The Kingdoms Of Ruin: la scienza contro le streghe

Un buono spunto iniziale ed un onesto tratto sono le basi di partenza minime. Purtroppo la storia non decolla e la cadenza annuale non aiuta.

 

 

Dapprima Dio creò l’uomo e vide che era cosa buona e giusta; poi creò le streghe a cui donò la magia; infine diede alle streghe il compito di ricondurre gli uomini smarriti sulla retta via. Le streghe ubbidirono ben felici al volere di Dio e si misero amorevolmente al servizio dell’umanità. Una storia meravigliosa che si conclude alla terza vignetta del primo volume con un’immensa folla di uomini festanti che osservano decine di streghe impiccate. È proprio vero che l’umanità riesce a mandare a puttane tutto, persino nelle storie di fantasia!

Ma se queste sono le prime tre vignette, la storia di che parla? The Kingdoms Of Ruin è fondamentalmente una storia d’amore spezzato e di vendetta. L’apprendista stregone Adonis è un ragazzo dall’animo buono che si è innamorato della sua maestra, la strega del ghiaccio Chloe Morgan. I due fuggono dalla caccia alle streghe e provano a varcare i confini del regno per raggiungere luoghi più sicuri; purtroppo vengono catturati e forzatamente condotti nella capitale.

L’Imperatore Goethe XXIII, colui che ha deciso che la scienza è l’unica via da percorrere e che le streghe sono anacronismi storici da cancellare, sentenzia la morte della potente strega dei ghiacci ed esegue la condanna sparandole in fronte con una pistola. Adonis assiste impotente all’omicidio e dentro di sé giura vendetta all’umanità; purtroppo viene segregato in una capsula a prova di magia e lì rimane per dieci anni. Solo per un fortuito incidente la sua prigione solitaria viene infranta e lui fugge seminando morte e distruzione.

 

 

La storia prosegue arricchendosi di particolari, ma possiamo tranquillamente dire che scorre blanda senza eccessivi colpi di scena. Furia e violenza trasudano dalle pagine dei primi tre volumi che sono stati rilasciati, ma oltre alla vendetta non c’è molto altro all’orizzonte. Grazie all’incredibile successo dei manga nel mercato nazionale ed in quello internazionale, molte case editrici giapponesi hanno cominciato a pubblicare qualsiasi cosa possa essere un minimo appetibile. All’estero arrivano solo i prodotti che hanno guadagnato un certo successo in patria o i nomi di grande richiamo, ma c’è comunque una grande produzione che inizia e poi si perde.

In The Kingdoms Of Ruin c’è una buona base di partenza, ma poi c’è un unico momento in cui potrebbe aprirsi un nuovo risvolto: le streghe non sono tutte estinte e qualcuna vuole ancora fortemente seguire il compito che Dio ha assegnato loro. Forse c’è la speranza di avere una trama secondaria? Adonis potrebbe essere influenzato dalle streghe buone e tornare sui propri passi? Che la storia possa virare su un cammino di redenzione? Stando a quello che si legge nei primi capitoli direi proprio che tutto sembra orientato a non spostarsi dalla trame della vendetta.

Non ho idea di dove l’autrice Yoruhashi voglia portare la storia che sta sviluppando, ma l’interessante spunto iniziale ha già cominciato a ridimensionarsi, e se la storia non prende una piega nuova ed interessante, rischia di perdersi come succede a tanti altri prodotti. Oltre a questo dobbiamo segnalare anche una lentezza nelle pubblicazioni che hanno una cadenza praticamente annuale, cosa che purtroppo può far scemare velocemente l’interesse per questo prodotto.

 

 

Sotto l’aspetto grafico The Kingdoms Of Ruin si presenta con quel classico tratto giapponese molto standardizzato. Le tavole sono pulite e l’uso dei chiaroscuri non è particolarmente abbondante. Al contempo, nelle rappresentazioni di massacri e uccisioni, l’autrice abbonda di rigagnoli e schizzi di sangue che rendono tutto molto coreografico. Noto che c’è sempre una sorta di vena malevola in tutto questo spargimento di sangue e ciò ci riporta al discorso fatto prima in merito al rischio di rimanere troppo ancorati ad una trama che si sta lentamente spegnendo d’efficacia.

The Kingdoms Of Ruin è ancora inedito in Italia, quindi non è detto che possa sbarcare anche qui da noi, ma se dovesse arrivare, ora come ora, non vi consiglierei di correre in fumetteria per preordinarlo. Purtroppo non tutti i lavori che potenzialmente partono bene poi si sviluppano allo stesso modo. Io però, che sono uno di quelli ottimisti dico spesso che la speranza di avere una svolta importante c’è sempre! Basterebbe semplicemente sviluppare in modo adeguato lo spunto iniziale di magia contro scienza, cosa che per il momento è rimasta solo come sfondo in una storia di semplice vendetta insensata.

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