Nano Machine: la recensione

Cosa ci fanno delle nano macchine nel corpo di un giovane ragazzo orientale in piena età Imperiale?

 

 

Credevo di essere di fronte al solito titolo tradotto un po’ come capita, ma mi sono dovuto ricredere quasi subito. Il racconto inizia con alcuni assassini ed esperti di arti marziali, che inseguono il nostro protagonista, Cheon Yeo-Woon, un ragazzo di quindici anni che non ha fatto nulla di male se non essere l’ultimo figlio bastardo dell’Imperatore. Fino a qui non sembrerebbe esserci nulla d’interessante, una storia come un’altra ambientata in un mondo che ricorda molto il periodo Imperiale Giapponese, Cinese o Coreano. Proprio quando il nostro protagonista sembra essere condannato a morte certa, uno strano forestiero si para davanti agli assassini e li sconfigge tutti con una facilità estrema. Finito il massacro, lo straniero rivolge le sue attenzioni a Cheon Yeo-Woon confidandogli di essere un suo discendente venuto dal futuro. Senza aggiungere molto altro, gli inietta con una siringa delle nano macchine nel corpo e scompare proprio com’è apparso. Cheon Yeo-Woon sente una voce nella testa che richiede l’attivazione delle particelle nel suo corpo. Ancora stordito dall’accaduto, il nostro protagonista acconsente e da quel momento la sua vita cambierà radicalmente.

Nano Machine è un manga Coreano di Han Joong Wueol Ya, disegnato dall’artista Guem Gang Bul Gae dello “Redice Studio”. Devo ammettere che è insolito quanto interessante utilizzare la nanotecnologia come strumento di cambiamento ed evoluzione nel periodo medioevale. Cheon Yeo-Woon non avrebbe avuto sicuramente una vita facile: era considerato come l’ultima ruota del carro, cresciuto con la madre in una casa rurale isolata dal resto del mondo. Gli unici contatti che il ragazzo ha avuto con persone non fidate sono avvenuti durante le occasioni pubbliche in cui tutta la famiglia Imperiale era riunita, quindi davvero scarse. In più il nostro protagonista non dimostra la benché minima attitudine alla lotta o alle arti marziali. Ora gli si para davanti una nuova possibilità: le nano macchine nel suo corpo, che saranno ribattezzate per semplicità “Nano”, possono fare cose impressionanti, come modellare il corpo o stimolare l’apprendimento e i flussi di Chakra.

 

 

Davanti a Cheon Yeo-Woon si aprirà la possibilità di accedere all’Accademia Imperiale, dove vengono formati i migliori esperti di arti marziali del paese ma soprattutto avrà la possibilità di competere con i suoi fratelli per la conquista del trono dell’Imperatore. Siamo di fronte a sviluppi di trame imprevedibili, ma ancora di più, siamo di fronte al mistero che si cela dietro le nano macchine. Possiamo solo ipotizzare per quale motivo un discendente del nostro protagonista sia piombato nel passato per inoculare “Nano” nel corpo dell’antenato, ma sarà stato davvero un aiuto o c’è sotto qualcosa di più inquietante?

Di certo assisteremo ad una competizione senza quartiere tra i più abili e talentuosi studenti dell’accademia che si contenderanno il titolo di migliore del proprio anno, ma ancora di più sarà interessante vedere cosa il nostro Cheon Yeo-Woon riuscirà a scoprire e ad imparare con l’aiuto di “Nano”. Da come viene presentata l’accademia, ci saranno da scoprire innumerevoli misteri che sono legati alle tecniche segrete delle più importanti famiglie nobiliari dell’Impero. Inoltre, l’accademia ha l’importante compito di selezionare i più forti, quindi non è possibile fallire neanche un test, pena l’espulsione e la riassegnazione in una delle classi sociali inferiori. Tantissimi pericoli sono all’orizzonte ed il nostro protagonista è praticamente da solo, non ha né il supporto di una nobile famiglia, né tanto meno quello dei fratelli, che invece lo vorrebbero morto in modo da sbarazzarsi di un possibile, se pur improbabile, pretendente al trono.

La cultura Coreana comincia ad entrare prepotentemente nei lavori di molti autori emergenti che, fino ad ora, si sono limitati ad inseguire i loro più illustri colleghi Giapponesi. Da occidentale non noto una grande differenza di base, ma comincio ad osservare le differenze di fondo delle due culture: mentre in Giappone c’era, e c’è ancora, una sorta di onore che aleggia nelle opere degli autori più maturi, in Corea è più facile incontrare la forte determinazione a dover essere il migliore a tutti i costi. Potere e posizione sociale sono predominanti in quasi tutti i loro lavori, ne sono l’esempio più lampante Solo Leveling, I Level Up Alone e Skeleton Soldier Couldn’t Protect the Dungeon.

 

 

Graficamente Nano Machine presenta i personaggi in uno stile classico orientale: occhi grandi su un fisico asciutto ed allungato. L’autore usa anche deformare le facce e l’aspetto dei personaggi rendendoli teneri e simpatici in momenti imbarazzanti. Rumiko Takahashi, l’autrice di Lamu e Ranma ½, era solita utilizzare questa divertente rappresentazione. Gli ambienti sono tutti molto schematici, non presentano un grande lavoro di dettaglio né una gran cura nella realizzazione, sembrano quasi disegnati perché c’è bisogno di farlo e non per il piacere di farlo. Questo manga Coreano ha un buon potenziale nelle storie, ma forse un po’ meno nei disegni che non hanno nulla di particolare e non garantiscono a questo lavoro di spiccare su altri.

Nano Machine è ancora all’inizio del suo percorso – poco più di venticinque capitoli pubblicati e non ancora distribuiti in Italia – quindi, per ottenere maggiori informazioni su questo manga, dovete andare in rete e cercare il preziosissimo lavoro che i fan svolgono nel tradurre e ripubblicare. In questo momento il mio giudizio è sufficiente, grazie allo spunto interessante e sfizioso, ma mi aspetto un grande lavoro per migliorare la grafica, soprattutto quella degli ambienti e degli sfondi.

 

Nano Machine, 2020 – in corso di realizzazione
Voto: 6
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