Dewan prova a portare i giocatori in un mondo fantastico fatto di esplorazione e territori da conquistare, affidandosi a regole semplici e strategie sempre diverse.

Se c’è una cosa che non si può negare, è che Dewan sappia conquista immediatamente l’attenzione dei giocatori grazie a una confezione colorata e ricca di dettagli, capace di evocare un mondo fantastico fatto di funghi giganteschi, cascate immense, cieli azzurri e una vegetazione rigogliosa. La grafica della copertina rapisce l’occhio, che trova conferma una volta aperta la scatola; la componentistica propone infatti plance rigide, elementi esagonali, carte e numerosi segnalini, tutti caratterizzati da colori vivaci e facilmente riconoscibili.
La scatola presenta inoltre una soluzione particolarmente apprezzabile per l’organizzazione del materiale: ogni elemento trova il proprio spazio e ogni compartimento è identificato da piccole icone sul fondo; un accorgimento semplice, ma decisamente utile per chi durante una serata passa da un gioco all’altro e preferisce dedicare il proprio tempo alle partite invece che al riordino della componentistica.
L’allestimento di Dewan è piuttosto rapido; la scelta di uno dei cinque scenari disponibili determina la configurazione del tabellone, composto da elementi esagonali facili da assemblare e da alcune tessere estratte casualmente che introducono ulteriori variabilità. Ogni partecipante riceve poi la propria plancia, caratterizzata da un colore differente, insieme ai nove segnalini Accampamento personali.

Il tavolo viene completato predisponendo le tessere Storia e le carte Terreno; le prime rappresentano gli obiettivi da raggiungere durante la partita e forniscono punti quando vengono soddisfatte, mentre le seconde rappresentano invece i diversi territori presenti sulla mappa esagonale e costituiscono lo strumento necessario per espandere progressivamente la propria presenza sul tabellone. La preparazione si conclude con la disposizione dei segnalini Bacca nelle aree previste, la distribuzione di due carte Terreno coperte a ciascun giocatore, la scelta del primo partecipante e la scelta della prima tessera storia da posizionare sulla propria plancia personale.
Lo scopo del gioco è semplicemente quello di accumulare più punti degli avversari, e per farlo abbiamo diverse opzioni legate alle meccaniche di Dewan. Queste sono semplici e si appoggiano su due sistemi ormai collaudati: la raccolta delle carte e il posizionamento dei segnalini. Durante il proprio turno ogni giocatore può scegliere se prendere carte Terreno oppure giocare quelle presenti nella propria mano per costruire un percorso e fondare un nuovo Accampamento. Dewan richiede quindi di raccogliere le giuste combinazioni di territori per collegare l’accampamento principale, oppure uno dei successivi avamposti, alla casella che si desidera raggiungere.
Le tessere Storia riportano gli obiettivi da raggiungere per ottenere un determinato punteggio; di conseguenza, la scelta delle carte Terreno da raccogliere diventa fondamentale per poter costruire i percorsi necessari a raggiungere le aree della mappa richieste. Alcuni territori presentano inoltre icone Risorsa che possono contribuire al completamento delle tessere Storia oppure fornire ulteriori opportunità di punteggio previste dallo scenario.
La semplicità delle azioni non significa però assenza di decisioni: la vera difficoltà consiste nel capire quando conviene accumulare carte, quando è il momento di espandersi e quale territorio raggiungere per ottenere il maggior vantaggio possibile. Il tabellone modulare, i cinque scenari, le tessere disposte casualmente e gli obiettivi differenti rendono ogni partita abbastanza varia. Dewan non cerca di stupire con meccaniche rivoluzionarie; il gioco punta piuttosto sulla semplicità dell’apprendimento e sulla possibilità di costruire strategie differenti partendo da poche regole.

L’ambientazione rappresenta invece l’aspetto meno riuscito del progetto. Il gioco rinuncia quasi completamente alle scritte e utilizza esclusivamente icone per comunicare le proprie informazioni; la scelta facilita sicuramente la distribuzione internazionale e rende il prodotto immediatamente accessibile a tutti, ma finisce anche per indebolire il coinvolgimento. Le illustrazioni riescono a suggerire un mondo fantastico affascinante, mentre l’esperienza al tavolo rimane prevalentemente astratta. In altre parole, il mondo di Dewan sembra molto più vivo sulla scatola che sul tabellone.
L’interazione tra i partecipanti appare inizialmente limitata, ma la situazione cambia quando arriva il momento di fondare un nuovo Accampamento. La scelta di un territorio può infatti ostacolare, modificare o persino compromettere i piani di un avversario; la lettura delle intenzioni altrui non è semplice, soprattutto perché tutti possono sviluppare percorsi differenti senza rendere immediatamente evidente la propria strategia.
La partita lascia inoltre spazio a diverse interpretazioni tattiche. Un giocatore può concentrarsi sul completamento delle tessere Storia, mentre un altro può decidere di accelerare la conclusione della partita rinunciando a qualche obiettivo per sfruttare le opportunità offerte dal tabellone o dallo scenario. Dewan permette inoltre di nascondere le proprie intenzioni; un giocatore apparentemente poco attivo o in difficoltà potrebbe avere già impostato la propria rimonta, aspettando semplicemente il momento giusto per trasformare pochi turni di gioco in una bella quantità di punti.
Dewan è sicuramente un buon gioco di strategia da fare in gruppo, ma lascia la sensazione di avere ancora spazio per crescere. Nuovi scenari potrebbero introdurre condizioni più particolari e strategie differenti; l’aggiunta di qualche forma di interazione diretta tra i giocatori potrebbe invece dare maggiore profondità a un sistema che, nella sua semplicità, sembra avere ancora diverse possibilità da esplorare.









