Ocean Drive Studio vuole portare nel medioevo le dinamiche tipiche dei zombi survival; riuscirà il titolo, ancora in pre-alpha, a cogliere nel segno?

Vedendo cosa l’industria dei videogiochi sforna quotidianamente, ci sono quelle volte in cui è normale pensare che ormai la creatività è alla frutta. Un po’ come gli sceneggiatori di Boris, che premevano F3 o F5 per inserire determinate situazioni nella trama, la commistione di generi nei videogiochi sembra voler essere un rimescolamento di elementi già rodati, riproposti però in forma diversa.
Di primo acchitto questo sembra essere il punto di partenza di God Save Birmingham, uno zombi survival ambientato niente meno che in pieno medioevo, dove l’iconica piaga della peste viene sostituita con i classici non-morti che arrancano nelle strade, questa volta piene di fango, e che tentano di sbranare il primo malcapitato a sangue caldo che capiti a tiro.

God Save Birmingham ha le potenzialità per fare qualcosa di diverso: lontani da elettricità, veicoli e armi da fuoco, il titolo sviluppato da Ocean Drive Studio potrebbe fornire un’esperienza più simile al primo 7 Days To Die, quando costruirsi un fucile e trovare delle munizioni era veramente un’impresa e i combattimenti corpo a corpo erano letali.
Gli sviluppatori non fanno mistero di ispirarsi, almeno parzialmente, a quel bellissimo ma ostico gioco che è Project Zomboid, quindi è lecito aspettarsi una possibilità di interazione con l’ambiente molto elevata.
Non abbiamo ancora avuto modo di mettere le mani su una versione pre-release del gioco, che sicuramente ci incuriosisce; continueremo a tenere d’occhio God Save Birmingham, per fornirvi eventualmente le nostre impressioni.









