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	<title>Unione Europea - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
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	<description>Liberi ed indipendenti dal 1999</description>
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	<title>Unione Europea - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
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		<title>Donald Trump contro il mondo: strategie comprensibili ma implementazioni folli</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/donald-trump-contro-il-mondo-strategie-comprensibili-ma-implementazioni-folli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 02:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trump ha inanellato una serie di comportamenti che stanno isolando il Paese sul piano internazionale e porteranno i Repubblicani a perdere le presidenziali del 2028.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Trump ha inanellato una serie di scelte che stanno isolando gli USA sul piano internazionale e porteranno i Repubblicani a perdere le presidenziali del 2028.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33958" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260415_trumpcontroilmondo_1.jpg" alt="" width="1344" height="768" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260415_trumpcontroilmondo_1.jpg 1344w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260415_trumpcontroilmondo_1-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p><span id="more-33956"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo avevamo detto due anni fa: <a href="https://www.tanadelcobra.com/trump-o-biden-il-futuro-imposto-dagli-usa-sara-terrificante/">chiunque fosse stato eletto Presidente USA nella scorsa tornata elettorale, i risultati sarebbero stati devastanti</a>. Donald Trump alla fine l&#8217;ha spuntata, rappresentante di quel mondo (non solo americano) che non ne poteva più delle assurdità anarco-progressiste di un mondo Dem legato a princìpi di dissoluzione e debolezza morale.</p>
<p>Ma Trump già lo conoscevamo. Nel 2020 è riuscito nell&#8217;incredibile impresa di chiudersi da solo le porte ad una quasi certa riconferma per via di una assurda gestione dell&#8217;emergenza Covid e di affermazioni negazioniste ed anti-vax che gli hanno alienato la fiducia di molti moderati, tralasciando poi i fatti di Capitol Hill.<br />
Evidentemente la lezione di sei anni anni fa non gli è bastata; ma forse sono la sua arroganza e la sua presunzione, uniti alla consapevolezza di non poter concorrere per un terzo mandato per via delle leggi elettorali statunitensi, a dettargli non solo l&#8217;agenda politica ma soprattutto il modo di implementarla.</p>
<p>I principali obiettivi della seconda presidenza Trump in politica estera erano abbastanza chiari fin da subito: assicurare un nuovo controllo mondiale agli Stati Uniti, rimettere gli USA al centro degli scambi economico-finanziari ed isolare lo strapotere economico cinese. Da qui sono derivate le sue decisioni più importanti: la mediazione con la Russia in Ucraina, <a href="https://www.tanadelcobra.com/dazi-doganali-qual-e-il-vero-obiettivo-di-donald-trump/">l&#8217;implementazione dei dazi doganali</a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/donald-trump-mire-espansionistiche-o-messaggio-politico/">la pretesa di prendere il controllo sulla Groenlandia</a>, l&#8217;attacco <a href="https://www.tanadelcobra.com/venezuela-solo-un-altro-passo-verso-nuovi-assetti-internazionali/">prima al Venezuela</a> e poi all&#8217;Iran.<br />
A volerla vedere in modo senza partigianerie, il piano di Donald Trump ha il suo senso; quello che proprio non va è il modo di metterlo in atto.</p>
<p>In questi due anni, Donald Trump ha sistematicamente attaccato i suoi alleati, rei a suo dire (talvolta a ragione) di non impegnarsi abbastanza per la sicurezza democratica globale. Che l&#8217;Unione Europea sia un farragginoso meccanismo in grado di bloccare qualsiasi decisione <a href="https://www.tanadelcobra.com/i-vertici-di-parigi-leuropa-e-spaccata-e-in-ritardo/">lo sosteniamo da tempo</a>, e il modus operandi di Donald Trump di negoziare coi singoli Stati poteva addirittura essere un beneficio per gli europeisti, che avrebbero dovuto cavalcare la tigre per snellire e rinforzare l&#8217;istituzione centralizzata dell&#8217;UE (è successo? Ovviamente no).<br />
Ma questo non è stato sufficiente: Trump ha preteso di utilizzare l&#8217;Europa nel suo complesso e l&#8217;alleanza della NATO come un suo strumento per raggiungere obiettivi ancora una volta comprensibili ma con la finalità principale di rafforzare gli USA &#8211; peraltro rischiando di innalzare la tensione internazionale sia nel caso del Venezuela che dell&#8217;Iran.</p>
<p>In questo contesto vanno considerati due elementi fondamentali sui quali Trum è assolutamente carente: la gestione politica delle sue azioni e la capacità di reagire all&#8217;imprevisto.<br />
Trump non ha alcuna attitudine al dialogo. Lo sappiamo benissimo: con lui non si ragiona, o si viene lodati o si viene insultati. Lo hanno sperimentato Joe Biden prima e Kamala Harris poi in campagna elettorale; lo ha vissuto sulla sua pelle l&#8217;ormai dimenticato Volodymyr Zelensky, che è stato sbeffeggiato in diretta televisiva durante uno degli incontri con Donald Trump alla Casa Bianca; lo ha compreso Elon Musk, scaricato (a ragion veduta) nei primi mesi dopo le elezioni; lo stanno scoprendo in questi giorni Papa Leone XIV e Giorgia Meloni, passati dalle stelle alle stalle nel mosaico delle relazioni trumpiane. Chissà che a breve non tocchi anche a Benjamin Netanyahu.<br />
Questa incapacità di dialogare, porta Trump ad imporre la sua visione in modo brutale e ruvido, dando per assunto che ciò che va bene a lui debba necessariamente andar bene a chi gli sta intorno: devo ottenere ciò che voglio, voi gioite di essere i miei sudditi e siate contenti delle briciole. Un atteggiamento da vero despota: a Trump manca completamente il concetto di dialogo politico, di mediazione, di sintesi e di cooperazione.</p>
<p>Ma non è solo questo il suo problema: fino a che è lui a dare le carte e ad imporre le regole, se la cava discretamente bene. Ma se le cose gli sfuggono al controllo, ed ecco il suo secondo punto debole, la sua abilità di reagire, adattarsi e controbattere sembra essere pari a zero; anzi, addirittura sembra andare nel panico, prendendo decisioni impulsive ed irrazionali, rilasciando affermazioni prontamente smentite nonostante ci siano registrazioni video, e fondamentalmente negando l&#8217;evidenza come un bambino colto in flagrante con le mani nella scatola dei biscotti.<br />
Nel 2020 i suoi limiti erano venuti già a galla con la già menzionata crisi Covid-19: piuttosto che ammettere di aver preso decisioni revelatesi sbagliate, il Presidente aveva continuato ciecamente nella sua narrazione negazionista. Gli USA, come il resto del mondo, se la sono cavata, ma non senza più di qualche ferita, e questo gli è costato una rielezione pressochè certa.<br />
Oggi la crisi in Iran sta mostrando una volta di più quanto Donald Trump sia incapace di gestire una situazione (da lui scatenata) che gli si è rivoltata contro. La sottovalutazione del nemico, l&#8217;impreparazione del piano d&#8217;attacco, la palese mancanza di una qualsivoglia strategia di uscita che non fosse l&#8217;imposizione di un governo a lui favorevole sono tutti elementi che rafforzano la tesi che Donald Trump, in fondo, non è altro che un giocatore di carte abilissimo a bluffare ma che, una volta messo a carte scoperte, si dimostra un bambino frignante che batte i piedi perché sta perdendo la partita.<br />
Il continuo cambiamento di versione, il repentino oscillare da migliore amico a nemico giurato, l&#8217;estremismo delle sue frasi (che tradiscono una povertà lessicale imbarazzante) mostrano un lato di Trump pericolosamente simile alla polarità ed alla pochezza presente nei social network, dai quali trae buona parte del consenso.<br />
La completa inaffidabilità del Presidente USA non è certo notizia di oggi (anche se ora la cosa è incredibilmente accentuata), e che Trump si muova con l&#8217;unico scopo di assicurare i suoi interessi per vie a dir poco non ortodosse è cosa risaputa. Ma il problema è ben più grande: e sono contraccolpi in arrivo dovuti ai meccanismi che Donald Trump ha messo in movimento.</p>
<p>Nonostante l&#8217;innegabile colpo subito, il regime iraniano ora si sente legittimato a completare rapidamente lo sviluppo delle armi atomiche e a usare lo stretto di Hormuz come arma di pressione internazionale; solo una completa e sanguinosa operazione di terra mirata al famoso cambio di regime (richiesto, anelato, smentito e poi dimenticato da Trump) potrebbe mettere in sicurezza l&#8217;area. Nel frattempo, i paesi del Golfo Arabo non possono di certo essere contenti di una situazione che ha compromesso forse in via definitiva il settore, e mancando i motivi di un&#8217;alleanza storica e forte con gli USA, potrebbero guardare altrove.</p>
<p>L&#8217;Europa nel suo complesso si sta distanziando sempre più velocemente dall&#8217;amministrazione Trump. Se è vero che mancano due anni al più che preventivabile cambio di bandiera sulla Casa Bianca (un&#8217;altra volta i Democratici, che Dio ci salvi), il vecchio continente deve far tesoro di questa storia e imparare a tornare un luogo di vigore morale e politico. A mettere i bastoni tra le ruote sono una mollezza di spirito delle nuove generazioni, l&#8217;inflitrazione islamica e un sempre più pervasivo fanatismo ideologico che vorrebbe rendere il territorio europeo una nuova URSS. Nei fatti, però, alcuni singoli stati si stanno muovendo per rafforzare la loro posizione internazionale, mettendo le basi (si spera) per un progressivo ridimensionamento dell&#8217;Unione Europea come monolitica e bloccante entità politica.</p>
<p>Anche la NATO è un&#8217;istituzione in crisi. Orientata da sempre a proteggere i confini del mondo occidentale, oggi vive una situazione da separati in casa. La malcelata voglia di Donald Trump di uscire, almeno parzialmente, dall&#8217;alleanza, rischia di scatenare gli appetiti predatori di Russia e soprattutto Cina, in chiave Taiwan, che ora sarebbe difficile arginare. Lo sbriciolamento della coalizione è un colpo a tradimento degli USA nei confronti principalemente di Europa e Canada, che ora si vedono minacciate alle spalle (il problema della Groenlandia e dell&#8217;Ucraina sono tutt&#8217;altro che risolti) e senza reali capacità di produzione militare per difendersi da un&#8217;altamente improbabile ma sempre possibile attacco Russo.</p>
<p>Infine, il fronte interno: l&#8217;elettorato sta severamente sfiduciando Trump, e la scontata batosta alle prossime elezioni di mid-term non saranno altro che una molto probabile vittoria dei Democratici nel 2028, con un conseguente rinnovamento dell&#8217;ideologia woke, di un liberismo finanziario meno visibile di quello tipicamente Repubblicano ma altrettanto tossico e di un nuovo impulso a quella globalizzazione voluta da pochi e che nei fatti sta distruggendo le economie e la previdenza sociale dei principali Paesi europei.</p>
<p>In tutto questo però non si può negare come il concetto di fondo su tante delle scelte di Donald Trump non manchi di logica.<br />
Venezuela e Iran sono due dei principali produttori di petrolio al mondo, oltre che essere strategicamente importanti per il loro posizionamento geografico nel loro scacchiere di competenza. Prenderne il controllo attraverso governi compiacenti significa al tempo stesso sia levarli dalla sfera di influenza russo-cinese (con la Cina ad essere oggi i principali importatori del loro petrolio) e poter disporre di piazzeforti su cui posizionare forze militari e di intelligence capaci di tenere sotto controllo le due regioni; inoltre, impedire all&#8217;Iran di realizzare delle armi atomiche è fondamentale per mantenere un equilibrio, per quanto instabile, nella regione del Golfo Arabo. La politica dei dazi, mal pensata e mal gestita, è comunque mirata a riportare negli Stati Uniti l&#8217;interezza delle filiere produttive nazionali, delocalizzate nel corso dei decenni in cui la globalizzazione ha fatto carne di porco delle classi artigiane e operaie del Primo Mondo ed ha reso l&#8217;occidente dipendente dagli approvvigionamenti disponibili solo in Paesi fuori dalla propria zona di controllo politico-militare; e da questo punto di vista Trump sta ottenendo i suoi frutti, con industrie che hanno riportato sul territorio statunitense le proprie fabbriche e una prospettiva di aumento dell&#8217;occupazione al netto di una inflazione crescente e che probabilmente Trump non si aspettava.<br />
C&#8217;è poi il capitolo su droga, criminalità e immigrazione clandestina, sul quale il polso della nazione sembra ondivago, ma che sembra essere ancora il punto cardine di tenuta dell&#8217;elettorato MAGA.</p>
<p>Donald Trump è una scheggia impazzita che sta isolando gli USA dal resto del mondo, e sta ottenendo esattamente il contrario di ciò che si auspicava: sta destabilizzando la politica internazionale invece di restaurare un periodo di tranquillità, utile all&#8217;aspetto economico-finanziario globale.<br />
Se il suo piano è quello di scardinare gli equilibri attuali, favorevoli alla Cina in primis e alla Russia in seconda battuta, è comprensibile che intraprenda azioni energiche; ma senza pensare alle conseguenze e sistematicamente calpestando le alleanze storiche degli USA, Trump sta ottenendo unicamente il risultato di far scivolare il mondo, specialmente quello occidentale, in una spirale di caos ed instabilità.</p>
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		<title>Una vera Unione Europea? Adesso o mai più</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/una-vera-unione-europea-adesso-o-mai-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 03:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per l'ennesima volta, in tempo di crisi le cancellerie europee si muovono indipendentemente; l'Europa deve decidere cosa vuole fare di questa Unione Europea.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;ennesima volta, in tempo di crisi le cancellerie europee si muovono indipendentemente; l&#8217;Europa deve decidere cosa vuole fare di questa Unione Europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32512" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260126_uegroenlandia_1.jpg" alt="" width="1184" height="864" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260126_uegroenlandia_1.jpg 1184w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260126_uegroenlandia_1-768x560.jpg 768w" sizes="(max-width: 1184px) 100vw, 1184px" /></p>
<p><span id="more-32511"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che Trump abbia metodi non ortodossi per ottenere ciò che vuole lo abbiamo detto ripetutamente su queste pagine; che voglia fare esclusivamente gli interessi degli Stati Uniti, e che questo sia in fondo più che comprensibile, anche. Che però The Donald fosse pronto ad attaccare frontalmente Nato ed Europa <a href="https://www.tanadelcobra.com/donald-trump-mire-espansionistiche-o-messaggio-politico/">non era prevedibile</a>, nemmeno valutando la sua altalenante agenda politica in Ucraina, l<a href="https://www.tanadelcobra.com/dazi-doganali-qual-e-il-vero-obiettivo-di-donald-trump/">&#8216;introduzione dei dazi doganali</a> e le sue già espresse affermazioni di possesso della Groenlandia.</p>
<p>La situazione è seria, e denota un&#8217;Europa schiacciata da un lato da una Russia apertamente ostile nei confronti dell&#8217;Unione Europea e dei Paesi che hanno finora sostenuto l&#8217;Ucraina; dall&#8217;altro gli USA che, sotto la guida della Presidenza Trump si stanno non solo sganciando dai rapporti economici con i paesi aderenti all&#8217;UE ma addirittura (cosa davvero inaspettata) sta minando alla base l&#8217;esistenza della NATO per come l&#8217;abbiamo intesa fino adesso.<br />
La cosa nasconde ricadute dagli impatti importanti, a partire dal fatto che il muro contro muro voluto da Donald Trump sulla questione groenlandese rischia di conludere in modo inaspettato l&#8217;esperienza NATO dopo circa 75 anni di esistenza.<br />
Se per gli USA questo potrebbe essere un problema limitato, molto meno lo è per noi europei, che (su questo l&#8217;istrionico businessman ha ragione) ci siamo seduti sui morbidi cuscini forniti dalle armi e dai soldati a stelle e strisce senza preoccuparci di renderci autosufficienti in materia di difesa territoriale; e se l&#8217;Europa non è probabilmente in grado di reggere l&#8217;impatto di un esercito russo (comunque ormai da quattro anni impantanato nella guerra contro l&#8217;Ucraina, che avrebbe dovutro sottomettere in pochi giorni), ancor meno lo è nel caso di una non più inverosimile aperta ostilità per il controllo del territorio groenlandese.</p>
<p>Si leva quindi il sipario sulla questione europea: che vogliamo fare del nostro continente dai punti di vista militare, economico e politico?<br />
La fallimentare esperienza dell&#8217;Unione Europea, un elefantiaco apparato burocratico costantemente accantonato dai governi nazionali europei in tempo di crisi, deve far ragionare e far aprire gli occhi anche ai più ferventi sostenitori dell&#8217;ente politico più artificiale del pianeta. Una piattaforma di interscambio commerciale in sede europeo fa comodo a tutti ed è un modo per tenere unite le tante anime nazionali che compongono il continente; ed era proprio con questa idea che venne fondato il MEC (Mercato Comune Europeo), poi mutato in CEE (Comunità Economica Europea).</p>
<p>Avvicinare interessi puramente economici è estremamente più facile che non accomunare quelli politici, ed è qui che l&#8217;Unione Europea ha danneggiato in modo quasi irreparabile il sentimento di Europa unita che avevano i cittadini europei prima del 2000; e che il carrozzone con sede a Bruxelles e Strasburgo sia poco utile (se non dannoso) lo si è visto durante la crisi dell&#8217;Euro e della mancanza di parità tra nazioni (chi non ricorda l&#8217;affaire Cipro e la carneficina sociale in Grecia?), la disparità di approcci sulle politiche ecologiche e di migrazione, sull&#8217;imposizione di norme che hanno distrutto la produzione interna favorendo quella cinese, sulla gestione e nel mancato mutuo soccoroso nel periodo Covid e sulla non-risposta ai dazi imposti da Trump. Anche il dossier Ucraina non è una spilla da appuntare sul petto dell&#8217;UE: in tutte le situazioni sopra ricordate, i principali governi dei Paesi europei si sono mossi indipendentemente, talvolta formando un nucleo comune tra i Paesi più forti economicamente e politicamente ed escludendo dalle decisioni gli altri come fossero gregari senza diritto di parola o, peggio, plebe.</p>
<p>Per gli Stati che formano l&#8217;Unione Europea è giunto il momento di decidere cosa fare da grandi. Se un esercito comune è qualcosa di oggettivamente impensabile (veramente vogliamo affidare a singole nazione la produzione delle nostre armi? Non basta l&#8217;esempio degli USA di Trump?), occorre perlomeno dare una quadratura definitiva all&#8217;UE. Che il suo dominio naturale sia puramente economico lo dicono la storia ed i fatti; la speranza è che finalmente si accetti il dato di fatto e si reinquadri l&#8217;ente comunitario, annullando quelle cessioni di sovranità nazionali che finora hanno solo impedito agli Stati europei di decidere per il meglio del loro futuro.</p>
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		<title>Lasciate alla politica il primato sul potere legislativo</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/lasciate-alla-politica-il-primato-sul-potere-legislativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 02:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione e Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione della corte di Bruxelles accende i riflettori su un problema esplosivo: come possono dei giudici definire la politica nazionale invece del governo eletto? &#160; &#160; Il 2025 è un anno che segnerà un punto di svolta decisivo nella&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione della corte di Bruxelles accende i riflettori su un problema esplosivo: come possono dei giudici definire la politica nazionale invece del governo eletto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29215" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_1.jpg" alt="" width="1000" height="647" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_1-768x497.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-29214"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2025 è un anno che segnerà un punto di svolta decisivo nella storia dell&#8217;umanità: è l&#8217;anno dell&#8217;avvento delle intelligenze artificiali, e contestualmente è l&#8217;anno in cui la politica europea sembra dover alzare definitivamente bandiera bianca nei confronti di quei gruppi di potere che, sempre più forti, decidono al suo posto di cosa è possibile o non è possibile fare.</p>
<p>C&#8217;è un fatto di cronaca dall&#8217;enorme importanza sociale che sta segnando questa estate: la decisione della Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea in materia di immigrazione clandestina. Da Bruxelles si è deciso infatti che i giudici italiani debbano avere l&#8217;ultima parola sulla lista dei cosiddetti &#8220;paesi sicuri&#8221; dove rispedire quelle persone che violano le leggi costituite e arrivano in Europa prive di alcun diritto di permanenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29216" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_2.jpg" alt="" width="1000" height="497" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_2-768x382.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta ovviamente di una decisione puramente politica, che evidenzia una volta di più quell&#8217;asse internazionale che punta a rendere il vecchio continente da un lato ingovernabile a livello nazionale e dall&#8217;altro mercè di gruppi economici e di potere che nulla hanno a che fare con il concetto di Europa. E non è nemmeno il primo caso di utilizzo della giustizia con fini strumentali: è facile ricordare il <a href="https://www.tanadelcobra.com/le-storture-del-caso-diciotti/">caso Diciotti</a> e il più recente <a href="https://www.tanadelcobra.com/magistratura-piu-che-una-casta-uno-strumento-politico/">caso Almasri</a>, che proprio in questi giorni vede un nuovo attacco portato al governo in carica.</p>
<p>A decidere come gestire un flusso migratorio e quali misure prendere nei confronti di persone illegalmente presenti sul territorio nazionale dovrebbe essere la politica, non un giudice (che le leggi è chiamato solo ad applicarle, non ad interpretarne il senso): al di là di quanto giustamente detto dall&#8217;attuale Ministro degli Esteri Antonio Tajani (chi ha più informazioni e competenza nel decidere se un paese è &#8220;sicuro&#8221;? Una serie di analisti che basano il proprio lavoro su una rete di diplomatici e di specialisti di sicurezza o un giudice, che questi mezzi non li ha?), un governo democraticamente eletto avrà o no il diritto di decidere quali azioni intraprendere per il bene della propria nazione in base alla volontà popolare che lo ha portato a formarsi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29218" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_4.jpg" alt="" width="1000" height="641" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_4-768x492.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.tanadelcobra.com/se-l-italia-non-e-piu-una-nazione-sovrana/">Evidentemente no</a>, grazie alla nostra amica Unione Europea, e ai nostri amici Giorgio Napolitano, <a href="https://www.tanadelcobra.com/enrico-letta-il-nemico-degli-italiani/">Enrico Letta</a> e Silvio Berlusconi che hanno ceduto all&#8217;UE la nostra sovranità, andando a cambiare la Costituzione in modo rapido, subdolo e senza una vera consultazione popolare.</p>
<p>Nonostante siano molti i Paesi ormai fortemente contrari alla folle politica migratoria UE degli ultimi venti anni (Danimarca, Germania, Gran Bretagna si stanno affiancando alle nazioni storicamente più rigide come Ungheria, Polonia, Slovacchia e i Paesi dell&#8217;ex-Jugoslavia), a Bruxelles le leve del potere rimangono saldamente nelle mani di chi vuole trasformare il nostro continente in un <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-vero-volto-dellunione-europea-limmigrazione-per-distruggere-tradizioni-e-diritti-del-lavoro/">supermercato di lavoratori a basso costo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29217" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_3.jpg" alt="" width="1000" height="562" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250807_giudicipaesisicuri_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, una volta di più, non solo si dimostra quanto il potere UE sia lontanissimo dal volere e dalle necessità del popolo europeo, ma anche quanto rimanere nel consesso dell&#8217;Unione Europea, almeno in questa forma, significhi impedire all&#8217;Italia di attuare le misure che la sua popolazione chiede a gran voce. Una vera schiavitù, insomma.</p>
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		<title>Dazi USA: l&#8217;ennesima pessima figura dell&#8217;Unione Europea</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/dazi-usa-lennesima-pessima-figura-dellunione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 02:55:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un accordo &#8220;ottimo&#8221; appena in linea con quelli di altri paesi manufatturieri e ritenuto internamente all&#8217;UE non legalmente vincolante: a che gioco stiamo giocando? &#160; &#160; Che l&#8217;Unione Europea sia un carrozzone deleterio per l&#8217;Europa, un accozzaglia di uffici e&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un accordo &#8220;ottimo&#8221; appena in linea con quelli di altri paesi manufatturieri e ritenuto internamente all&#8217;UE non legalmente vincolante: a che gioco stiamo giocando?</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29195" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_1.jpg" alt="" width="1000" height="663" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_1-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-29193"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che l&#8217;Unione Europea sia un carrozzone deleterio per l&#8217;Europa, un accozzaglia di uffici e burocrati messi insieme unicamente per facilitare banche e lobby economiche, <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-grande-imbroglio-europeo/">è qualcosa che chi scrive sostiene da tempo</a>. Ma che arrivasse addirittura a delegittimare se stessa in un turbine di follia era probabilmente un pensiero che andava oltre ogni più fervida fantasia.</p>
<p>Dopo la stretta di mano tra Ursula Von Der Leyen e Donald Trump, i sostenitori di questa Unione Europea hanno esultato per la magnifica vittoria del Presidente della Commissione Europea, che ha scongiurato i dazi al 39% inizialmente imposti dall&#8217;amministrazione statunitense, facendoli abbassare al 15%. Che però la strategia di Trump non fosse quella di strangolare gli storici alleati degli Stati Uniti <a href="https://www.tanadelcobra.com/dazi-doganali-qual-e-il-vero-obiettivo-di-donald-trump/">lo si è detto da tempo</a>, ed i fatti ci hanno dato ragione; gli stessi fatti che dicono che la &#8220;splendida vittoria&#8221; della Von Der Leyen è un risultato analogo a quello dal Giappone, che partiva dal 46%, della Corea Del Sud, che partiva dal 50%, e decisamente meno favorevole rispetto al 10% ottenuto da Taiwan, che partiva dal 64%, e dalla Gran Bretagna, l&#8217;unico Stato abbastanza sveglio da <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-brexit-e-le-falsita-dei-giornalisti-complici-dell-establishment/">fuggire dalla follia UE</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29197" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_3.jpg" alt="" width="1000" height="491" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_3-768x377.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che fosse possibile ottenere una percentuale di dazi doganali inferiore è un fatto tutto da dimostrare; ma che immediatamente la stessa Commissione Europea abbia affermato che l&#8217;accordo fra Trump e la Von Der Leyen non sia giuridicamente vincolante sembra essere un chiaro messaggio che indica due cose: la prima, è che probabilmente si poteva ottenere di meglio, andando magari a lavorare sul dettaglio di ogni settore commerciale come non ha fatto il Presidente UE; e che lo stesso è stato immediatamente censurato e delegittimato dall&#8217;ente che rappresenta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29196" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_2.jpg" alt="" width="1000" height="633" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/08/20250801_dazivonderleyen_2-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo apre un ulteriore elemento di analisi, anch&#8217;esso dal doppio interrogativo. Il primo: se la Von Der Leyen, nella persona o nella figura, non è adatta alla negoziazione in ambito internazionale (se Trump l&#8217;ha ricevuta in un campo da golf invece che in una struttura diplomatica e se Erdogan nel 2021 le negò una sedia nel famoso &#8220;Sofagate&#8221; un motivo ci sarà), perché non inviare una figura più capace e pratica? Perché non affidare queste missioni a chi effettivamente può far leva sulla controparte, piuttosto che insistere su una figura priva di spessore politico internazionale?</p>
<p>Ed il secondo interrogativo: se l&#8217;Unione Europea stringe un accordo tramite una stretta di mano, e poche ore dopo lo stesso accordo viene smentito o per lo meno messo in discussione dalla stessa Unione Europea, quale messaggio lanciamo (ancora una volta) alle nostre controparti? Quale autorevolezza avremo quando ci troveremo nuovamente a negoziare, di qualunque tema si tratti?</p>
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		<title>Polonia: una nuova potenza geopolitica</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/polonia-una-nuova-potenza-geopolitica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 02:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Varsavia ha messo da parte le proprie istanze nazionalistiche per abbracciare un approccio di crescita legato alla propria potenza militare e al suo ruolo nell&#8217;UE. &#160; &#160; La Polonia ha intrapreso negli ultimi anni un processo di trasformazione strategica che&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Varsavia ha messo da parte le proprie istanze nazionalistiche per abbracciare un approccio di crescita legato alla propria potenza militare e al suo ruolo nell&#8217;UE.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28260" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_1.jpg" alt="" width="1536" height="1024" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_1.jpg 1536w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><span id="more-28259"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Polonia ha intrapreso negli ultimi anni un processo di trasformazione strategica che sta portando il Paese ad emergere come una delle principali potenze militari e tecnologiche d’Europa. Questo sviluppo è guidato da una combinazione di fattori economici, politici e di sicurezza, che stanno spingendo Varsavia a rafforzare le proprie capacità difensive e a cercare un ruolo più prominente all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea e della NATO.</p>
<p>La modernizzazione delle forze armate polacche ha l’obiettivo di creare il più grande esercito terrestre d’Europa; Varsavia punta ad annoverare nelle proprie forze oltre trecentomila soldati equipaggiati con moderne dotazioni militari. Nel solo 2024 la Polonia ha speso più del 4% del PIL in budget per la difesa, ben oltre la soglia del 2% raccomandata dalla NATO, questo si è tradotto nell’acquisto di carri armati Abrams americani e K2 <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-corea-del-sud-sta-armando-leuropa/">coreani</a> oltre che di centinaia di velivoli da combattimento.</p>
<p>Anche l’industria locale ha giovato di questa nuova strategia, Varsavia ha infatti rafforzato la propria industria della difesa, promuovendo la produzione nazionale di armamenti e tecnologie militari; aziende polacche come PGZ hanno visto una crescita significativa, contribuendo alla creazione di un settore difensivo più autonomo e competitivo. Ulteriori investimenti sono stati fatti in campo cibernetico e spaziale, con la creazione delle Forze di Difesa Cibernetica e la partecipazione a programmi satellitari.</p>
<p>Il PIL della Polonia ha giovato di questa strategia raggiungendo i 980 miliardi di dollari nel 2025 e un tasso di disoccupazione tra i più bassi dell&#8217;UE; l&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea ha facilitato l&#8217;accesso ai fondi strutturali e agli investimenti esteri, contribuendo allo sviluppo di infrastrutture moderne e a un ambiente favorevole agli affari.</p>
<p>A livello politico Varsavia ha assunto un ruolo più assertivo all&#8217;interno dell&#8217;UE, culminato con la presidenza del Consiglio dell&#8217;Unione Europea nel 2025. Il Governo polacco ha promosso iniziative per rafforzare la sicurezza e la difesa europea, come il progetto &#8220;East Shield&#8221;, volto a creare una linea di difesa lungo il confine orientale dell&#8217;UE. Queste decisioni sembrano indicare la volontà polacca di influenzare la direzione strategica dell&#8217;Europa, in particolare in risposta alle minacce percepite provenienti dalla Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28261" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_2.jpg" alt="" width="1536" height="1024" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_2.jpg 1536w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/05/20250521_polonianuovapotenza_2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è un caso che nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio polacco Donald Tusk fosse presente a Kiev con i leader UE Macron, Starmer e Merz per discutere il piano d’azione sulla guerra in Ucraina insieme al Presidente Zelensky. Mentre Meloni e Von der Leyen erano connesse da remoto, la presenza fisica di Tusk simboleggia l&#8217;instaurazione di un nuovo asse europeo, almeno in termini di difesa, verso una triade franco-tedesca-polacca, affiancata dall’alleato Regno Unito.</p>
<p>La Polonia ha iniziato un periodo di ascesa sulla scena internazionale e sta emergendo come una potenza militare e tecnologica in Europa, e questo grazie a una combinazione di investimenti nella difesa, crescita economica e iniziative politiche strategiche. La classe politica polacca è riuscita in pochi anni a bilanciare le proprie <a href="https://www.tanadelcobra.com/polonia-e-ungheria-ultimi-baluardi-della-vecchia-europa/">istanze di stampo nazionalistico</a> e a convogliare le forze nell&#8217;obiettivo di assumere un ruolo decisivo in contesti multilaterali come la NATO e l’Unione Europea.</p>
<p>La strategia polacca ha trovato come punto galvanizzante l’aggressione russa dell’Ucraina, vicina di casa di Varsavia; finché Mosca verrà percepita come nemico esistenziale è difficile prevedere un’inversione di rotta nei piani del Governo Tusk, anche se i movimenti nazionalisti, tra cui alcuni vicini al Cremlino, sono sempre in agguato. Quello che è certo è che la Polonia ricopre oggi un ruolo di leader all’interno dell’Unione Europea e il Paese ha posto delle basi solide sul futuro della propria difesa dotandosi di un potenziale militare che non ha pari con la maggioranza delle potenze del continente.</p>
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		<title>Dazi doganali: qual è il vero obiettivo di Donald Trump?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/dazi-doganali-qual-e-il-vero-obiettivo-di-donald-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 02:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente USA non cerca una guerra commerciale coi partner internazionali; allora perchè imporre i dazi e rischiare di scatenare una potenziale recessione globale? &#160; &#160; The Donald è senza dubbio uno di quei personaggi che la storia consegnerà alle&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente USA non cerca una guerra commerciale coi partner internazionali; allora perchè imporre i dazi e rischiare di scatenare una potenziale recessione globale?</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27583" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_1.jpg" alt="" width="1000" height="510" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_1-768x392.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-27581"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The Donald è senza dubbio uno di quei personaggi che la storia consegnerà alle future memorie. Il suo modus operandi assolutamente lontano dal protocollo internazionale, la sua arroganza nelle dichiarazioni pubbliche e la sua prepotenza nell&#8217;imporre la sua visione nelle negoziazioni lo rendono uno dei politici meno tradizionali e meno gestibili del dopoguerra.</p>
<p>Trump ci ha stupito da tempo con il suo ribaltamento della realtà mescolato ad elementi di verità tangibile ma espressa con violenza ed imposizione: è successo in campagna elettorale, con attacchi di bassissimo livello nei confronti di Joe Biden e di Kamala Harris affiancati a disamine inappuntabili sull&#8217;agenda politica Democratica; ed è successo poche settimane fa con il voltafaccia nei confronti di Zelensky prima e dell&#8217;Unione Europea poi in merito a terre rare e difesa militare, andando a normalizzare la situazione con la Russia facendo al tempo stesso il gioco dell&#8217;economia e delle industrie belliche statunitensi.<br />
La vicenda dei dazi sembra però di primo acchitto andare oltre quella linea di confine che consente se non di giustificare, per lo meno di capire le mosse di Trump; il rischio di ricadute nefaste è elevato. Allora perchè questa iniziativa? E perchè ora?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27586" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_4.jpg" alt="" width="1000" height="615" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_4-768x472.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Trump non è quello di distruggere completamente la finanza che ci ha consegnato un mondo globalizzato, che favorisce unicamente determinati gruppi di potere, quanto soprattutto quello di riportare gli Stati Uniti al centro della politica e della finanza internazionale, tutelando gli interessi USA con metodi che sicuramente lasciano stupefatti ma che, nelle altre iniziative trumpiane, sono risultati finora vincenti.</p>
<p>Donald Trump ha calato l&#8217;asso su due temi ben precisi: il primo è quello reinternalizzazione delle filiere produttive, spostate negli scorsi decenni in Asia ed in America Latina, dove il lavoro costa meno perché minori sono i salari e le garanzie sindacali dei lavoratori. Imponendo forti dazi nei confronti di queste realtà, Trump mette sullo stesso livello il costo del lavoro USA con quello dei Paesi manufatturieri più arretrati, rendendo nuovamente conveniente la produzione interna. C&#8217;è da tener conto che questi Paesi sono quasi sempre dipendenti dall&#8217;importazione di beni ad alto valore tecnologico per poter sviluppare la loro economia, e che questi prodotti spesso vengono dagli USA, mettendo quindi il Paese a stelle e strisce in una posizione dominante nelle negoziazioni.</p>
<p>Il secondo punto è quello dell&#8217;esportazione dei prodotti statunitensi verso i Paesi più sviluppati, dove il mercato interno è ricco ma anche dove la concorrenza è alta: è il caso dell&#8217;Unione Europea, della Gran Bretagna e del Canada (verso il quale è in atto anche un&#8217;altra offensiva legata all&#8217;immigrazione clandestina ed al traffico di droga). Qui Trump vuole assicurarsi che i prodotti a marchio USA non siano sfavoriti sui mercati dei paesi occidentali, cercando di ottenere nel medio-lungo termine una parità al ribasso della tassazione complessiva (richiesta difficilmente ottenibile, visto che è impensabile andare a tassare in modo maggiore i prodotti interni rispetto a quelli americani).</p>
<p>C&#8217;è poi il caso Cina: il Paese asiatico, fortemente protezionista nell&#8217;import ed altamente aggressivo quando si tratta di esportazioni, è stato molto abile nello scorso decennio a far proprie le tecnologie straniere grazie a investimenti attirati dal potenziale di un enorme mercato appena aperto e poi clonate o forzosamente nazionalizzate in barba a qualsiasi norma di diritto commerciale internazionale. Da sempre Trump ha visto nel Dragone il nemico da cui difendersi sia economicamente che militarmente, e verso il quale concentrare quindi la propria attenzione.</p>
<p>Nei panni di uno statunitense questo piano potrebbe essere apprezzabile e nell&#8217;immediato sta ottenendo qualche effetto non trascurabile: sono numerosi i Paesi che hanno iniziato delle trattative con l&#8217;amministrazione USA per abbassare il peso fiscale dei beni in transito (anche alcuni Stati appartenenti all&#8217;Unione Europea starebbero trattando separatamente, in barba alla tanto declamata unità della bandiera UE).<br />
Eppure questa strategia non tiene conto di numerosi aspetti che in pochi giorni possono stravolgere l&#8217;offensiva dell&#8217;amministrazione Trump.</p>
<p>Il primo è che con questi indiscriminati attacchi aggressivi, e specialmente verso i suoi alleati storici, gli USA si stanno rapidamente isolando a livello internazionale: l&#8217;opinione pubblica canadese e del vecchio continente si sta compattando su posizioni anti-trumpiane (al pari dei politici locali). Gli USA cominciano ad esser visti come un partner commerciale di difficile affidabilità ed un alleato militare dal quale volersi potenzialmente sganciare, causando un disinvestimento degli imprenditori stranieri ed un riposizionamento strategico internazionale.<br />
In che modo il vecchio continente potrebbe supportare gli USA nell&#8217;isolare la Cina dovendo peraltro preoccuparsi del potenziale nemico a est demonizzato negli ultimi tre anni e che ora è un problema che ricade tutto sulle nostre spalle? Ed infatti l&#8217;UE sembra aver iniziato colloqui proprio con la Cina per gestire lo squilibrio dettato dai prodotti a basso costo del Dragone, ma anche con l&#8217;India per considerare un accordo di libero scambio, privo di dazi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27585" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_3.jpg" alt="" width="1000" height="605" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_3-768x465.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Paesi meno sviluppati potrebbero in egual misura voler cercare altri sbocchi: proprio verso la Cina e la Russia magari, le quali da anni stanno prendendo il controllo del continente africano, ovvero il nuovo territorio da sfruttare dal punto di vista economico e minerario. La penetrazione cino-russa potrebbe poi rapidamente allargarsi al sud-est asiatico ed all&#8217;America Centrale e Del Sud, aree di lotta clandestina durante la guerra fredda e che oggi potrebbero volersi affrancare dagli Stati Uniti.</p>
<p>Internamente, i cali delle borse stanno minando il sistema pensionistico americano, che al contrario del welfare europeo si basa in modo consistente su fondi di investimento che stanno accusando il colpo della vendita di azioni. E di certo anche i grandi investitori locali non possono essere contenti della situazione, con un evitabilissima emorragia finanziaria che alleggerisce i loro portafogli.</p>
<p>Non è un caso se Trump sta rapidamente perdendo l&#8217;appoggio di quel mondo economico e politico che ne ha sostenuto l&#8217;elezione a Capitol Hill: che le frizioni con Musk (che auspica aree di libero scambio, quindi senza dazi) fossero all&#8217;ordine del giorno era cosa nota, ma vedere nomi come quello del miliardario finanziatore repubblicano Ken Langone attaccare pesantemente la strategia trumpiana, alla stregua di elementi di spicco della stessa amministrazione presidenziale (dal Ministro del Tesoro Scott Bessent ai senatori Ted Cruz e Rand Paul) lascia da pensare.<br />
Eppure non l&#8217;intera alta finanza è scontenta: quella maggiormente speculativa vede nel crollo delle borse la possibilità di riacquistare fondi ed azioni a prezzo ribassato e rimettere in pancia titoli in crescita, ottenendo un plusvalore non indifferente.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27584" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_2.jpg" alt="" width="1000" height="518" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/04/20250409_dazitrump_2-768x398.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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<p>È difficile prevedere quanto questa fase potrà durare e se il calo delle borse sia destinato a continuare. Lo scossone degli scorsi venerdì e lunedì potrebbe essere destinato a riprendere, anche se non è peregrina l&#8217;ipotesi di un periodo di semi-stasi (magari con una lieve tendenza alla perdita) durante le consultazioni tra gli USA e i partner commerciali internazionali che Trump vuole vedere inginocchiati ai suoi piedi per ottenere dazi meno impattanti. Per quanto riguarda recessione, inflazione e perdita dei posti di lavoro i tempi non sono brevissimi: serviranno diversi mesi, a condizioni invariate, per vedere i primi drammatici effetti di questi tre nefasti elementi.</p>
<p>Quello che appare certo è che Donald Trump vuole raggiungere il prima possibile e con ogni mezzo i suoi obiettivi principali; fino a che ha il controllo di Camera e Senato, è libero di muoversi come meglio preferisce. Le elezioni di mid-term previste nel 2026 potrebbero però cambiare lo scenario; ma il Presidente potrebbe essere costretto dai suoi supporter a riconsiderare l&#8217;affaire dazi molto prima. Sono molti gli elementi che portano a pensare che le ricadute geopolitiche di questa ennesima bomba lanciata da Donald Trump siano state ampiamente sottostimate.</p>
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		<title>Resisti, UE!</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/resisti-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Europa, Unione Europea e democrazia sono concetti storicamente legati e oggi, purtroppo, fortemente a rischio. &#160; &#160; Da quando ha visto la luce, dalla pancia dell&#8217;Europa, l’Unione Europea è un concetto in continuo divenire: incompiuto, dai confini labili e dagli&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Europa, Unione Europea e democrazia sono concetti storicamente legati e oggi, purtroppo, fortemente a rischio.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-27059 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_2.jpg" alt="" width="1200" height="678" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_2-768x434.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><span id="more-27057"></span></p>
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<p>Da quando ha visto la luce, dalla pancia dell&#8217;Europa, l’Unione Europea è un concetto in continuo divenire: incompiuto, dai confini labili e dagli equilibri sottili. Un’idea che va di pari passo con un altro grande principio: la democrazia.</p>
<p>In periodi di grande crisi, come quello che stiamo attraversando negli ultimi anni, abbiamo più che mai bisogno di poter parlare di UE e di democrazia. Ciò nonostante, la sensazione che si avverte, soprattutto da cittadini europei, è diversa. Sembrerebbe quasi che, nei momenti più difficili, la democrazia non sia in grado di stare al passo con i tempi e che ci sia bisogno di un potere più forte; eppure, la democrazia è da sempre un concetto occidentale che unisce vecchio e nuovo continente, tanto che la sua instabilità mette in discussione ruoli e valori di entrambi le parti: Europa e USA. La prima, fino ad oggi imbrigliata nei suoi stessi ideali che la nobilitano ma la immobilizzano; i secondi fin troppo mobilitati, invece, all’ottenimento di una pace (quella della guerra russo-ucraina) che sa tanto di negoziato strategico.<br />
E ancora: la prima in una posizione ibrida, equivoca, falsamente confusa, che cerca di far convivere termini difficilmente conciliabili per tentare di mediare tra Washington e Kiev; tanto che sembra esser venuto meno quel giudizio netto, quella condanna ferma verso Mosca e quel sostegno aperto verso l’Ucraina. I secondi che assolvono Putin, antidemocratico per nascita, senza mai condannarlo come invasore ma anzi legittimandolo a sedere al tavolo delle trattative e a ricevere una fetta della torta; tanto che l’America rischia di uscire dal conflitto in una posizione diametralmente opposta rispetto a quella in cui vi è entrata.</p>
<p>Si tratta insomma di un progressivo allontanamento degli USA dall&#8217;Europa che si riflette in una NATO indebolita, non più in grado di garantire la pace all’unanimità; al punto che Trump la sua pace ha deciso di prendersela autonomamente mentre l’UE abbozza un piano di riarmo senza un vero soggetto politico europeo in grado di coordinarne gli sforzi. Questo, con il rischio che si amplifichino le differenze interne tra i Paesi dell’Unione senza alcun sostanziale impatto geopolitico (ne parliamo qui: <a href="https://www.tanadelcobra.com/trump-divide-leuropa/">Trump divide l’Europa</a>). Eppure, un messaggio di forza comune, seppure ancora non concreto, bisognava trasmetterlo, soprattutto a quei giovani che sono nati nell’Unione Europea o che ci sono cresciuti dentro dimenticandosi, a volte, di doverla difendere.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-27058 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1.jpg" alt="" width="1597" height="898" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1.jpg 1597w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1-768x432.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250319_democraziaUE_1-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1597px) 100vw, 1597px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per avere un ruolo, nella crisi prima e nella pace poi, l’UE deve disporre dei giusti mezzi, militari ma anche (soprattutto) politici. Quel che oggi appare, invece, è un’istituzione impacciata ed emarginata, che cerca a tutti i costi di rivendicare un ruolo, di contare qualcosa. Ma l’equivoco nasce a monte: l’UE parla una lingua diversa, quella della democrazia, ed è con questa che prova a comunicare con i suoi interlocutori, USA e Russia, che invece si legittimano a vicenda e si comprendono benissimo tra loro, mentre cercano di dividersi il mondo.</p>
<p>Proprio per questo motivo in tre anni l’UE non è stata in grado di arrivare alla pace; ed è per lo stesso motivo che Trump, invece, pare riuscirci in pochi giorni: perché si tagliano fuori dal concetto di pace i valori sottostanti e si discute unicamente di come uscire dal conflitto (e a quali condizioni), dimenticando volutamente di come ci si è entrati. La tregua segna non solo un cessate il fuoco ma stabilisce anche un nuovo ordine mondiale in cui USA e Russia, storicamente nemici, riscrivono le regole del gioco e si accordano a discapito dell’Ucraina contro un unico, grande, nemico comune: la Cina.</p>
<p>In questo quadro, non può esserci spazio per l&#8217;Unione Europea. Non dobbiamo dimenticare l’ambizione ed il coraggio che animavano i suoi fondatori e che sono sfociati, ad esempio, nella creazione della moneta unica, nel salvataggio dopo la crisi del 2008, nella creazione di titoli di debito europei; però manca ancora una politica estera comune, con dei referenti politici, con dei ministeri come quello della difesa, degli interni o degli esteri europei, che vadano oltre i nazionalismi.</p>
<p>Il momento è difficile, cruciale ma anche prezioso: l’Unione Europea è in pericolo. Ma, oltre alla paura, deve restare la speranza.</p>
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		<title>Il caso Romania: elezioni pilotate o addomesticate?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/il-caso-romania-elezioni-pilotate-o-piuttosto-addomesticate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 03:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni e Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre 1990-2035]]></category>
		<category><![CDATA[Ideologie ed Estremismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Romania]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;esclusione dalle elezioni presidenziali romene del leader dell&#8217;ultra-destra evoca preoccupanti parallelismi antidemocratici con quanto avviene da anni nei principali paesi dell&#8217;Unione Europea. &#160; &#160; Da un decennio la temperatura del panorama politico dei paesi aderenti all&#8217;Unione Europea sta crescendo. Il&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esclusione dalle elezioni presidenziali romene del leader dell&#8217;ultra-destra evoca preoccupanti parallelismi antidemocratici con quanto avviene da anni nei principali paesi dell&#8217;Unione Europea.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26991" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_1.jpg" alt="" width="1000" height="553" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_1-768x425.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-26989"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da un decennio la temperatura del panorama politico dei paesi aderenti all&#8217;Unione Europea sta crescendo. Il continuo negare l&#8217;esistenza dei problemi sentiti dai cittadini ha fatto concentrare l&#8217;attenzione su elementi sicuramente concreti, ma ha permesso un lungo periodo di poca attenzione alle dinamiche di come viene gestito e controllato il potere all&#8217;interno del perimetro UE.</p>
<p>Quanto sta avvenendo in Romania in questi giorni è un fatto di una gravità incredibile, che dimostra quanto il concetto di democrazia sia labile e mutevole all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea: dopo che la sessione elettorale dello scorso novembre era stata annullata in seguito alla vittoria a sorpresa del leader dell&#8217;ultra-destra locale Calin Georgescu, ora lo stesso è stato escluso dalla nuova tornata elettorale prevista per maggio.</p>
<p>Georgescu è uno sconosciuto a livello internazionale, ma nel suo Paese è un volto noto, essendo stato diverse volte tra i possibili candidati a guidare governi tecnici. Si tratta di un personaggio sicuramente particolare: ultra-nazionalista e tradizionalista, legato alla cristianità ed alla famiglia, Calin Georgescu non ha mai fatto segreto di ammirare la <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-movimento-legionario-rumeno-le-origini-della-guardia-di-ferro/">Guardia Di Ferro</a> né di essere pronto a rivedere le posizioni della Romania in merito alla guerra in Ucraina, e di essere disponibile a fermare l&#8217;invio di armi verso il Paese confinante nel cercare un dialogo con Putin. Ha posizioni critiche nei confronti dell&#8217;Unione Europea, verso la quale la Romania avrebbe perso la sovranità senza ottenere vantaggi concreti, ed è un forte sostenitore di Donald Trump. Ma Georgescu non è solo questo: incarna un sentimento di rinnovamento e di quella vitalità nazionale indebolita dalla corruzione radicata negli apparati politici romeni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26992" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_2.jpg" alt="" width="1000" height="656" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_2-768x504.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Georgescu, un vero e proprio outsider dell&#8217;annullata tornata elettorale di novembre 2024, è passato in poche settimane da un previsto 4% di consensi fino al 22% allo spoglio delle schede, ed in sede di ballottaggio era accreditato di non meno del 40-45% dei voti; il suo peccato originale sarebbe quello di aver ottenuto visibilità attraverso una massiccia campagna sui social media (principalmente Tik Tok), anche utilizzando bot e apparendo in video non legati alla campagna elettorale.<br />
È questo un delitto? Apparentemente si, anche se ci si scorda che secondo questa logica qualunque candidato automaticamente verrebbe eletto se avesse adeguata visibilità sui social. Questo è però smentito dai fatti: basti vedere il caso Trump, bandito da Facebook, Instagram e Twitter ma che ha vinto le elezioni statunitensi per le sue idee, o in senso contrario come male abbia fatto Olaf Scholz in Germania nonostante il supporto dei media.</p>
<p>Georgescu è quindi un personaggio che raccoglie grande supporto presso gli elettori per le sue idee ed i suoi propositi; la sua estromissione significa ammutolire con la forza quella metà di romeni che con lui avrebbero voluto una svolta politica e sociale.<br />
La decisione di vietarne la partecipazione alle nuove elezioni viene motivata dalla Corte Costituzionale romena è una scelta assolutamente antidemocratica, che sembra motivata esclusivamente dal voler impedire ad un candidato non gradito all&#8217;attuale Unione Europea di vincere le elezioni.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26993" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_3.jpg" alt="" width="1000" height="647" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_3-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma forse Georgescu è scomodo anche per la sua voglia di nazionalizzare le risorse naturali romene: è un ostacolo per chi voglia controllare il suolo europeo come un proprio feudo, e rappresenta quella voce crescente che dissente dai diktat di un&#8217;UE completamente appiattita sugli interessi Franco-Tedeschi.<br />
La Romania, come l&#8217;Ungheria e la Slovacchia, vive una dualità nei confronti dell&#8217;Unione Europea: sono state inglobate in nome dell&#8217;europeismo come la Polonia prima, ma in realtà la loro funzione era quella di essere serbatoi per manodopera a basso costo e luoghi dove delocalizzare le produzioni occidentali, oltre ad essere nuovi mercati vergini per la finanza speculativa.<br />
La natura dei Paesi dell&#8217;est Europa è però profondamente diversa da quella occidentale: i cinquant&#8217;anni di comunismo hanno lasciato profonde tracce, e quel poco di buono che il sistema dittatoriale e tirannico imposto dall&#8217;URSS aveva portato (soprattutto un lavoro ed una casa per tutti) oggi viene reclamato a gran voce sia dai nostalgici che quel periodo l&#8217;hanno vissuto sia dalle nuove generazioni disgustate dai disvalori imposti dall&#8217;Unione Europea e dagli Stati Uniti a trazione Democratica.</p>
<p>Chi parla di possibili infuenze russe sul voto romeno dimentica forse che di intromissioni nelle elezioni nazionali più recenti ne abbiamo viste molte: è il caso dell&#8217;Italia, con la stessa Von Der Leyen che <a href="https://www.tanadelcobra.com/missione-fallita-signora-von-der-leyen/">ha tentato di impedire a Giorgia Meloni di arrivare a Palazzo Chigi</a> (con tre anni di ritardo, visto come <a href="https://www.tanadelcobra.com/ora-il-governo-giallo-rosso-deve-andare-a-casa/">il precedente governo PD-M5S ha sfruttato l&#8217;emergenza Covid</a> per restare in sella, ben tutelato da un Presidente della Repubblica tutt&#8217;altro che imparziale); sono i casi della Francia e della Germania, dove pur di impedire alla destra di arrivare democraticamente al governo, gli altri partiti hanno formato delle coalizioni di potere incapaci di arrivare ad alcun risultato per ovvie incompatibilità, col risultato di avere esecutivi che cadono in poche settimane o tengono stretta la poltrona in un immobilismo estremamente deleterio per gli stessi Paesi. Ci si dimentica delle campagne organizzate negli USA dai democratici a sostegno dei loro amici progressisti europei, della mobilitazione delle star dello spettacolo che dall&#8217;alto della loro &#8220;incontrovertibile esperienza politica&#8221; (si, ovviamente sono ironico) puntano ad indirizzare il voto delle persone più influenzabili; è il caso di George Soros, lo speculatore finanziario che nel 1992 agì contro Inghilterra ed Italia (portando il nostro Governo di allora a dover svalutare la Lira del 30%) e che oggi manovra dietro le quinte al fianco dei Democratici statunitensi per diffondere l&#8217;ideologia woke. Ed ovviamente è il caso delle esternazioni di Donald Trump, Steve Barron ed Elon Musk negli scorsi mesi, in direzione ovviamente opposta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26994" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_4.jpg" alt="" width="1000" height="560" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250312_calingeorgescu_4-768x430.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La realtà è che ogni elezione nazionale dei Paesi europei è da qualche anno sotto tentativo di controllo da parte di attori internazionali a cui non interessa il benessere dei cittadini; l&#8217;UE in questo senso è parte integrante del problema, strumento dispotico di controllo prima che fonte di coesione e forza, ed il suo palese tentativo di manovrare odiosamente le elezioni nazionali sono l&#8217;evidenza di quanto questa struttura sovrannazionale sia deleteria e finisca per essere il fumo negli occhi anche di chi non avrebbe nulla in contrario a vedere un Vecchio Continente unito e fondamentale nello scacchiere politico internazionale.</p>
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		<item>
		<title>Trump divide l’Europa</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/trump-divide-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 03:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi commerciali e tensioni geopolitiche mettono in luce le difficoltà dell&#8217;UE nel mantenere una posizione coesa rispetto agli USA. &#160; &#160; Taglio del lavoro pubblico; dazi commerciali e ridefinizione degli storici rapporti con gli alleati europei; la legittimazione di Putin&#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dazi commerciali e tensioni geopolitiche mettono in luce le difficoltà dell&#8217;UE nel mantenere una posizione coesa rispetto agli USA.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-26771 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250305_TrumpUE_1.jpg" alt="" width="1200" height="678" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250305_TrumpUE_1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250305_TrumpUE_1-768x434.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><span id="more-26770"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Taglio del lavoro pubblico; dazi commerciali e ridefinizione degli storici rapporti con gli alleati europei; la legittimazione di Putin e il rinvio di un accordo di pace con l’Ucraina; si tratta di iniziative prese da parte del Presidente statunitense Donald Trump che preoccupano non poco mercati, nazioni e cittadini, e che parallelamente mettono in discussione il ruolo e la forza economica dell’Unione Europea.<br />
A dividere i vecchi alleati Europa e USA è sorta una guerra commerciale importante e posizioni geopolitiche divergenti in particolare rispetto al conflitto in Ucraina.</p>
<p>I dazi al 25% imposti da Trump sulle importazioni mirano a ridurre la dipendenza USA dalle merci estere, rendendo i prodotti stranieri (europei e non) più costosi, proteggendo al contempo le aziende americane e inducendo i consumatori ad acquistare prodotti nazionali.<br />
Il principale destinatario del protezionismo trumpiano è ovviamente la Cina; oltre a questa però, anche l’Europa sta risentendo e risentirà ancora a lungo della guerra commerciale con l’introduzione di possibili controdazi sui prodotti statunitensi e relative tensioni con gli alleati d’oltreoceano. In America, l’aumento dei prezzi, il crollo dei consumi e l’incertezza dei mercati frenerebbero anche assunzioni e investimenti, con conseguenze interne potenzialmente pesanti ed indesiderate.</p>
<p>Oltre alle tensioni commerciali, anche la crisi in Ucraina sta fortemente compromettendo gli equilibri internazionali tra Vecchio e Nuovo Continente. L’UE sembrerebbe uscirne divisa e indebolita, riaprendo la strada agli storici interrogativi sulla effettiva legittimazione, solidità e autonomia dell’Unione Europea nel contesto globale. Sorvolando sulle singole dichiarazioni di intenti, infatti, la risposta degli Stati Membri rispetto ai prossimi passi in tema di conflitto russo-ucraino sembrerebbe non essere univoca; in tempi di guerra ciascuno fa i propri interessi e non tutti i leader UE giocano lo stesso ruolo o vantano lo stesso rapporto con il presidente americano. E mentre Trump si dice volenteroso di raggiungere quanto prima un accordo di pace, l’UE pensa al riarmo, accentuando un divario che sembra sempre più incolmabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-26772 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250405_TrumpUE_2.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250405_TrumpUE_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/03/20250405_TrumpUE_2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo va dato amaramente atto al presidente americano di essere riuscito, intenzionalmente o meno, nel suo scopo: la strategia di Trump sta dividendo l’Europa. In primis la scelta di negoziare separatamente con Francia e Germania sulla mitigazione dei dazi e sulla NATO, invece di trattare con l’UE nel suo complesso. In secondo luogo, la scelta di posizioni spesso critiche rispetto a Bruxelles contestualmente al sostegno a governi nazionalisti in Polonia e in Ungheria. Infine, la minaccia di una riduzione dell’impegno economico americano nella NATO e la posizione ambigua di Trump nei confronti di Putin. In tutto questo rimane poco chiara la posizione del Vecchio Continente e, mentre Trump si fa portatore della pace, Bruxelles pensa al riarmo.</p>
<p>Va riconosciuto che le azioni del nuovo governo americano, abilmente architettate, abbiano portato ad una percezione di indebolimento dell’Unione Europea come espressione unitaria degli interessi dei suoi Stati Membri, evidenziando vulnerabilità economiche e politiche. Se a questo si aggiunge una strategia di comunicazione efficace quanto pericolosa, si comprende facilmente la forza e le potenzialità disastrose della politica di Trump.</p>
<p>Non rimane che ribaltare lo scenario e guardare al lato positivo: una tale emergenza accende i riflettori sull&#8217;importanza di rafforzare l&#8217;integrazione europea e creare maggiore coesione in termini di politica estera e difesa. Il meccanismo non deve essere di reazione ma di azione: è necessario che l’UE distolga, per un attimo, la sua attenzione dall’America di Trump invece di finire per fare il suo gioco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/trump-divide-leuropa/">Trump divide l’Europa</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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		<title>I vertici di Parigi: l&#8217;Europa è spaccata e in ritardo</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/i-vertici-di-parigi-leuropa-e-spaccata-e-in-ritardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Marchese Boreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 03:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre 1990-2035]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come se servisse una conferma, gli incontri organizzati da Macron sono lo specchio di un vecchio continente giunto al capolinea; intanto Trump incassa risultati concreti. &#160; &#160; La foto di rito del vertice ristretto tenutosi lunedì scorso è l&#8217;immagine evidente&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come se servisse una conferma, gli incontri organizzati da Macron sono lo specchio di un vecchio continente giunto al capolinea; intanto Trump incassa risultati concreti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26655" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_1.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-26653"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La foto di rito del vertice ristretto tenutosi lunedì scorso è l&#8217;immagine evidente dell&#8217;inadeguatezza che oggi governa l&#8217;Europa. Con solo otto Nazioni chiamate a partecipare (Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Spagna, Danimarca, Polonia, Olanda), Macron ha tagliato corto su chi ci si aspetta che conti e chi no in Europa e più in particolare nell&#8217;Unione Europea. Si, c&#8217;erano Ursula Von Der Leyen e Antonio Costa (l&#8217;unico a sorridere, in contrasto con gli sguardi spenti o contrariati degli altri presenti) e ovviamente Mark Rutte, Segretario Generale della NATO; ma la semplice rappresentanza, quando si parla di politica internazionale, non basta.<br />
E non basta nemmeno aver convocato un secondo vertice allargato per tentare di salvare la faccia; ormai il danno è fatto, ed è impensabile che i Paesi esclusi, specialmente quelli sulla linea del fronte nord e orientale, possano accettare di buon grado di assumere la parte dei comprimari, dei &#8220;secondi&#8221;, dei sudditi: si tratta dello stesso schema di potere utilizzato ai tempi del duetto Merkel-Sarkozy, quando Germania e Francia (e fino alla Brexit anche l&#8217;Inghilterra), spalleggiate dalle lobby finanziarie, dettavano legge all&#8217;interno di una Unione Europea unicamente votata ai mercati, <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-grande-imbroglio-europeo/">rendendola un ambiente tossico</a> per i Paesi lontano dalle leve decisionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26656" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_2.jpg" alt="" width="1000" height="469" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_2-768x360.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltretutto, questo vertice di emergenza è stato convocato esclusivamente perchè in pochissime settimane Donald Trump sta accelerando la sua azione, tenendo fede agli impegni presi col suo elettorato e riallacciando i rapporti diplomatici con la Russia, gettando così le premesse per una rapida conclusione della guerra in Ucraina (anche con esiti non graditi all&#8217;Ucraina e alla stessa Unione Europea). L&#8217;annuncio del vertice di Riad è arrivato quasi come un fulmine a ciel sereno, ma senza sorprendere chi la storia non la dimentica: già nel suo precedente mandato Trump aveva normalizzato i rapporti con la Russia, logorati durante la presidenza Obama (anche in quel caso uno dei dossier più spinosi era quello ucraino). L&#8217;esclusione di Ucraina ed Unione Europea dal meeting tenutosi in Arabia Saudita è un chiaro messaggio: voi non contate nulla, a decidere saremo noi grandi superpotenze. D&#8217;altronde <a href="https://www.tanadelcobra.com/in-ucraina-e-in-corso-una-proxy-war/">che in Ucraina si stia combattendo una guerra per procura non è una novità</a>, e in ottica di alta politica internazionale non fa davvero così strano il fatto che, cambiato il vento, l&#8217;alleato di ieri venga abbandonato nella polvere. Da questo punto di vista gli USA sono maestri: basti ricordare come sono stati abbandonati a sé stessi gli sciiti dopo la prematura fine della Prima Guerra del Golfo o la vecchia classe politica italiana dopo il crollo del muro di Berlino, o ancora <a href="https://www.tanadelcobra.com/afghanistan-il-vietnam-dei-nostri-tempi/">gli afghani sotto l&#8217;amministrazione Biden</a>.</p>
<p>Donald Trump sta poi scaricando l&#8217;Europa: dal suo punto di vista è legittimo dichiarare unilateralmente che il vecchio continente debba pensare da solo a difendersi, come è corretta la sua affermazione sul fatto che il conflitto in Ucraina si poteva evitare (basterebbe ricordare la sequenza storica di eventi).</p>
<p>&nbsp;</p>

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<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che invece non si può evitare di notare è il fatto che Trump utilizzi affermazioni anche sbagliate (scientemente false?) per far presa sul suo elettorato: se è vero che spesso le sue esternazioni sono state abilmente estrapolate dal contesto o manipolate per mettergli in bocca concetti non detti, in questi giorni l&#8217;attacco diretto a Zelensky, che viene accusato di aver iniziato la guerra, di essere un dittatore e di non volere libere elezioni, ha i connotati scomposti di chi mente sapendo di mentire. Non si può non pensare ad un accordo sottobanco tra il magnate statunitense e Vladimir Putin: parlano la stessa lingua, ragionano in modo simile, sono cinici e spietati con la differenza che Trump è ancora frenato in certi suoi eccessi vivendo in una democrazia. In questo caso, probabilmente il Presidente USA sta alzando i toni, come è solito fare ultimamente, per mettere spalle al muro l&#8217;interlocutore di turno (Zelensky, non Putin) e costringerlo alla capitolazione, evento che tramite la restaurazione delle sfere d&#8217;influenza normalizzerebbe l&#8217;economia internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26657" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/02/20250221_verticeparigi_3.jpg" alt="" width="591" height="687" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In fondo i fatti gli stanno dando ragione; e questo probabilmente perchè siamo entrati in un&#8217;epoca diversa, dove alla politica negoziata è subentrata quella della forza e dei muscoli. Trump sta costringendo al termine due conflitti (oltre all&#8217;Ucraina va considerata <a href="https://www.tanadelcobra.com/lobiettivo-di-netanyahu-e-lo-sgombero-forzato-della-palestina/">la questione Israelo-Palestinese</a>), sta preparando un piano economico per contrastare la Cina e contemporaneamente punta a costringere i suoi vecchi alleati a sganciar moneta (non che Biden abbia agito in modo diverso: uno dei suoi obiettivi era costringerci a comprare dagli USA le quote di gas precedentemente acquistate dalla Russia).<br />
L&#8217;Europa, che si tratti di Unione Europea o di singoli Stati, <a href="https://www.tanadelcobra.com/europa-sveglia/">si svegli dal torpore che l&#8217;avvolge</a> da quando la CEE si è trasformata in un&#8217;ameba politica a nome UE; già oggi siamo insignificanti sul piano internazionale, continuando così domani saremo un vassallo economico di USA, Russia o Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/i-vertici-di-parigi-leuropa-e-spaccata-e-in-ritardo/">I vertici di Parigi: l&#8217;Europa è spaccata e in ritardo</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
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		<title>Ucraina in Occidente: NATO o Unione Europea?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/ucraina-in-occidente-nato-o-unione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 03:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerre 1990-2035]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene formalmente distinti, i processi di adesione alla NATO e all&#8217;UE sembrerebbero, per l’Ucraina, strategicamente connessi. &#160; &#160; Da tempo l’Ucraina ha espresso in maniera netta la propria volontà di entrare sia nella NATO che nell’Unione Europea. Nel primo caso,&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/ucraina-in-occidente-nato-o-unione-europea/">Ucraina in Occidente: NATO o Unione Europea?</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene formalmente distinti, i processi di adesione alla NATO e all&#8217;UE sembrerebbero, per l’Ucraina, strategicamente connessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-25120 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_1.jpg" alt="" width="1200" height="802" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_1-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><span id="more-25119"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da tempo l’Ucraina ha espresso in maniera netta la propria volontà di entrare sia nella NATO che nell’Unione Europea. Nel primo caso, la richiesta, molto discussa e mai formalmente accolta, <a href="https://www.tanadelcobra.com/le-motivazioni-storiche-della-crisi-in-ucraina/">è pervenuta da Kiev nel 2002</a> ed è stata ribadita in più occasioni successive; in particolare a seguito dell’aggressione russa della Crimea (2014) e della definitiva invasione del territorio ucraino (2022).<br />
La domanda formale di adesione all’UE è stata invece presentata dal presidente ucraino Zelensky a fine febbraio 2022; in questo caso però, la richiesta ha avuto maggior successo. A seguito, infatti, del parere favorevole espresso dalla Commissione Europea a giugno 2022, l’Ucraina ottiene lo status di “Paese candidato”, dando via ai negoziati con l’UE nel dicembre 2023. Due esiti nettamente opposti.</p>
<p>È doveroso premettere che si tratta di processi distinti e indipendenti, legati a logiche geopolitiche diverse. L’ingresso nella NATO di un Paese non ne mina, almeno teoricamente, l’adesione all’Unione Europea e viceversa ma, in questo caso, ci sono alcune considerazioni da fare.<br />
La NATO nasce come alleanza militare volta a garantire la difesa comune e reciproca dei Paesi che vi aderiscono. L’ingresso di un nuovo Paese è subordinato all’osservanza di requisiti specifici di sicurezza e competenza militare, previo parere unanime dei suoi facenti parte. L’UE, invece, è un&#8217;organizzazione politico-economica che non prevede impegni di difesa collettiva per i suoi membri. La sicurezza è garantita da meccanismi di integrazione e cooperazione in settori ritenuti di interesse comune (commercio, politica economica, diritti umani).</p>
<p>In entrambi i casi, l’ingresso dell’Ucraina nelle rispettive organizzazioni rappresenterebbe per la stessa un passo cruciale indirizzato verso l’Occidente “anti putiniano”; questo, considerando quanto Trump possa essere, ad oggi, definito tale. Infatti il suo secondo mandato alla Casa Bianca (<a href="https://www.tanadelcobra.com/trump-2-0-cosa-aspettarsi-dopo-le-elezioni/">ne parliamo qui)</a> potrebbe destare ulteriori preoccupazioni rispetto alle sorti dell’Ucraina in Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-25121 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_2.jpg" alt="" width="1200" height="714" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2025/01/20250108_UcrainaUE_2-768x457.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non bisogna dimenticare che, a prescindere dalle nobili motivazioni che hanno portato alla nascita dell’Unione Europea, essa rappresenta anche il primo alleato e interlocutore politico degli USA nel vecchio continente; parallelamente, la NATO costituisce l’estensione dell’egemonia militare statunitense in Europa. Si tratta, in entrambi i casi, di istituzioni mediante cui gli Stati Uniti rafforzano la propria presenza nel continente europeo; per questo motivo, nonostante le opinioni fortemente critiche espresse dalla presidente Von Der Leyen nei confronti di Putin, non è possibile, ora più che mai, ignorare le conseguenze dei recenti risultati elettorali americani. Trump sembrerebbe molto più incline ad un dialogo con la Russia, il che lascerebbe l’UE da sola ad occuparsi dell’Ucraina.</p>
<p>L’equilibrio è tanto sottile quanto indispensabile. Il Cremlino ha apertamente espresso la richiesta di lasciare l’Ucraina fuori dalla NATO ed è cruciale, per poter arrivare ad un accordo con la Russia, che le sue condizioni non vengano messe in discussione. Come? Lasciando all’UE il difficile compito di fungere da ponte tra Ucraina e Occidente, preservando così i rapporti di Washington con Mosca. Un&#8217;Ucraina fuori dalla NATO e da tutti gli accordi militari ma membro dell’Unione Europea comunque potrebbe ben disporre il Cremlino ad un accordo per l’interruzione delle operazioni militari contro Kiev. Un colpo al cerchio e uno alla botte.</p>
<p>Entrambe le adesioni non sono viste di buon occhio dal Cremlino, ma è lecito pensare che l’ingresso di Kiev nell’UE possa risultare più facilmente digeribile dalla Russia. È evidente quindi che la questione riguardi l’Ucraina solo in parte: i veri equilibri da preservare saranno, in primis, quelli tra Trump e la Von Der Leyen, che dovrebbe farsi carico di ulteriori, ingenti, aiuti economici da erogare a Kiev.<br />
Resta la considerazione sul fatto che la chiusura delle porte della NATO non dia alcuna garanzia di un cessate il fuoco da parte di Mosca, ma rende solo più concreta la possibilità di un accordo.</p>
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		<item>
		<title>Trump 2.0: cosa aspettarsi dopo le elezioni?</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/trump-2-0-cosa-aspettarsi-dopo-le-elezioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tuscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 03:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riconquista della Casa Bianca da parte di Donald Trump apre grandi interrogativi circa le sue prossime mosse politiche. &#160; &#160; A poco più di un mese dalla sua rielezione, sono ancora incerte le previsioni in merito alle future scelte&#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La riconquista della Casa Bianca da parte di Donald Trump apre grandi interrogativi circa le sue prossime mosse politiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-24811 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0-1-2.jpg" alt="" width="1100" height="612" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0-1-2.jpg 1100w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2024/12/20241212_Trump2.0-1-2-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><span id="more-24807"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A poco più di un mese dalla sua rielezione, sono ancora incerte le previsioni in merito alle future scelte di Donald Trump, ma qualche ipotesi si può azzardare.</p>
<p>Il principio dell’”America first”, che ha guidato la sua ultima amministrazione nel 2017, riecheggia ancora oggi come impulso alle scelte politiche del nuovo Presidente. In termini di politica interna, il faro dovrebbe infatti restare acceso sulle grandi aziende multinazionali; sulla scia dei tagli dell’ultima riforma fiscale del 2017, che ha ridotto l’aliquota di imposta dal 35% al 21% in favore delle imprese americane, ci si aspetta una ulteriore riduzione al 15%. L’obiettivo? Stimolare la crescita interna incoraggiando investimenti, nuovi posti di lavoro e aumentando il reddito disponibile per i consumatori.</p>
<p>I tagli fiscali rientrano nel più ampio disegno del protezionismo economico, che porta inevitabilmente con sé un inasprimento dei dazi alle importazioni al fine di ridurre il deficit commerciale e riportare la produzione negli USA. Gli stessi dazi, insieme a nuove iniezioni di denaro da parte della FED, dovrebbero ridurre la tanto temuta dipendenza dai prodotti esteri, in particolare cinesi. Sembrerebbe inoltre confermata la parallela deregolamentazione, già iniziata quattro anni fa, in termini di tutela e sicurezza ambientale a favore delle imprese ma a discapito dei cambiamenti climatici, della salute pubblica e dei diritti degli stessi lavoratori.<br />
Tutto già previsto dal mercato. Ma se le previsioni dovessero rivelarsi corrette, che impatti avrà l’isolazionismo statunitense sulla politica estera?</p>
<p>Si parla di dazi nei confronti delle importazioni dall&#8217;Unione Europea intorno al 10%, con conseguenze pesanti sulla crescita attesa del PIL dell’UE (attualmente pari al 1% per il 2025). Di contro, l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro potrebbe rappresentare per la BCE un recupero di competitività per le esportazioni. Basterà a fermare i tagli ai tassi e a metter un freno alla politica monetaria restrittiva dell’UE? C’è da considerare infatti anche il cambio di rotta di Trump, rispetto al suo predecessore, in termini di conflitto Russia-Ucraina e in Medio Oriente che comporterebbe, per l’Europa, il rischio di sostenere da sola (o quasi) il peso della guerra.</p>
<p>Le ragioni delle posizioni trumpiane così apertamente anti-conflitto sono da ricercarsi (ovviamente) in opportunità di rapporti commerciali e relazioni economico-finanziarie in Arabia Saudita (secondo produttore mondiale di greggio e quinto per acquisto di armi) e al mantenimento di rapporti “distesi” con la Russia. Non sono da dimenticare, infatti, gli elogi pubblici rivolti da Trump al presidente Putin, posizioni politiche percepite come favorevoli alla Russia, e il presunto ruolo della stessa nel favorire la vittoria di Trump nelle elezioni del 2016.</p>
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<p style="text-align: left;">Se per l&#8217;UE il quadro è ancora incerto, più netta è invece la posizione di Trump nei confronti della Cina.<br />
Nonostante l’alta probabilità di un aumento delle tariffe commerciali, rimangono incerti i tempi e l&#8217;entità dei dazi che potrebbero essere applicati sulle importazioni di prodotti cinesi. La minaccia di tariffe fino al 60%, infatti, potrebbe anche spingere verso un nuovo ciclo di negoziati, con dazi ridotti o a un incremento delle esportazioni statunitensi verso la Cina; tutte scelte che si ricollegano al precedente piano di de-globalizzazione rispetto ai prodotti esteri, in particolare cinesi, iniziato durante l’ultimo mandato e ripreso oggi. L’intento è quello di ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti cinesi, in particolare per settori critici come tecnologia, farmaceutica e componenti industriali. Parallelamente, sono attesi nuovi incentivi per le imprese che producono negli Stati Uniti e penalità per quelle che delocalizzano all&#8217;estero.</p>
<p>Rispetto al passato, però, è possibile individuare qualche prima differenza in termini di scelte politiche, nonostante la “giovane età” di questo secondo mandato non ancora iniziato.<br />
Ad esempio, nel 2016, la sicurezza tecnologica (cybersecurity) non costituiva una priorità chiave. Oggi l’avvento dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica potrebbero portare il nuovo Presidente a focalizzarsi su misure di tutela rivolte alle industrie tecnologiche americane e a inasprire le restrizioni rispetto all&#8217;acquisizione di tecnologie critiche cinesi.<br />
Anche il tema dell’inflazione e del costo della vita non erano centrali in fase di pre-pandemia. Il COVID-19 ha costretto l’amministrazione Biden a politiche di spesa pubblica eccessive ed onerose che Trump ha aspramente criticato e che potrebbe drasticamente rivedere reintroducendo un maggiore controllo della spesa federale e politiche energetiche più aggressive.</p>
<p>Rimane poi il concetto del tanto temuto ritorno al carbone e all&#8217;estrazione di petrolio e gas come fonte di energia primaria. Rispetto al 2016, però, l’idea è stata riformulata in termini di indipendenza energetica: Trump critica, infatti, le politiche ambientali di Biden (come il Green New Deal) e promette di rilanciare la produzione di energia fossile per abbassare i costi dell&#8217;energia e creare posti di lavoro.</p>
<p>Indubbiamente le scelte della nuova amministrazione Trump dovranno tenere conto, rispetto al 2016, delle conseguenze della crisi pandemica del 2020. Ad oggi, sembrerebbero incentrate sul conflitto economico con la Cina e sul rafforzamento delle catene di approvvigionamento nazionali. Di fatto, Trump rimane un unilateralista che sostiene che gli Stati Uniti debbano ridurre il proprio coinvolgimento nelle istituzioni globali per destinare le proprie risorse verso interessi nazionali diretti. Le sue politiche hanno spesso privilegiato azioni simboliche e tattiche di pressione economica; è probabile che la linea rimanga la stessa, tenendo però conto delle nuove sfide geopolitiche, come la Cina, il conflitto in Ucraina e in Medio Oriente e l&#8217;impatto delle nuove tecnologie.</p>
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