The Many Pieces Of Mr. Coo: la recensione

Un capolavoro, un passo falso, un’esperienza unica: per The Many Pieces Of Mr. Coo sono vere tutte queste definizioni.

 

 

The Many Pieces Of Mr. Coo appartiene a quella ristretta schiera di videogiochi che possono pienamente e legittimamente definirsi “arte”; alla sua base c’è un lavoro di passione e di creatività incredibile che emerge fin dai primissimi momenti in cui il titolo prende vita sul nostro computer.

Realizzato con una grafica interamente tratta da disegni animati e da scenari e personaggi tratteggiati a mano, The Many Pieces Of Mr. Coo è indubbiamente uno di quei videogiochi che restano dentro (come per Lost In Play) e che sono capaci di segnare uno spartiacque sul modo di rappresentare una storia sul monitor.
La sua grande forza è un impatto visivo eccezionale, in grado di accalappiare il giocatore senza mollarlo mai, e suggestiva al punto da farci sentire parte integrante di un fumetto o di un cartone animato. Le animazioni, l’espressività, la fantasia utilizzata per realizzare personaggi e situazioni assolutamente stravaganti e geniali sono qualcosa che difficilmente può essere ritrovato in altre opere, che si tratti di videogiochi o prodotti animati per la televisione o il cinema.

 

 

Dal punto di vista puramente videoludico, The Many Pieces Of Mr. Coo può essere definito un’avventura punta e clicca dall’interfaccia estremamente semplificata: si clicca in un punto e là ci si sposta o avviene qualche interazione. Fine.
Questo significa che il gioco è immediatamente apprezzabile e padroneggiabile, ma ciò comporta che per forza di cose gli enigmi proposti non possono essere troppo elaborati. Un problema? Non necessariamente. Non c’è quasi nulla che si riveli troppo arzigogolato, e si arriva a risolvere i rompicapi in modo abbastanza lineare (o almeno si capisce più o meno cosa si debba fare). Il titolo è comunque platealmente realizzato per essere apprezzato prima che battuto: quasi costantemente ci accompagna in bella vista un manualetto con la soluzione agli enigmi. Il senso è: gioca, stupisciti ma non diventare mai frustrato.

 

 

Tutto ciò che è presente in The Many Pieces Of Mr. Coo è apprezzabilissimo; quello che non convince è la durata irrisoria del gioco (lo si finisce in appena tre ore) e l’importante presenza di bug ai quali gli sviluppatori di Gammera Nest stanno pian piano dando la caccia.

In realtà esiste un problema non indifferente fra il madrileno Nacho Rodriguez, il disegnatore ideatore del gioco e realizzatore dello stile grafico, e Gammera Nest, lo studio di sviluppo a cui Rodriguez ha passato il progetto. Apparentemente il gioco è uscito prematuramente, escludendo parecchio contenuto e senza aver corretto i bug già noti.

Eppure già così il gioco è assolutamente eccezionale: sembra di essere trasportati direttamente in un cartone animato ed essere magicamente trasportati in qualche episodio di Allegro Non Troppo, dove le animazioni di Bruno Bozzetto erano il collante del film di Maurizio Nichetti, o in qualche storia di Guido Manuli. Ma la vera ispirazione, per stessa ammissione di Nacho Rodriguez, arriva da un altro cartone italiano degli anni ’70: La Linea, iconico personaggio realizzato da Osvaldo Cavandoli e che ha accompagnato con le sue buffe disavventure un’intera generazione.

 

 

Nonostante le sue evidenti mancanze, su tutte quella della durata del gioco (i bug sono qualcosa che si sta risolvendo con patch successive), The Many Pieces Of Mr. Coo è un’esperienza rara, forse unica, e che merita assolutamente di essere provato. Magari il suggerimento è di buttare un occhio al prezzo e decidere quando entrare nel mondo surreale e grottesco di Mr. Coo.

 

The Many Pieces Of Mr. Coo, 2023
Voto: 9
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