Il militarismo del Pakistan è arrivato ad un vicolo cieco

Il militarismo del Pakistan rappresenta un freno alla crescita del Paese che cerca nella propria potenza nucleare una leva per nuove alleanze strategiche.

 

 

Ultimamente il Pakistan è giunto alle notizie internazionali per eventi violenti e poco altro, alterando così il giudizio del mondo sul Paese asiatico. Lo scorso 18 agosto il ritrovamento di alcune pagine profanate del Corano nei pressi di una comunità cristiana ha scatenato una rivolta dei fedeli musulmani nella regione del Punjab; le case dei fedeli cristiani sono state prese d’assalto insieme ai luoghi di culto, con un conto finale di 21 chiese date alle fiamme e decine di edifici danneggiati. Questo è il tenore delle notizie a cui il mondo si è abituato riguardo a questo Paese, fatto che sta mimetizzando l’importanza strategica di Islamabad.

Il Pakistan è posizionato in una zona storicamente conflittuale e ai propri confini sono presenti Stati, come Iran e Afghanistan, che negli ultimi vent’anni hanno vissuto un profondo isolamento a livello internazionale. Il piccolo confine cinese e lo sbocco sul mare sono invece delle piccole valvole di sfogo nei confronti dei quasi tremila chilometri di confine indo-pakistano tracciato nel 1947 e da allora motivo di tanti conflitti tra i due Paesi.

Uno Stato nato e vissuto nel conflitto non può che avere nelle proprie forze militari il centro del potere. Tra vari colpi di Stato ed influenze interne, il Pakistan ha avuto per quasi la metà della propria vita Primi Ministri diretta espressione della gerarchia militare; anche Capi di Governo civili però sono stati posizionati o fortemente influenzati dai vertici dell’Esercito. Una condizione messa sotto accusa lo scorso anno quando l’ex Primo Ministro Imran Khan ha attaccato fortemente l’Esercito per le proprie ingerenze nella vita pubblica. Khan è stato il primo capo dell’Esecutivo ad essere destituito con voto di sfiducia in tutta la storia del Pakistan e, nonostante la sua popolarità per essere stato uno dei giocatori di cricket più famosi del Paese, è stato recentemente condannato, in maniera sospetta, a tre anni di reclusione con l’accusa di corruzione.

Questa destabilizzazione interna non aiuta le sfide a cui il Pakistan è chiamato in ambito internazionale. Le crescenti tensioni tra USA, Cina e Russia sembrerebbero premere verso Islamabad affinché scelga uno schieramento e contribuisca a suo modo in questo conflitto globale. L’isolamento diplomatico e territoriale ha impoverito il Paese, su cui gravano condizioni insufficienti per quanto riguarda aspettative di vita ed istruzione, e una scelta di alleanza a livello globale potrebbe giovare al povero Stato pakistano. Le tre grandi potenze, dal canto loro, vedono nel Pakistan un possibile partner strategico soprattutto per la propria geografia, che rende il Paese un ponte tra continenti e possibile punto di appoggio per lo sviluppo di strategie commerciali e militari.

 

 

Ciò che rende il Pakistan un alleato importante per chiunque è inoltre il fatto che il Paese è uno dei nove a livello mondiale a possedere armi nucleari. Nel 2021 ad Islamabad si contavano ben centosessantacinque testate nucleari equipaggiate su sistemi d’arma con gittata da quasi tremila chilometri.

Un Paese estremamente strategico ma che sconta molte carenze dovute ad una cattiva organizzazione della vita pubblica. Importanti sfide attendono il Pakistan che dovrà bilanciare lo scontro di potere tra Stati Uniti e Cina cercando di essere affidabile per entrambe le potenze. Proprio Pechino potrebbe essere l’alleato del destino per il popolo pakistano; utilizzare i propri porti per creare un punto di connessione tra i Paesi del centro Africa e la Cina potrebbe trasformare l’economia del Paese e aiutare il Pakistan in funzione anti-indiana, con Mumbai antagonista tanto dei pakistani quanto dei cinesi.

Diversificazione, alleanze strategiche ed investimenti, condizioni che difficilmente riescono a conciliarsi con una gestione autoritaria dello spazio pubblico. Il rafforzamento di questi tre pilastri dovrà essere accompagnato da un rafforzamento della democrazia e da riforme istituzionali che, se strategicamente studiate, potranno portare il Pakistan a giocare un ruolo determinante nel contesto geopolitico odierno.

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