Blink 182 – Enema of the State: la recensione

Che bello essere buoni…

 

Solo con l’ultimo album i Blink 182 sono emersi alla ribalta del grande pubblico, ma hanno al loro attivo già tre album.

Enema of the State è la loro ultima opera. Come al solito, Blink 182 è sinonimo di energia positiva: basta dare una scorsa ai loro testi, sentire appena le loro canzoni, per avere subito una sensazione di ebbrezza, quella classica dell’alta velocità.

In effetti ci immergono fin da subito in battute rapidissime, a partire dal brano d’apertura Dumpweed, per proseguire su questa lunghezza d’onda su tutto il CD. Forse solo il brano di break, What’s my age again, il cui video è stato riproposto a più riprese dalle varie emittenti TV, non rispetta questa velocità complessiva, insieme ad Adam’s song, l’ unica canzone malinconica (ma veramente apprezzabile) che troviamo fra le dodici tracce.

Nel complesso, leggendo i testi viene fuori un’immagine poco comune per i gruppi punk: quella dei bravi ragazzi della provincia americana. Buoni sentimenti, pensiero positivo, ingenuità traspaiono dalle loro parole, e bisogna ammettere che ciò che riescono a trasmettere è realmente coinvolgente. Ma non bisogna pensare che la freschezza e semplicità dei testi comporti una banalità generale: anzi, si scava con sincerità nel profondo di alcuni sentimenti dei quali difficilmente si parla nelle canzoni punk. Amore soprattutto, senza tralasciare amicizia e solitudine. Ed in certi passaggi si può comunque notare una certa tristezza, una già citata malinconia che forse fa parte del bagaglio culturale di questo genere musicale.

 

 

È un album che si fa apprezzare col tempo, e se ad un primo impatto dà già una buona impressione, nel giro di poco tempo “acchiappa”, tanto che il sottoscritto per diversi giorni ha ascoltato esclusivamente questo cd!! Non aspettatevi però un album immortale: è forse troppo limpido, troppo buono per restare fuori dal limbo dei quasi-successi. Ottimo per pogare e per tirarsi un po’ su di morale; speriamo non si rovinino come gli Sugar Ray.

Solo un’ultima nota, di merito, per Janine, la modella della cover del CD (nota pornodiva americana) che tra l’ altro ritroviamo anche in un filmato mpg contenuto all’interno del cd (più un quantitativo di inutili programmini per leggerlo).

 

Enema of the State, 1999

Voto: 6

Per condividere questo articolo: