushima e in altre battaglie, si mostra debole e male organizzato, e la fiducia nelle gerarchie militari viene seriamente compromessa. </span></p>
<p>L’assassinio di Stolypin nel 1911 segna la fine di un tentativo, per quanto autoritario, di riforma dall’alto. Negli anni successivi, la Russia entra in una fase di apparente stabilità, ma il regime si irrigidisce: Nicola II, sempre più isolato e influenzato da figure discutibili come Rasputin, rifiuta di proseguire sulla strada delle riforme e concentra il potere nelle proprie mani. La Duma continua a funzionare come strumento controllato e inefficace, mentre le forze di opposizione, pur represse, si rafforzano e si preparano a nuove occasioni per insorgere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28095" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_3.jpeg" alt="" width="1000" height="650" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_3.jpeg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250507_russiapost1905_3-768x499.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il clima che precede la Prima Guerra Mondiale è proprio quello di una calma apparente: sotto la superficie di un ordine imposto con la forza, si nasconde una società profondamente divisa, con tensioni sociali, economiche e politiche pronte a esplodere. La guerra del 1914 trova la Russia in una condizione di fragilità strutturale: il sistema zarista non ha saputo rispondere efficacemente alla lezione del 1905, limitandosi a contenere le spinte rivoluzionarie con la repressione e a mantenere in piedi un ordine tanto antiquato quanto inefficiente. </span><span style="font-weight: 400;">La sconfitta contro il Giappone accelera la perdita di fiducia nel potere imperiale, attiva dinamiche rivoluzionarie che si radicalizzano negli anni successivi e prepara il terreno per i drammatici e tumultuosi eventi del 1917.</span></p>
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		<title>Giappone contro Russia (1904-1905): l’alba di una nuova potenza</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/giappone-contro-russia-1904-1905-lalba-di-una-nuova-potenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fangorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 02:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1905, una nazione asiatica sfida una potenza europea: la guerra russo-giapponese segna l’inizio di un nuovo equilibrio globale. &#160; &#160; Nel pieno fervore della fine del XIX secolo, mentre le potenze europee si spartiscono il mondo con cinismo coloniale,&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1905, una nazione asiatica sfida una potenza europea: la guerra russo-giapponese segna l’inizio di un nuovo equilibrio globale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27732" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_1.jpg" alt="" width="1286" height="650" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_1.jpg 1286w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_1-768x388.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1286px) 100vw, 1286px" /></p>
<p><span id="more-27731"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel pieno fervore della fine del XIX secolo, mentre le potenze europee si spartiscono il mondo con cinismo coloniale, il Giappone si affaccia sulla scena internazionale con un’ambizione che sorprende e inquieta. Uscito dal lungo isolamento del periodo Tokugawa grazie alla Restaurazione Meiji del 1868, il Paese del Sol Levante si lancia in un rapidissimo processo di modernizzazione che lo trasforma nel giro di pochi decenni da una nazione basata su un feudalesimo arretrato a potenza industriale e militare. Il Giappone costruisce fabbriche, treni, flotte e scuole, imita le grandi potenze europee, studia le loro tecnologie e le loro istituzioni, impregnandosi allo stesso momento di un fortissimo nazionalismo. Questo sviluppo frenetico non è infatti fine a sé stesso: i nipponici vogliono uno spazio imperiale, un posto al tavolo delle grandi potenze, e lo cercano nell’Asia continentale. La Corea, penisola strategica tra Cina e Giappone, diventa il primo obiettivo, ma ben presto i loro interessi si scontrano con quelli della Russia zarista, che sta espandendo la sua influenza in Estremo Oriente, spinta da una combinazione di ambizioni economiche, pressioni militari e desideri di sbocco sul Pacifico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tensioni iniziano già alla fine dell’Ottocento, quando Giappone e Cina si affrontano nella prima guerra sino-giapponese (1894–1895), dalla quale Tokyo esce vincitrice, ottenendo Taiwan e l’influenza sulla Corea. La sorprendente vittoria viene però parzialmente annullata dall’intervento delle potenze occidentali, soprattutto della Russia, che costringe il Giappone a restituire la penisola di Liaodong, mentre contemporaneamente occupa Port Arthur, importante porto in acque calde, grazie alla complicità della Cina stessa. Il Giappone vive questa umiliazione come un tradimento e un affronto, e da quel momento considera la Russia come il suo principale rivale in Asia. Da parte sua, lo zar Nicola II continua la politica espansionista del suo impero, puntando alla Manciuria e alla Corea come zone di influenza russa, utili per il commercio, la strategia militare e il prestigio imperiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A inizio Novecento, la situazione diventa sempre più tesa. Il Giappone cerca un compromesso diplomatico con la Russia, proponendo il riconoscimento dell&#8217;influenza russa sulla Manciuria in cambio di quella giapponese sulla Corea. Mosca, convinta della propria superiorità militare, tecnologica e culturale, prende sempre più tempo per poi rifiutare l’offerta, mentre continua ad ammassare truppe e costruire ferrovie, come la Transmanciuriana e la Transiberiana: due importanti vie che servono a consolidare la presa russa sull’Estremo Oriente. In questo clima di sospetto e sfida, il Giappone decide di agire e colpire duramente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27733" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_3.jpg" alt="" width="1274" height="643" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_3.jpg 1274w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_3-768x388.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1274px) 100vw, 1274px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La guerra scoppia improvvisamente il 9 febbraio 1904, quando la marina nipponica attacca di sorpresa la flotta russa ancorata a Port Arthur, senza una dichiarazione formale di guerra. È un gesto che ricorda, per certi versi, l’attacco a Pearl Harbor di quarant’anni dopo: rapido, chirurgico, calcolato. L’opinione pubblica mondiale, inizialmente scettica sulla capacità giapponese di affrontare una potenza europea, assiste con stupore alla rapidità ed efficienza delle forze armate nipponiche. I giapponesi assediano Port Arthur, penetrano nella Manciuria, avanzano con truppe disciplinate e moderne, mentre i russi, male organizzati, scarsamente equipaggiati e comandati da ufficiali spesso incompetenti, si trovano in difficoltà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma al di là delle operazioni militari, la guerra russo-giapponese è anche un conflitto profondamente segnato da tensioni interne, soprattutto per la Russia. Lo zarismo vive un momento di crisi crescente: le campagne sono attraversate da miseria e malcontento, i lavoratori urbani sono sempre più organizzati, i movimenti rivoluzionari cominciano a guadagnare terreno, e l’apparato statale appare incapace di gestire una guerra lontana, costosa e impopolare. L’opinione pubblica russa, inizialmente infervorata dalle notizie che giungono dall’Estremo Oriente, inizia presto a dubitare del senso del conflitto stesso. La sconfitta nella battaglia terrestre di Mukden, una delle più grandi del conflitto, e poi quella navale devastante di Tsushima, in cui la flotta baltica russa – dopo un viaggio epico di mesi intorno al globo – viene annientata nello stretto tra Corea e Giappone, minano l’autorità dello zar come mai prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tsushima e il tracollo della flotta russa rappresenta un punto di svolta non solo militare, ma simbolico. È la prima volta nella storia moderna che una potenza asiatica sconfigge in modo così netto una potenza europea, e il tutto sotto gli occhi di un mondo che osserva il crollo del mito dell’invincibilità e della superiorità dei paesi europei nei confronti di nazioni di altri continenti. La guerra finisce molto rapidamente: nel settembre 1905, col Trattato di Portsmouth mediato dal presidente statunitense Theodore Roosevelt, che per l’occasione riceverà anche il premio Nobel per la pace. Il trattato sancisce la vittoria giapponese che la proietta nell’olimpo delle grandi nazioni moderne: <a href="https://www.tanadelcobra.com/occupazione-giapponese-della-corea-1910-1945-una-cronaca-di-dominio-e-resistenza/">Tokyo ottiene la Corea come protettorato</a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/lunione-sovietica-contro-il-giappone-manciuria-e-fine-della-guerra/">il controllo della Manciuria meridionale</a>, della penisola di Liaodong e della ferrovia che collega Port Arthur a Mukden. A casa, la vittoria alimenta un orgoglio nazionale destinato a crescere in forma aggressiva e imperialista tanto che il mito della superiorità nipponica non solo si consolida ma la stessa società civile si radicalizza notevolmente. Prende piede il militarismo e con esso le ambizioni coloniali non possono che accrescersi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre il Giappone festeggia la sua grandissima vittoria e l’affacciarsi sullo scacchiere internazionale come nazione e come impero, le conseguenze per la Russia sono a dir poco tragiche e stanno alla base di una serie di eventi che ne segneranno i decenni futuri. La sorprendente sconfitta scatena un’ondata di proteste e rivolte che culminano nella Rivoluzione del 1905: scioperi, manifestazioni, sollevazioni popolari come quella del “domenica di sangue” a San Pietroburgo costringono lo zar a promettere riforme costituzionali che poi applicherà solo in parte. È la prima crepa seria nel sistema zarista, che porterà, dodici anni dopo, alla Rivoluzione del 1917. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27734" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_2.jpg" alt="" width="1286" height="650" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_2.jpg 1286w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250430_russiagiappone_2-768x388.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1286px) 100vw, 1286px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il conflitto del 1904-1905 (<a href="https://www.tanadelcobra.com/port-arthur-la-recensione/">trattato anche in giochi da tavolo per gli appassionati del genere</a>) rappresenta una frattura storica, un momento in cui l’ordine mondiale comincia a mutare. Avendo alla base una mix letale di nazionalismi e imperialismi contrapposti, modernità tecnologiche e un militarismo crescente, possiamo già intravedere in questa guerra una sorta di preludio per quello che saranno i quarant&#8217;anni successivi in Europa, Africa ed Asia: una lunga e dolorosa scia di devastazioni che ha in parte il suo principio negli eventi qui raccontati. </span></p>
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		<title>Port Arthur: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/port-arthur-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Cobra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 01:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da Tavolo e GDR: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[A Turni]]></category>
		<category><![CDATA[Competitivo]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi da Tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi cerchi un boardgame di guerra introduttivo, rapido e di facile approccio, Port Arthur rappresenta una scelta sicuramente azzeccata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/port-arthur-la-recensione/">Port Arthur: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi cerchi un boardgame di guerra introduttivo, rapido e di facile approccio, <em>Port Arthur</em> rappresenta una scelta sicuramente azzeccata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27720" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_1.jpg" alt="" width="1280" height="827" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_1.jpg 1280w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_1-768x496.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><span id="more-27718"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando si parla di rappresentazioni belliche su di un tavolo da gioco, il più delle volte il pensiero vola ai classici wargame che offrono spessore e profondità ma al prezzo di regole di gioco massicce, sistemi di gioco talvolta complessi e tempi di gioco importanti. <em>Port Arthur</em> offre un&#8217;alternativa a questi scenari, proponendosi come un titolo interessante per una fascia di utenza che voglia avvicinarsi al tema bellico o che cerchi qualcosa di semplice ed immediato.</p>
<p><em>Port Arthur</em> riproduce la <a href="https://www.tanadelcobra.com/giappone-contro-russia-1904-1905-lalba-di-una-nuova-potenza/">guerra russo-giapponese occorsa fra il 1904 ed il 1905</a>, quando i nipponici invasero la terraferma cinese (all&#8217;epoca territorio dell&#8217;Impero Russo) e posero le basi per la loro espansione in tutta l&#8217;Asia. Il gioco si focalizza soprattutto sugli scontri navali, confinando l&#8217;offensiva terrestre ad un elemento astratto ma comunque fondamentale per lo sviluppo della partita.<br />
Nei sei turni che completano la partita, il giocatore giapponese e quello russo si trovano a piazzare le proprie navi da guerra nei territori di mare intorno al Giappone, ed a tentare di effettuare o di contrastare gli sbarchi necessari a portare le truppe verso l&#8217;entroterra cinese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27721" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_2.jpg" alt="" width="1280" height="862" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_2.jpg 1280w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_2-768x517.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Port Arthur</em> vuole essere storicamente attinente ai reali eventi e, sebbene non preveda particolari interventi predeterminati nel corso della partita, è evidente l&#8217;impostazione tesa a riproporre la parabola inizialmente favorevole al giocatore giapponese, che deve capitalizzare il più possibile nei primi turni, e poi chiaramente tendente verso il giocatore russo, che può contare sull&#8217;arrivo della potente flotta baltica esattamente a metà partita.</p>
<p>Interessanti sono i sistemi di movimento e di combattimento.<br />
In merito al primo, <em>Port Arthur</em> impedisce alle flotte dislocate in un determinato territorio di mare di dividersi e prendere direzioni diverse almeno fino al loro rientro in porto, cosa che rende i piazzamenti e gli accorpamenti elementi da valutare attentamente, visto che si sguarniscono ampi tratti di mare, consegnabili al controllo anche di piccole squadre navali. Il movimento poi è sempre vincolato alla fortuna del dado, cosa che inserisce un elemento casuale che aiuta a rendere incertol&#8217;andamento della partita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27722" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_3.jpg" alt="" width="1280" height="860" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_3.jpg 1280w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_3-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il combattimento prevede un sistema di risoluzione molto rapido: invece permettere ad ogni unità di sparare, sullo stile di <a href="https://www.tanadelcobra.com/axis-allies/"><em>Axis &amp; Allies</em></a>, vengono considerati i totali delle squadre navali, che vengono confrontati con la somma del tiro dei dadi ad disposizione. Ogni giocatore può tirarne da uno a sei, in contemporanea: se il risultato è uguale o inferiore al valore della sua squadra navale, viene messo a segno un colpo per ogni dado tirato più un bonus relativo a eventuali dadi uguali; in caso contrario, il numero di colpi ottenuti è inferiore, e senza bonus.</p>
<p><em>Port Arthur</em> considera i valori di combattimento e di velocità delle varie navi presenti nello scacchiere, ed inserisce un interessante sistema di &#8220;assorbimento dei danni&#8221; per i vascelli danneggiati: nonostante bastino tecnicamente due colpi per affondare qualsiasi nave, incrociatori e corazzate sono in grado di incamerarne diversi al momento dell&#8217;affondamento; è quindi scelta del giocatore decidere come minimizzare gli effetti degli attacchi nemici e su quali navi distribuire i danni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27724" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_5.jpg" alt="" width="1280" height="823" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_5.jpg 1280w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_5-768x494.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fatto che con quasi certezza ad ogni scontro si danneggi la flotta nemica, che le due squadre non sparino in contemporanea e che all&#8217;interno di un singolo turno si possa combattere molteplici volte nello stesso tratto di mare rende l&#8217;iniziativa un fattore molto importante da tenere in considerazione nel pianificare le proprie mosse: il sistema impiegato è a doppio elemento, con un tiro di dado ed un segnalino iniziativa che si bilanciano efficacemente ed attenuando il fattore fortuna. Pur consentendo la possibilità di vedere un giocatore poter fare un&#8217;azione diverse volte di fila, chi in possesso del segnalino iniziativa può effettivamente intervenire sugli eventi che si svolgono a livello strategico.</p>
<p>Il vincitore del gioco viene determinato dall&#8217;occupazione o meno di uno specifico territorio cinese e dai Punti Controllo ottenuti dai giocatori nel corso della partita: le regole di <em>Port Arthur</em> impediscono che un giocatore possa accumularne troppi durante i sei turni a disposizione, e anche al termine della partita è possibile ribaltare in extremis un risultato che il più delle volte non è comunque scontato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27723" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_4.jpg" alt="" width="1280" height="900" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_4.jpg 1280w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250418_portarthur_4-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista della qualità del materiale, <em>Port Arthur</em> non ha nulla da invidiare a titoli più impegnativi: le flotte e la mappa sono realizzati in modo molto convincente, con cartone solido e ben stampato. Unico appunto è l&#8217;eccessiva colorazione del tabellone; una scelta forse legata al voler essere più accattivante nei confronti dei giocatori meno avvezzi al genere, ma che nei fatti rende la plancia meno chiara di quel che dovrebbe essere.<br />
Buoni i sei segnalini in legno che rappresentano gli eserciti giapponesi; ma perché chiamarli con termini anglofoni anche nell&#8217;edizione italiana quando abbiamo alternative nostrane assolutamente calzanti?</p>
<p>Le regole sono poche ed il manuale le illustra in modo sufficientemente chiaro. Abbiamo individuato un paio di passaggi che avrebbero bisogno di maggiori spiegazioni, ma gli esempi compresi nel regolamento o una lettura più approfondita durante la partita riescono in questi casi a fugare i dubbi. Quello di cui si sente la mancanza è uno specchietto riepilogativo su cosa assegni Punti Controllo che poteva essere inserito nel comodo foglio riepilogativo dei meccanismi di gioco.</p>
<p><em>Port Arthur</em>, studiato per due giocatori ma giocabile anche in solitario impersonando entrambe le fazioni, è sicuramente un buon titolo dal quale aspettarsi partite piuttosto rapide e piuttosto dinamiche; a questo si aggiunge un regolamento semplice ma non banale, rendendolo quindi un ottimo trampolino di lancio per i giocatori più giovani o per un pubblico meno abituato alle dinamiche dei wargame. Se poi si considera la leggerezza e la ridotta dimensione della confezione, peraltro di buonissima fattura (ma per come è fatta occorre mettere le pedine in una bustina o si rischia di perderle), non si può non menzionare il fatto che <em>Port Arthur</em> è un titolo assolutamente adatto ad essere portato in viaggio, permettendo anche agli strateghi più incalliti di intavolare una partita praticamente in qualsiasi contesto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Port Arthur, 2020 (edizione italiana: 2024)</h6>
<h6>Voto: 7</h6>
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		<item>
		<title>Resisti, UE!</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/resisti-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=27057</guid>

					<description><![CDATA[<p>Europa, Unione Europea e democrazia sono concetti storicamente legati e oggi, purtroppo, fortemente a rischio. &#160; &#160; Da quando ha visto la luce, dalla pancia dell&#8217;Europa, l’Unione Europea è un concetto in continuo divenire: incompiuto, dai confini labili e dagli&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Europa, Unione Europea e democrazia sono concetti storicamente legati e oggi, purtroppo, fortemente a rischio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-27059 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_2.jpg" alt="" width="1200" height="678" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_2-768x434.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><span id="more-27057"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quando ha visto la luce, dalla pancia dell&#8217;Europa, l’Unione Europea è un concetto in continuo divenire: incompiuto, dai confini labili e dagli equilibri sottili. Un’idea che va di pari passo con un altro grande principio: la democrazia.</p>
<p>In periodi di grande crisi, come quello che stiamo attraversando negli ultimi anni, abbiamo più che mai bisogno di poter parlare di UE e di democrazia. Ciò nonostante, la sensazione che si avverte, soprattutto da cittadini europei, è diversa. Sembrerebbe quasi che, nei momenti più difficili, la democrazia non sia in grado di stare al passo con i tempi e che ci sia bisogno di un potere più forte; eppure, la democrazia è da sempre un concetto occidentale che unisce vecchio e nuovo continente, tanto che la sua instabilità mette in discussione ruoli e valori di entrambi le parti: Europa e USA. La prima, fino ad oggi imbrigliata nei suoi stessi ideali che la nobilitano ma la immobilizzano; i secondi fin troppo mobilitati, invece, all’ottenimento di una pace (quella della guerra russo-ucraina) che sa tanto di negoziato strategico.<br />
E ancora: la prima in una posizione ibrida, equivoca, falsamente confusa, che cerca di far convivere termini difficilmente conciliabili per tentare di mediare tra Washington e Kiev; tanto che sembra esser venuto meno quel giudizio netto, quella condanna ferma verso Mosca e quel sostegno aperto verso l’Ucraina. I secondi che assolvono Putin, antidemocratico per nascita, senza mai condannarlo come invasore ma anzi legittimandolo a sedere al tavolo delle trattative e a ricevere una fetta della torta; tanto che l’America rischia di uscire dal conflitto in una posizione diametralmente opposta rispetto a quella in cui vi è entrata.</p>
<p>Si tratta insomma di un progressivo allontanamento degli USA dall&#8217;Europa che si riflette in una NATO indebolita, non più in grado di garantire la pace all’unanimità; al punto che Trump la sua pace ha deciso di prendersela autonomamente mentre l’UE abbozza un piano di riarmo senza un vero soggetto politico europeo in grado di coordinarne gli sforzi. Questo, con il rischio che si amplifichino le differenze interne tra i Paesi dell’Unione senza alcun sostanziale impatto geopolitico (ne parliamo qui: <a href="https://www.tanadelcobra.com/trump-divide-leuropa/">Trump divide l’Europa</a>). Eppure, un messaggio di forza comune, seppure ancora non concreto, bisognava trasmetterlo, soprattutto a quei giovani che sono nati nell’Unione Europea o che ci sono cresciuti dentro dimenticandosi, a volte, di doverla difendere.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-27058 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1.jpg" alt="" width="1597" height="898" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1.jpg 1597w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1-768x432.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1597px) 100vw, 1597px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per avere un ruolo, nella crisi prima e nella pace poi, l’UE deve disporre dei giusti mezzi, militari ma anche (soprattutto) politici. Quel che oggi appare, invece, è un’istituzione impacciata ed emarginata, che cerca a tutti i costi di rivendicare un ruolo, di contare qualcosa. Ma l’equivoco nasce a monte: l’UE parla una lingua diversa, quella della democrazia, ed è con questa che prova a comunicare con i suoi interlocutori, USA e Russia, che invece si legittimano a vicenda e si comprendono benissimo tra loro, mentre cercano di dividersi il mondo.</p>
<p>Proprio per questo motivo in tre anni l’UE non è stata in grado di arrivare alla pace; ed è per lo stesso motivo che Trump, invece, pare riuscirci in pochi giorni: perché si tagliano fuori dal concetto di pace i valori sottostanti e si discute unicamente di come uscire dal conflitto (e a quali condizioni), dimenticando volutamente di come ci si è entrati. La tregua segna non solo un cessate il fuoco ma stabilisce anche un nuovo ordine mondiale in cui USA e Russia, storicamente nemici, riscrivono le regole del gioco e si accordano a discapito dell’Ucraina contro un unico, grande, nemico comune: la Cina.</p>
<p>In questo quadro, non può esserci spazio per l&#8217;Unione Europea. Non dobbiamo dimenticare l’ambizione ed il coraggio che animavano i suoi fondatori e che sono sfociati, ad esempio, nella creazione della moneta unica, nel salvataggio dopo la crisi del 2008, nella creazione di titoli di debito europei; però manca ancora una politica estera comune, con dei referenti politici, con dei ministeri come quello della difesa, degli interni o degli esteri europei, che vadano oltre i nazionalismi.</p>
<p>Il momento è difficile, cruciale ma anche prezioso: l’Unione Europea è in pericolo. Ma, oltre alla paura, deve restare la speranza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/resisti-ue/">Resisti, UE!</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia rafforza la presenza militare in Niger</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/litalia-rafforza-la-presenza-militare-in-niger/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 03:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Esercito italiano aumenta la propria presenza in Niger rimanendo l&#8217;unica potenza occidentale a bilanciare l&#8217;influenza russa nel Paese africano. &#160; &#160; Il colpo di Stato avvenuto in Niger nel 2023 ha portato al ritiro dei contingenti militari di Stati Uniti,&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Esercito italiano aumenta la propria presenza in Niger rimanendo l&#8217;unica potenza occidentale a bilanciare l&#8217;influenza russa nel Paese africano.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-27003 size-full" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_italianiger_1-e1741769124492.jpg" alt="" width="1850" height="1234" /><span id="more-27002"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il colpo di Stato avvenuto in Niger nel 2023 ha portato al ritiro dei contingenti militari di <a href="https://www.tanadelcobra.com/gli-usa-si-ritirano-dal-niger-consegnandolo-a-mosca/">Stati Uniti</a>, Francia e Germania dal Paese africano, e ad oggi l’Italia rimane l’unica potenza occidentale sul territorio. La cooperazione tra il nostro Esercito e il Niger ha assunto una rilevanza strategica crescente nel <a href="https://www.tanadelcobra.com/niger-lo-specchio-di-un-sahel-alla-deriva/">contesto geopolitico del Sahel</a>, una regione caratterizzata da instabilità e minacce terroristiche; questa relazione si è evoluta attraverso accordi bilaterali e missioni operative che rendono l’Italia un attore sempre più importante nella regione.</p>
<p>Lo scorso febbraio il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha visitato il Niger per incontrare le autorità locali e il personale militare italiano impegnato nella missione MISIN; questa visita è servita per annunciare l&#8217;aumento della presenza militare italiana nel Paese africano, con un contingente autorizzato fino a cinquecento militari, cento mezzi terrestri e sei velivoli. Tale incremento è stato motivato dalla necessità di supportare le forze nigerine nel contrasto al terrorismo, al banditismo e alla criminalità organizzata, oltre che nella gestione dei flussi migratori irregolari.</p>
<p>Un ulteriore segnale dell’impegno italiano in Niger è quanto accaduto a dicembre 2024, quando si è tenuta a Roma la quarta edizione dei Bilateral Staff Talk nel settore della Difesa tra Italia e Niger, durante la quale è stato firmato il Piano di Cooperazione 2025. Questo piano prevede lo svolgimento di undici attività addestrative, di cui cinque in Italia e sei in Niger, con l&#8217;obiettivo di rafforzare specifiche capacità della difesa nigerina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27004" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_italianiger_2-e1741769553624.jpg" alt="" width="1850" height="1388" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La collaborazione in materia di difesa tra Italia e Niger è stata formalizzata per la prima volta il 26 settembre 2017 con la firma di un accordo bilaterale tra i rispettivi ministri della Difesa; questo accordo ha posto le basi per una cooperazione strutturata, culminata nella missione bilaterale di supporto denominata MISIN, attiva dal 2018. L&#8217;obiettivo principale della MISIN è stato quello di incrementare le capacità delle forze di sicurezza nigerine nel contrastare traffici illeciti e minacce alla sicurezza, contribuendo alla stabilizzazione dell&#8217;area e al rafforzamento del controllo del territorio da parte delle autorità locali.</p>
<p>L’interesse italiano verso il Paese africano può ritrovarsi in diversi ambiti che spaziano dalla stabilità regionale al controllo dei flussi migratori. La stabilità del Niger, afflitto da insurrezioni e attività terroristiche, è una condizione fondamentale per evitare la propagazione di minacce verso l’Europa. Un Sahel stabile permetterebbe inoltre di alleggerire la pressione migratoria irregolare verso il Nord Africa e conseguentemente verso l&#8217;Europa meridionale.</p>
<p>A livello energetico è importante segnalare l’interesse italiano nei confronti della Trans-Saharan Gas Pipeline, un’infrastruttura che passando da Nigeria, Niger e Algeria, porterebbe forniture di gas verso l’Europa. La presenza dell’Italia nel Sahel è orientata anche a facilitare progetti di questo stampo volti a diversificare gli approvvigionamenti strategici.</p>
<p>Questa ampliata cooperazione è uno dei primi effetti del cosiddetto “<a href="https://www.tanadelcobra.com/il-governo-meloni-alla-conquista-dellafrica/">Piano Mattei</a>”, cavallo di battaglia del Governo Meloni che ancora fatica a trovare applicazioni pratiche nel continente africano. Per l’Italia, essere rimasto l’unico grande Paese in Niger oltre la <a href="https://www.tanadelcobra.com/gli-usa-si-ritirano-dal-niger-consegnandolo-a-mosca/">Russia</a> rappresenta un’occasione strategica ma anche una sfida ricca di insidie; rappresentare infatti l’unica alternativa ad una grande potenza come Mosca impone all’Italia di ritagliarsi il proprio spazio d’influenza per non venir schiacciata dall’azione regionale del Cremlino. Gli interessi di Roma e Mosca sembrano infatti differire, con la prima che cerca <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-piano-mattei-del-governo-meloni-il-neocolonialismo-energetico-italiano/">alternative energetiche</a> per sganciarsi dall&#8217;approvvigionamento di gas russo, mentre la seconda prova ad espandere la propria influenza in Africa in funzione anti-occcidentale.</p>
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		<title>I vertici di Parigi: l&#8217;Europa è spaccata e in ritardo</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/i-vertici-di-parigi-leuropa-e-spaccata-e-in-ritardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 03:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre 1990-2035]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come se servisse una conferma, gli incontri organizzati da Macron sono lo specchio di un vecchio continente giunto al capolinea; intanto Trump incassa risultati concreti. &#160; &#160; La foto di rito del vertice ristretto tenutosi lunedì scorso è l&#8217;immagine evidente&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/i-vertici-di-parigi-leuropa-e-spaccata-e-in-ritardo/">I vertici di Parigi: l&#8217;Europa è spaccata e in ritardo</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come se servisse una conferma, gli incontri organizzati da Macron sono lo specchio di un vecchio continente giunto al capolinea; intanto Trump incassa risultati concreti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26655" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_1.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-26653"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La foto di rito del vertice ristretto tenutosi lunedì scorso è l&#8217;immagine evidente dell&#8217;inadeguatezza che oggi governa l&#8217;Europa. Con solo otto Nazioni chiamate a partecipare (Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Spagna, Danimarca, Polonia, Olanda), Macron ha tagliato corto su chi ci si aspetta che conti e chi no in Europa e più in particolare nell&#8217;Unione Europea. Si, c&#8217;erano Ursula Von Der Leyen e Antonio Costa (l&#8217;unico a sorridere, in contrasto con gli sguardi spenti o contrariati degli altri presenti) e ovviamente Mark Rutte, Segretario Generale della NATO; ma la semplice rappresentanza, quando si parla di politica internazionale, non basta.<br />
E non basta nemmeno aver convocato un secondo vertice allargato per tentare di salvare la faccia; ormai il danno è fatto, ed è impensabile che i Paesi esclusi, specialmente quelli sulla linea del fronte nord e orientale, possano accettare di buon grado di assumere la parte dei comprimari, dei &#8220;secondi&#8221;, dei sudditi: si tratta dello stesso schema di potere utilizzato ai tempi del duetto Merkel-Sarkozy, quando Germania e Francia (e fino alla Brexit anche l&#8217;Inghilterra), spalleggiate dalle lobby finanziarie, dettavano legge all&#8217;interno di una Unione Europea unicamente votata ai mercati, <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-grande-imbroglio-europeo/">rendendola un ambiente tossico</a> per i Paesi lontano dalle leve decisionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26656" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_2.jpg" alt="" width="1000" height="469" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_2-768x360.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltretutto, questo vertice di emergenza è stato convocato esclusivamente perchè in pochissime settimane Donald Trump sta accelerando la sua azione, tenendo fede agli impegni presi col suo elettorato e riallacciando i rapporti diplomatici con la Russia, gettando così le premesse per una rapida conclusione della guerra in Ucraina (anche con esiti non graditi all&#8217;Ucraina e alla stessa Unione Europea). L&#8217;annuncio del vertice di Riad è arrivato quasi come un fulmine a ciel sereno, ma senza sorprendere chi la storia non la dimentica: già nel suo precedente mandato Trump aveva normalizzato i rapporti con la Russia, logorati durante la presidenza Obama (anche in quel caso uno dei dossier più spinosi era quello ucraino). L&#8217;esclusione di Ucraina ed Unione Europea dal meeting tenutosi in Arabia Saudita è un chiaro messaggio: voi non contate nulla, a decidere saremo noi grandi superpotenze. D&#8217;altronde <a href="https://www.tanadelcobra.com/in-ucraina-e-in-corso-una-proxy-war/">che in Ucraina si stia combattendo una guerra per procura non è una novità</a>, e in ottica di alta politica internazionale non fa davvero così strano il fatto che, cambiato il vento, l&#8217;alleato di ieri venga abbandonato nella polvere. Da questo punto di vista gli USA sono maestri: basti ricordare come sono stati abbandonati a sé stessi gli sciiti dopo la prematura fine della Prima Guerra del Golfo o la vecchia classe politica italiana dopo il crollo del muro di Berlino, o ancora <a href="https://www.tanadelcobra.com/afghanistan-il-vietnam-dei-nostri-tempi/">gli afghani sotto l&#8217;amministrazione Biden</a>.</p>
<p>Donald Trump sta poi scaricando l&#8217;Europa: dal suo punto di vista è legittimo dichiarare unilateralmente che il vecchio continente debba pensare da solo a difendersi, come è corretta la sua affermazione sul fatto che il conflitto in Ucraina si poteva evitare (basterebbe ricordare la sequenza storica di eventi).</p>
<p>&nbsp;</p>

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</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che invece non si può evitare di notare è il fatto che Trump utilizzi affermazioni anche sbagliate (scientemente false?) per far presa sul suo elettorato: se è vero che spesso le sue esternazioni sono state abilmente estrapolate dal contesto o manipolate per mettergli in bocca concetti non detti, in questi giorni l&#8217;attacco diretto a Zelensky, che viene accusato di aver iniziato la guerra, di essere un dittatore e di non volere libere elezioni, ha i connotati scomposti di chi mente sapendo di mentire. Non si può non pensare ad un accordo sottobanco tra il magnate statunitense e Vladimir Putin: parlano la stessa lingua, ragionano in modo simile, sono cinici e spietati con la differenza che Trump è ancora frenato in certi suoi eccessi vivendo in una democrazia. In questo caso, probabilmente il Presidente USA sta alzando i toni, come è solito fare ultimamente, per mettere spalle al muro l&#8217;interlocutore di turno (Zelensky, non Putin) e costringerlo alla capitolazione, evento che tramite la restaurazione delle sfere d&#8217;influenza normalizzerebbe l&#8217;economia internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>In fondo i fatti gli stanno dando ragione; e questo probabilmente perchè siamo entrati in un&#8217;epoca diversa, dove alla politica negoziata è subentrata quella della forza e dei muscoli. Trump sta costringendo al termine due conflitti (oltre all&#8217;Ucraina va considerata <a href="https://www.tanadelcobra.com/lobiettivo-di-netanyahu-e-lo-sgombero-forzato-della-palestina/">la questione Israelo-Palestinese</a>), sta preparando un piano economico per contrastare la Cina e contemporaneamente punta a costringere i suoi vecchi alleati a sganciar moneta (non che Biden abbia agito in modo diverso: uno dei suoi obiettivi era costringerci a comprare dagli USA le quote di gas precedentemente acquistate dalla Russia).<br />
L&#8217;Europa, che si tratti di Unione Europea o di singoli Stati, <a href="https://www.tanadelcobra.com/europa-sveglia/">si svegli dal torpore che l&#8217;avvolge</a> da quando la CEE si è trasformata in un&#8217;ameba politica a nome UE; già oggi siamo insignificanti sul piano internazionale, continuando così domani saremo un vassallo economico di USA, Russia o Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/i-vertici-di-parigi-leuropa-e-spaccata-e-in-ritardo/">I vertici di Parigi: l&#8217;Europa è spaccata e in ritardo</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ucraina in Occidente: NATO o Unione Europea?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/ucraina-in-occidente-nato-o-unione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 03:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre 1990-2035]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=25119</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sebbene formalmente distinti, i processi di adesione alla NATO e all&#8217;UE sembrerebbero, per l’Ucraina, strategicamente connessi. &#160; &#160; Da tempo l’Ucraina ha espresso in maniera netta la propria volontà di entrare sia nella NATO che nell’Unione Europea. Nel primo caso,&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/ucraina-in-occidente-nato-o-unione-europea/">Ucraina in Occidente: NATO o Unione Europea?</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene formalmente distinti, i processi di adesione alla NATO e all&#8217;UE sembrerebbero, per l’Ucraina, strategicamente connessi.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-25120 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_1.jpg" alt="" width="1200" height="802" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_1-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><span id="more-25119"></span></p>
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<p>Da tempo l’Ucraina ha espresso in maniera netta la propria volontà di entrare sia nella NATO che nell’Unione Europea. Nel primo caso, la richiesta, molto discussa e mai formalmente accolta, <a href="https://www.tanadelcobra.com/le-motivazioni-storiche-della-crisi-in-ucraina/">è pervenuta da Kiev nel 2002</a> ed è stata ribadita in più occasioni successive; in particolare a seguito dell’aggressione russa della Crimea (2014) e della definitiva invasione del territorio ucraino (2022).<br />
La domanda formale di adesione all’UE è stata invece presentata dal presidente ucraino Zelensky a fine febbraio 2022; in questo caso però, la richiesta ha avuto maggior successo. A seguito, infatti, del parere favorevole espresso dalla Commissione Europea a giugno 2022, l’Ucraina ottiene lo status di “Paese candidato”, dando via ai negoziati con l’UE nel dicembre 2023. Due esiti nettamente opposti.</p>
<p>È doveroso premettere che si tratta di processi distinti e indipendenti, legati a logiche geopolitiche diverse. L’ingresso nella NATO di un Paese non ne mina, almeno teoricamente, l’adesione all’Unione Europea e viceversa ma, in questo caso, ci sono alcune considerazioni da fare.<br />
La NATO nasce come alleanza militare volta a garantire la difesa comune e reciproca dei Paesi che vi aderiscono. L’ingresso di un nuovo Paese è subordinato all’osservanza di requisiti specifici di sicurezza e competenza militare, previo parere unanime dei suoi facenti parte. L’UE, invece, è un&#8217;organizzazione politico-economica che non prevede impegni di difesa collettiva per i suoi membri. La sicurezza è garantita da meccanismi di integrazione e cooperazione in settori ritenuti di interesse comune (commercio, politica economica, diritti umani).</p>
<p>In entrambi i casi, l’ingresso dell’Ucraina nelle rispettive organizzazioni rappresenterebbe per la stessa un passo cruciale indirizzato verso l’Occidente “anti putiniano”; questo, considerando quanto Trump possa essere, ad oggi, definito tale. Infatti il suo secondo mandato alla Casa Bianca (<a href="https://www.tanadelcobra.com/trump-2-0-cosa-aspettarsi-dopo-le-elezioni/">ne parliamo qui)</a> potrebbe destare ulteriori preoccupazioni rispetto alle sorti dell’Ucraina in Europa.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-25121 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_2.jpg" alt="" width="1200" height="714" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_2-768x457.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
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<p>Non bisogna dimenticare che, a prescindere dalle nobili motivazioni che hanno portato alla nascita dell’Unione Europea, essa rappresenta anche il primo alleato e interlocutore politico degli USA nel vecchio continente; parallelamente, la NATO costituisce l’estensione dell’egemonia militare statunitense in Europa. Si tratta, in entrambi i casi, di istituzioni mediante cui gli Stati Uniti rafforzano la propria presenza nel continente europeo; per questo motivo, nonostante le opinioni fortemente critiche espresse dalla presidente Von Der Leyen nei confronti di Putin, non è possibile, ora più che mai, ignorare le conseguenze dei recenti risultati elettorali americani. Trump sembrerebbe molto più incline ad un dialogo con la Russia, il che lascerebbe l’UE da sola ad occuparsi dell’Ucraina.</p>
<p>L’equilibrio è tanto sottile quanto indispensabile. Il Cremlino ha apertamente espresso la richiesta di lasciare l’Ucraina fuori dalla NATO ed è cruciale, per poter arrivare ad un accordo con la Russia, che le sue condizioni non vengano messe in discussione. Come? Lasciando all’UE il difficile compito di fungere da ponte tra Ucraina e Occidente, preservando così i rapporti di Washington con Mosca. Un&#8217;Ucraina fuori dalla NATO e da tutti gli accordi militari ma membro dell’Unione Europea comunque potrebbe ben disporre il Cremlino ad un accordo per l’interruzione delle operazioni militari contro Kiev. Un colpo al cerchio e uno alla botte.</p>
<p>Entrambe le adesioni non sono viste di buon occhio dal Cremlino, ma è lecito pensare che l’ingresso di Kiev nell’UE possa risultare più facilmente digeribile dalla Russia. È evidente quindi che la questione riguardi l’Ucraina solo in parte: i veri equilibri da preservare saranno, in primis, quelli tra Trump e la Von Der Leyen, che dovrebbe farsi carico di ulteriori, ingenti, aiuti economici da erogare a Kiev.<br />
Resta la considerazione sul fatto che la chiusura delle porte della NATO non dia alcuna garanzia di un cessate il fuoco da parte di Mosca, ma rende solo più concreta la possibilità di un accordo.</p>
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		<title>Trump 2.0: cosa aspettarsi dopo le elezioni?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/trump-2-0-cosa-aspettarsi-dopo-le-elezioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 03:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riconquista della Casa Bianca da parte di Donald Trump apre grandi interrogativi circa le sue prossime mosse politiche. &#160; &#160; A poco più di un mese dalla sua rielezione, sono ancora incerte le previsioni in merito alle future scelte&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La riconquista della Casa Bianca da parte di Donald Trump apre grandi interrogativi circa le sue prossime mosse politiche.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-24811 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0-1-2.jpg" alt="" width="1100" height="612" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0-1-2.jpg 1100w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0-1-2-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><span id="more-24807"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A poco più di un mese dalla sua rielezione, sono ancora incerte le previsioni in merito alle future scelte di Donald Trump, ma qualche ipotesi si può azzardare.</p>
<p>Il principio dell’”America first”, che ha guidato la sua ultima amministrazione nel 2017, riecheggia ancora oggi come impulso alle scelte politiche del nuovo Presidente. In termini di politica interna, il faro dovrebbe infatti restare acceso sulle grandi aziende multinazionali; sulla scia dei tagli dell’ultima riforma fiscale del 2017, che ha ridotto l’aliquota di imposta dal 35% al 21% in favore delle imprese americane, ci si aspetta una ulteriore riduzione al 15%. L’obiettivo? Stimolare la crescita interna incoraggiando investimenti, nuovi posti di lavoro e aumentando il reddito disponibile per i consumatori.</p>
<p>I tagli fiscali rientrano nel più ampio disegno del protezionismo economico, che porta inevitabilmente con sé un inasprimento dei dazi alle importazioni al fine di ridurre il deficit commerciale e riportare la produzione negli USA. Gli stessi dazi, insieme a nuove iniezioni di denaro da parte della FED, dovrebbero ridurre la tanto temuta dipendenza dai prodotti esteri, in particolare cinesi. Sembrerebbe inoltre confermata la parallela deregolamentazione, già iniziata quattro anni fa, in termini di tutela e sicurezza ambientale a favore delle imprese ma a discapito dei cambiamenti climatici, della salute pubblica e dei diritti degli stessi lavoratori.<br />
Tutto già previsto dal mercato. Ma se le previsioni dovessero rivelarsi corrette, che impatti avrà l’isolazionismo statunitense sulla politica estera?</p>
<p>Si parla di dazi nei confronti delle importazioni dall&#8217;Unione Europea intorno al 10%, con conseguenze pesanti sulla crescita attesa del PIL dell’UE (attualmente pari al 1% per il 2025). Di contro, l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro potrebbe rappresentare per la BCE un recupero di competitività per le esportazioni. Basterà a fermare i tagli ai tassi e a metter un freno alla politica monetaria restrittiva dell’UE? C’è da considerare infatti anche il cambio di rotta di Trump, rispetto al suo predecessore, in termini di conflitto Russia-Ucraina e in Medio Oriente che comporterebbe, per l’Europa, il rischio di sostenere da sola (o quasi) il peso della guerra.</p>
<p>Le ragioni delle posizioni trumpiane così apertamente anti-conflitto sono da ricercarsi (ovviamente) in opportunità di rapporti commerciali e relazioni economico-finanziarie in Arabia Saudita (secondo produttore mondiale di greggio e quinto per acquisto di armi) e al mantenimento di rapporti “distesi” con la Russia. Non sono da dimenticare, infatti, gli elogi pubblici rivolti da Trump al presidente Putin, posizioni politiche percepite come favorevoli alla Russia, e il presunto ruolo della stessa nel favorire la vittoria di Trump nelle elezioni del 2016.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24810 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0_2.jpg" alt="" width="1100" height="733" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0_2.jpg 1100w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0_2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Se per l&#8217;UE il quadro è ancora incerto, più netta è invece la posizione di Trump nei confronti della Cina.<br />
Nonostante l’alta probabilità di un aumento delle tariffe commerciali, rimangono incerti i tempi e l&#8217;entità dei dazi che potrebbero essere applicati sulle importazioni di prodotti cinesi. La minaccia di tariffe fino al 60%, infatti, potrebbe anche spingere verso un nuovo ciclo di negoziati, con dazi ridotti o a un incremento delle esportazioni statunitensi verso la Cina; tutte scelte che si ricollegano al precedente piano di de-globalizzazione rispetto ai prodotti esteri, in particolare cinesi, iniziato durante l’ultimo mandato e ripreso oggi. L’intento è quello di ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti cinesi, in particolare per settori critici come tecnologia, farmaceutica e componenti industriali. Parallelamente, sono attesi nuovi incentivi per le imprese che producono negli Stati Uniti e penalità per quelle che delocalizzano all&#8217;estero.</p>
<p>Rispetto al passato, però, è possibile individuare qualche prima differenza in termini di scelte politiche, nonostante la “giovane età” di questo secondo mandato non ancora iniziato.<br />
Ad esempio, nel 2016, la sicurezza tecnologica (cybersecurity) non costituiva una priorità chiave. Oggi l’avvento dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica potrebbero portare il nuovo Presidente a focalizzarsi su misure di tutela rivolte alle industrie tecnologiche americane e a inasprire le restrizioni rispetto all&#8217;acquisizione di tecnologie critiche cinesi.<br />
Anche il tema dell’inflazione e del costo della vita non erano centrali in fase di pre-pandemia. Il COVID-19 ha costretto l’amministrazione Biden a politiche di spesa pubblica eccessive ed onerose che Trump ha aspramente criticato e che potrebbe drasticamente rivedere reintroducendo un maggiore controllo della spesa federale e politiche energetiche più aggressive.</p>
<p>Rimane poi il concetto del tanto temuto ritorno al carbone e all&#8217;estrazione di petrolio e gas come fonte di energia primaria. Rispetto al 2016, però, l’idea è stata riformulata in termini di indipendenza energetica: Trump critica, infatti, le politiche ambientali di Biden (come il Green New Deal) e promette di rilanciare la produzione di energia fossile per abbassare i costi dell&#8217;energia e creare posti di lavoro.</p>
<p>Indubbiamente le scelte della nuova amministrazione Trump dovranno tenere conto, rispetto al 2016, delle conseguenze della crisi pandemica del 2020. Ad oggi, sembrerebbero incentrate sul conflitto economico con la Cina e sul rafforzamento delle catene di approvvigionamento nazionali. Di fatto, Trump rimane un unilateralista che sostiene che gli Stati Uniti debbano ridurre il proprio coinvolgimento nelle istituzioni globali per destinare le proprie risorse verso interessi nazionali diretti. Le sue politiche hanno spesso privilegiato azioni simboliche e tattiche di pressione economica; è probabile che la linea rimanga la stessa, tenendo però conto delle nuove sfide geopolitiche, come la Cina, il conflitto in Ucraina e in Medio Oriente e l&#8217;impatto delle nuove tecnologie.</p>
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		<title>Chi è il nuovo leader della Siria?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/chi-e-il-nuovo-leader-della-siria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 03:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Recep Tayyip Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Millennio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;identikit di Al-Jolani ci presenta un combattente che intende superare il proprio passato da leader terroristico per assicurarsi un&#8217;ascesa pacifica alla guida della Siria. &#160; &#160; Una rapida ascesa militare ha rovesciato da pochi giorni il regime di Bashar al-Assad&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;identikit di Al-Jolani ci presenta un combattente che intende superare il proprio passato da leader terroristico per assicurarsi un&#8217;ascesa pacifica alla guida della Siria.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-24750 size-full" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_1-e1733739869269.jpg" alt="" width="1372" height="833" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_1-e1733739869269.jpg 1372w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_1-e1733739869269-768x466.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1372px) 100vw, 1372px" /><span id="more-24749"></span></p>
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<p>Una rapida ascesa militare ha rovesciato da pochi giorni il regime di Bashar al-Assad in Siria dopo più di vent’anni di presidenza; il protagonista indiscusso di questo capovolgimento è Abu Muhammad al-Jawlani (o al-Jolani), capo del gruppo militare salafita Hayat Tahrir al-Sham. Il quarantaduenne combattente siriano ha orchestrato una vittoriosa campagna contro le forze dell’Esercito siriano, conquistando la capitale Aleppo agli inizi di dicembre e proponendosi come nuovo leader del Paese.</p>
<p>Al-Jolani vanta una lunga permanenza all’interno dell’organizzazione terroristica al-Qaeda, con cui combatte per la prima volta nel 2003 contro le forze statunitensi in Iraq diventando un fedelissimo del famigerato Abū Mus‘ab al-Zarqāwī, comandante di al-Qaeda in Iraq. Dopo aver passato alcuni anni di prigionia nella base operativa USA di Camp Bucca, viene rilasciato nel 2008 per far ritorno in Siria.</p>
<p>La fama di al-Jolani si alimenta proprio in patria allo scoppio della guerra civile del 2011 quando fonda il Fronte al-Nusra, costola siriana di al-Qaeda. Durante il conflitto interno che ha devastato la Siria, il Fronte diventa uno dei gruppi più influenti del frastagliato contesto politico interno, portando il proprio leader a raggiungere il proprio picco di popolarità. Negli ultimi anni al-Jolani ha rinnovato più volte il proprio gruppo distaccandosi dalle radici jihadiste e prendendo una strada autonoma rispetto ad al-Qaeda.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24751" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_2-e1733739741944.jpg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_2-e1733739741944.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_2-e1733739741944-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La strategia del gruppo salafita è opposta a quella di molti suoi simili: al-Jolani ha cercato infatti di guadagnarsi il sostegno internazionale attraverso un’attività meno violenta, con il chiaro intento di intraprendere un’ascesa al potere che potesse essere tollerata anche in Occidente.<br />
I frutti di questo piano hanno iniziato a concretizzarsi proprio in queste settimane in cui la presa di potere da parte di al-Jolani è stata accolta con cauto ottimismo in ambito internazionale; se da un lato abbiamo assistito alle comprensibili richieste occidentali di evitare inutili spargimenti di sangue, dall’altro la stessa stampa europea sta parlando di Hayat Tahrir al-Sham non più come di un gruppo terroristico, bensì di “ribelli” che hanno rovesciato il regime di Assad.</p>
<p>Le amicizie dell’ormai ex Presidente siriano hanno di sicuro aiutato al-Jolani a guadagnare l’indifferenza occidentale nei confronti della sua ascesa; Iran e Russia hanno giocato un ruolo importante nella scelta dei Paesi NATO di non intervenire contro le azioni del nuovo leader di Aleppo. I recenti raid aerei USA in Siria, dichiarati strategici nell’ottica di prevenire una possibile recrudescenza dei gruppi legati all’ISIS, consentono inoltre ad al-Jolani di organizzare una transizione più morbida e con meno vittime.</p>
<p>Al-Jolani ha già rilasciato un’intervista alla TV statunitense in cui ha dimostrato di voler tagliare i ponti con alcuni simboli dell’estremismo jihadista. Il combattente siriano si è presentato infatti con una barba corta e con una comunissima camicia lontana dal tipico vestirio qaedista; il leader di Hayat Tahrir al-Sham ha dichiarato inoltre che le sue milizie non attaccheranno le comunità cristiane e i gruppi sunniti in Siria e che proteggeranno la coesistenza pacifica di questi gruppi.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24752" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_3-e1733739789646.jpeg" alt="" width="1400" height="833" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_3-e1733739789646.jpeg 1400w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241209_nuovoleadersiria_3-e1733739789646-768x457.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il regime di Assad è tramontato e ha lasciato spazio ad un gruppo terroristico che per il momento si pone come un esercito di salvezza partigiano. L’auspicio dell’Occidente è quello che alle parole coincidano i fatti e che dalla Siria si allontanino le mire di Mosca e Teheran per la costruzione di uno Stato più solido. Al-Jolani sembrerebbe aver stretto una forte alleanza con la Turchia di Erdogan e proprio l&#8217;evoluzione di questa amicizia ci dirà molto sul futuro della Siria, sia per la questione curda che per l&#8217;antagonismo esterno. Russia e Iran da parte loro cercheranno di creare nuove destabilizzazioni che potrebbero costringere Al-Jolani a vestire nuovamente i panni terroristici che l’hanno contraddistinto nell’ultimo ventennio, gettando nuovamente il Paese nel caos.</p>
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		<item>
		<title>La guerra in Ucraina: un disastro ambientale pronto per essere servito</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/la-guerra-in-ucraina-un-disastro-ambientale-pronto-per-essere-servito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfred]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 02:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre 1990-2035]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le atrocità causate della guerra in Ucraina non si fermano alla morte di civili e militari, ma coinvolgono l&#8217;intera ecologia del Paese e non solo. &#160; &#160; La guerra fra Ucraina e Russia ormai imperversa da quasi 3 anni, e&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Le atrocità causate della guerra in Ucraina non si fermano alla morte di civili e militari, ma coinvolgono l&#8217;intera ecologia del Paese e non solo.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23537 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/10/20240921_ilgranoucraino_1.jpeg" alt="" width="1500" height="844" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/10/20240921_ilgranoucraino_1.jpeg 1500w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/10/20240921_ilgranoucraino_1-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><span id="more-23486"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La guerra fra Ucraina e Russia ormai imperversa da quasi 3 anni, e le persone rimaste uccise o bisognose di assistenza umanitaria hanno raggiunto cifre orrendamente alte: 10.000 civili e quasi 500.000 mila soldati di entrambi gli schieramenti sono rimasti feriti o uccisi nel corso del conflitto, e secondo Save The Children 14,6 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria.</p>
<p>La guerra pero è un evento totalizzante per un territorio, e così la distruzione che la guerra in Ucraina sta causando va oltre le vite umane e investe il campo di battaglia dove questa logorante guerra si sta combattendo; si sta infatti causando un danno ambientale senza precedenti ad uno dei territori più fertili del mondo.<br />
&#8220;Cernozëm&#8221;, o terre nere in ucraino, è il nome con cui vengono chiamate tutte quelle terre iper-fertili rese tali dalla loro particolare formazione geologica, che ha creato nel corso del tempo uno spesso strato di terreno ricco di materiale organico; queste terre sono però principalmente concentrate nel sud-est del Paese, ovvero nell&#8217;Oblast&#8217; di Zaporižžja, il granaio d&#8217;Europa.</p>
<p>Data la sua posizione geografica e la sua valenza strategica (le terre fertili e la <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-follia-del-genere-umano-in-una-sola-parola-zaporizhia/">presenza della centrale nucleare omonima</a>) le operazioni belliche si sono concentrate principalmente in quest&#8217;area, che di conseguenza ha subito pesanti bombardamenti; munizioni ricche di metalli cancerogeni, materiale incendiato e fumi tossici hanno invaso l&#8217;aria e l&#8217;acqua del territorio.</p>
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<p>Bonificare un territorio così ampio e così sfruttato dal punto di vista agroalimentare è molto arduo (lo si è visto in Cambogia e in Vietnam ai tempi della guerre rispettivamente contro la Francia e gli USA), dato l&#8217;ingente quantitativo di risorse tecniche e pratiche da impiegare nell&#8217;opera; a maggior ragione se il territorio in questione è al centro di un conflitto bellico che non sembra voler cessare.</p>
<p>Questo inquinamento ambientale regionale può risultare ancora più pericoloso se si considera il ruolo che questa regione ha all&#8217;interno del mercato dei cereali; ad esempio nel 2023 l&#8217;Italia da sola ha importato dall&#8217;Ucraina 589 mila tonnellate di grano da utilizzare nel proprio mercato, in accordo con l&#8217;agenda di Bruxelles in materia di commercio internazionale agroalimentare (in pratica l&#8217;Italia ha abbandonato 200 mila ettari di terreno coltivabile nel Meridione per stringere accordi commerciali con Ucraina e Canada).</p>
<p>Ma chi può affermare con certezza che questo grano sia sicuro? Nessuno, perché probabilmente non lo è; fino all&#8217;agosto scorso intere squadre di lavoratori del settore ucraini venivano utilizzate per &#8220;depurare&#8221; le riserve di grano da pezzi di missili, parti di esplosivi e munizioni, tutto materiale costruito con elementi cancerogeni come il cadmio o il mercurio.</p>
<p>L&#8217;ECHA (l&#8217;Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche) dovrebbe periodicamente analizzare il grano proveniente dall&#8217;Ucraina e informarsi sull&#8217;impatto ambientale della guerra in quei territori, magari monitorando attraverso terzi i valori di alcune sostanze all&#8217;interno delle acque e dei territori ucraini; ma visto come l&#8217;Agenzia ha trattato la vicenda del glifosato è lecito pensare che quei valori possano avere dei limiti molto alti in virtù di accordi commerciali.</p>
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<p>La delicata situazione dell&#8217;Ucraina poi potrebbe essere stata per l&#8217;UE un terreno fertile per mascherarsi da benefattrice e seminare la propria influenza non solo nello stato slavo, ma anche in Paesi in via di sviluppo africani e asiatici come Somalia, Kenya, Gibuti, Afghanistan; l&#8217;UE infatti ha partecipato come protagonista all&#8217;iniziativa per aprire un corridoio umanitario nel Mar Nero che potesse permettere al grano di raggiungere questi Paesi.</p>
<p>Ma quel grano, esposto a roghi, bombardamenti e munizioni, è stato controllato o è stato immolato imprudentemente sull&#8217;altare dell&#8217;aiuto umanitario e delle necessità commerciali?<br />
In attesa di una verità, l&#8217;unico strumento da adottare è un consumo più consapevole, dalla scelta alla fruizione; meglio due piatti di pasta in meno che quella mantecata al cadmio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-guerra-in-ucraina-un-disastro-ambientale-pronto-per-essere-servito/">La guerra in Ucraina: un disastro ambientale pronto per essere servito</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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